Bonus edilizi: fai tutto giusto, scegli l’impresa sbagliata, perdi la detrazione. C’è una cosa che devi sapere sull’impresa che hai scelto: se non la controlli prima di firmare, rischi di perdere tutta la detrazione fiscale.
Prima di tutto: cos’è la SOA
La SOA è una specie di “patente professionale” per le imprese edili. Viene rilasciata da organismi certificati e autorizzati dallo Stato, e serve a dimostrare che un’impresa è seria: ha i conti in ordine, paga le tasse e i contributi, non ha precedenti penali gravi, e soprattutto ha già eseguito lavori analoghi in passato.
Fino a qualche anno fa era richiesta soltanto per partecipare agli appalti pubblici — strade, scuole, ospedali. Dal 2022, però, le regole sono cambiate: la SOA è diventata obbligatoria anche per certi lavori privati, quelli che beneficiano dei bonus fiscali edilizi.
Chi deve averla e quando
Non tutte le imprese sono obbligate. L’obbligo scatta solo se il contratto che firmi con l’impresa supera i 516.000 euro (al netto dell’IVA). Sotto quella cifra, nessun requisito aggiuntivo.
Questo vale per tutti i principali bonus edilizi: Superbonus, ecobonus, sismabonus, bonus facciate, bonus fotovoltaico, bonus per le colonnine di ricarica, bonus barriere architettoniche.
Se il tuo contratto supera quella soglia, l’impresa che esegue i lavori deve avere la SOA. Non è facoltativo. Non ci sono scuse. Se l’impresa non ce l’ha, tu perdi la detrazione.
| Periodo | Importo | Obbligo |
|---|---|---|
| Prima del 21 maggio 2022 | Qualsiasi | Nessun obbligo — la norma non si applica, anche se i lavori proseguono dopo. |
| 21 mag 2022 – 31 dic 2022 | Oltre 516.000 € | Nessun obbligo se i lavori finiscono entro il 31/12/2022. Se proseguono: SOA necessaria entro il 1° gennaio 2023. |
| 1 gen 2023 – 30 giu 2023 | Oltre 516.000 € | Fase transitoria — SOA già ottenuta oppure contratto firmato con un organismo SOA. |
| Dal 1° luglio 2023 | Oltre 516.000 € | Obbligo pieno — SOA obbligatoria al momento della firma. Nessuna deroga. |
Dal quando vale questa regola
La norma è entrata in vigore gradualmente, per dare alle imprese il tempo di adeguarsi.
Se il tuo contratto è stato firmato prima del 21 maggio 2022, sei fuori dall’obbligo: la regola non si applica, qualunque cosa succeda dopo.
Se il contratto è stato firmato dopo il 1° luglio 2023, l’impresa deve avere la SOA già in mano al momento in cui firmate. Non “entro qualche mese”, non “è in corso di ottenimento”: deve averla già.
Nel periodo di mezzo — dal gennaio al giugno 2023 — c’era una fase transitoria: bastava che l’impresa avesse almeno firmato un contratto con un organismo SOA per avviarsi alla certificazione.
Cosa controllare concretamente
Prima di firmare il contratto, chiedi all’impresa di mostrarti il certificato SOA. È un documento cartaceo (o digitale) che riporta il nome dell’impresa, le categorie per cui è abilitata e la data di scadenza.
Le categorie che danno diritto a eseguire lavori da bonus edilizi sono: OG1 (edifici civili), OG2 (restauro), OG11 (impianti tecnologici), OS6 (finiture), OS21 (strutture speciali), OS28 (impianti termici). Non è necessario che la categoria corrisponda esattamente al tipo di lavoro: basta che ci sia una coerenza di fondo con l’intervento da realizzare.
Non è nemmeno necessario che la classificazione economica sia altissima: è sufficiente la prima classifica, la più bassa prevista dal sistema.
| Categoria | Descrizione |
|---|---|
| OG1 | Edifici civili e industriali |
| OG2 | Restauro e manutenzione di beni immobili sottoposti a tutela |
| OG11 | Impianti tecnologici |
| OS6 | Finiture di opere generali in materiali lignei, plastici, metallici e vetrosi |
| OS21 | Opere strutturali speciali |
| OS28 | Impianti termici e di condizionamento |
Non è richiesta la classifica di importo elevata: è sufficiente la prima classifica, la più bassa prevista dal sistema. Fonte: CSLLPP, risposta a quesito n. 1/2023.
Una cosa che molti non sanno: l’avvalimento non funziona qui
Negli appalti pubblici esiste una scappatoia chiamata “avvalimento”: un’impresa che non ha la qualificazione può appoggiarsi a un’altra che ce l’ha, e partecipare comunque. Nei bonus edilizi questa possibilità non esiste. L’impresa deve avere la SOA a proprio nome, punto.
Chi rischia se qualcosa va storto
Attenzione: il rischio non è dell’impresa, ma tuo. Se l’impresa non ha la SOA e i lavori vengono comunque eseguiti, sei tu che perdi la detrazione fiscale sulle spese sostenute in violazione della norma. L’impresa incassa e va avanti; tu rimani senza agevolazione.
Per questo vale la pena dedicare cinque minuti alla verifica prima di firmare qualsiasi cosa.
I casi in cui non c’è nessun obbligo
Ci sono due situazioni in cui la regola non si applica, anche se i lavori costano milioni:
- I lavori erano già iniziati prima del 21 maggio 2022.
- Il contratto era già stato firmato prima del 21 maggio 2022 (anche se i lavori non erano ancora cominciati).
In questi casi, l’impresa può lavorare senza SOA senza alcun problema per il committente.
Prima regola, chiedere
Se stai per firmare un contratto superiore a 516.000 euro per lavori in bonus edilizi, fai una sola cosa: chiedi all’impresa il certificato SOA prima di firmare. Verificane la validità e controlla che rientri tra le categorie ammesse. Se non riesci a leggerlo da solo, fallo vedere al tuo tecnico di fiducia.
Non è burocrazia inutile. È la condizione che tiene in piedi il tuo diritto alla detrazione.
Domande frequenti
Cos’è la certificazione SOA e perché è obbligatoria nei bonus edilizi?
La SOA è una certificazione che attesta la qualificazione professionale di un’impresa edile: capacità tecnica, solidità economica, regolarità fiscale e contributiva. Dal 2022 è obbligatoria anche nei lavori privati agevolati da bonus edilizi (Superbonus, ecobonus, sismabonus e altri) quando il contratto supera i 516.000 euro al netto dell’IVA.
Sopra quale importo scatta l’obbligo della certificazione SOA?
L’obbligo scatta quando il singolo contratto di appalto o subappalto supera i 516.000 euro, calcolati al netto dell’IVA. La soglia si misura contratto per contratto, non sul valore complessivo dell’intervento.
Cosa succede se l’impresa non ha la SOA?
Il committente — cioè chi ha commissionato i lavori — perde la detrazione fiscale sulle spese sostenute in violazione dell’obbligo. Il rischio non ricade sull’impresa ma su chi ha firmato il contratto. Per questo è fondamentale verificare la certificazione SOA prima di firmare.
Dal quando è obbligatoria la SOA per i bonus edilizi?
L’obbligo è entrato in vigore gradualmente. Dal 1° luglio 2023 è obbligatorio in modo pieno: l’impresa deve avere la SOA già al momento della firma del contratto. I contratti firmati prima del 21 maggio 2022 sono esclusi dall’obbligo.
Quale categoria SOA deve avere l’impresa?
Non è richiesta una corrispondenza esatta tra la categoria SOA e il tipo di lavoro specifico. Sono considerate valide le categorie OG1 (edifici civili), OG2 (restauro), OG11 (impianti tecnologici), OS6 (finiture), OS21 (opere strutturali speciali) e OS28 (impianti termici). Non è necessaria la classifica di importo elevata: è sufficiente la prima classifica.
Il general contractor deve avere la SOA?
Se il general contractor si limita a coordinare i lavori senza eseguirli direttamente, non è tenuto ad avere la SOA. L’obbligo riguarda chi esegue materialmente i lavori. Le imprese subappaltatrici, però, devono essere certificate se il loro singolo contratto supera i 516.000 euro.
Fonti: art. 10-bis D.L. 21/2022 · Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, quesito n. 1/2023 · ANAC, nota 55826 del 1° marzo 2023 · Agenzia delle Entrate, circolare 10/E del 20 aprile 2023.
