Parigi, 1653. Lorenzo de Tonti, banchiere napoletano esiliato alla corte francese, presenta al cardinale Mazzarino uno schema finanziario che ha il pregio della semplicità e il difetto della perversione. Dieci sottoscrittori versano mille livres ciascuno in un fondo comune. Ricevono una rendita annuale proporzionale alle loro quote. Ma quando uno muore, la sua parte si redistribuisce ai vivi. L’ultimo sopravvissuto incassa tutto, finché non muore anche lui, e il capitale torna allo Stato. Mazzarino approva. Le tontine nascono. Con loro nasce anche la domanda che nessuno aveva pensato di porre: quando la finanza incontra esplicitamente la mortalità, dove sta il confine tra protezione e predazione?
La risposta, si scoprirà nel giro di due secoli, dipende interamente dalla direzione in cui scorre l’incentivo economico.
Il meccanismo: elegante, razionale, inquietante
Il principio tecnico delle tontine è ineccepibile. Un gruppo di sottoscrittori versa un capitale iniziale che viene investito — tipicamente in titoli di Stato — e genera una rendita annuale fissa, calcolata sull’ammontare complessivo del fondo. Questa rendita non viene però distribuita in parti uguali: viene divisa esclusivamente tra i membri ancora in vita. Ogni decesso riduce il denominatore. La rendita pro capite aumenta.
È esattamente l’opposto di quello che fa un’assicurazione vita tradizionale, dove la morte dell’assicurato genera un pagamento per i superstiti. Nella tontina, la morte altrui genera un beneficio economico per i sopravvissuti. Il pool mutualistico — il principio sano su cui si fonda tutta l’industria assicurativa, quello per cui molti si proteggono reciprocamente dai rischi della sfortuna — viene qui trasformato in qualcosa di strutturalmente diverso: un pool di sopravvivenza, dove il premio per chi resiste si accumula a spese di chi se ne va.
La prima tontina di Stato francese fu lanciata nel 1689 da Luigi XIV, alle prese con il consueto problema del debito pubblico. Il successo fu moderato, frenato dalla diffidenza del pubblico verso uno strumento sconosciuto. Ma nel corso del Settecento le tontine esplosero come forma di investimento popolare in Francia, Paesi Bassi e Inghilterra, adottate sia dagli Stati per finanziarsi sia dai privati per costruire rendite a lungo termine.
| Elemento | Tontina | Assicurazione Vita Tradizionale |
|---|---|---|
| Evento generatore di beneficio | Morte dei partecipanti | Morte dell’assicurato |
| Destinatario del vantaggio | Sopravvissuti del pool | Beneficiari designati |
| Trasferimento ereditario | Assente | Previsto |
| Direzione dell’incentivo economico | Verso la sopravvivenza relativa | Verso la protezione familiare |
Chi ci guadagnava davvero: la variante familiare
La versione più lucida del meccanismo era quella familiare. I genitori sottoscrivevano una tontina intestandola ai figli piccoli, scommettendo sull’aspettativa di vita lunga dei minori. Un bambino di cinque anni iscritto a una tontine nel 1700 avrebbe potuto, arrivando agli ottanta anni, trovarsi a incassare da solo le rendite di centinaia di coetanei morti nel frattempo. L’orizzonte temporale rendeva lo schema straordinariamente redditizio per i pochi che resistevano.
Il caso più documentato è la Tontine Lafarge, lanciata in Francia nel 1689 con mille sottoscrittori. Nel 1726, trentasette anni dopo, i sopravvissuti erano diciannove. Nel 1783, novantatré anni dall’apertura, ne rimaneva una sola: Charlotte Bonnemort, novantasei anni, che incassava da sola la rendita originariamente distribuita su mille quote. Alla sua morte il capitale tornò allo Stato. Nessun erede, nessuna trasmissione. Fine della storia.
Questa struttura rivelava un aspetto che i legislatori dell’epoca non avevano considerato: le tontine erano uno strumento finanziariamente efficiente per chi aveva la fortuna di vivere a lungo, ma erano anche uno strumento sistematicamente distruttivo per il trasferimento patrimoniale intergenerazionale. Il capitale accumulato non si trasmetteva mai. Spariva.
Il lato oscuro: incentivi che producono azioni
Il problema più serio non era tuttavia l’efficienza successoria. Era l’incentivo implicito che la struttura creava nei confronti degli altri membri.
In una tontina, la morte di un copartecipante è un evento economicamente vantaggioso per tutti gli altri. Questo non costituisce di per sé un problema — anche nelle pensioni a ripartizione chi muore prima “finanzia” statisticamente chi vive più a lungo — ma nelle tontine l’incentivo era diretto, nominale e quantificabile. Sapevi esattamente di quanto sarebbe aumentata la tua rendita se uno specifico membro fosse deceduto.
I tribunali di Francia, Inghilterra e Stati Uniti registrarono nel corso del Settecento e dell’Ottocento diversi casi di membri di tontine accusati di aver “aiutato” altri partecipanti a morire prima. Non si trattava di episodi marginali: erano sufficientemente frequenti da finire nei dibattiti parlamentari inglesi e da alimentare una produzione letteraria satirica. Nel 1889 Robert Louis Stevenson — lo stesso autore de “L’isola del tesoro” — pubblicò “The Wrong Box”, romanzo in cui due fratelli anziani, ultimi sopravvissuti di una tontina vittoriana, sono oggetto delle manovre dei parenti che attendono la loro morte per incassare il fondo. Il libro era una satira, ma si basava su una percezione pubblica consolidata: le tontine corrompevano i rapporti familiari introducendo un interesse finanziario diretto nella sopravvivenza altrui.
Agli incentivi perversi si aggiungevano le frodi strutturali. Nascondere la morte di un membro per continuare a incassare la sua quota. Falsificare l’età dei bambini iscritti per spostarla verso il basso e massimizzare l’aspettativa di vita. Falsificare lo stato di salute dei sottoscrittori al momento dell’adesione. Erano truffe facili da commettere in un’epoca senza anagrafe centralizzata e senza strumenti di verifica affidabili.
Il collasso americano e la fine di un’era
La variante commerciale più sofisticata — e più pericolosa — delle tontine si sviluppò negli Stati Uniti nella seconda metà dell’Ottocento. Le grandi compagnie di assicurazione vita, tra cui Equitable Life, New York Life e Prudential, iniziarono a distribuire polizze ibride che incorporavano un meccanismo tontinale: una quota del premio veniva accantonata in un pool comune, investita per un periodo fisso (di solito vent’anni), e distribuita alla scadenza esclusivamente tra i polizzatari ancora in vita e ancora in regola con i pagamenti. Chi smetteva di pagare i premi perdeva ogni diritto, indipendentemente da quanto aveva già versato.
Il risultato fu una concentrazione di capitale enorme nelle mani delle compagnie, accompagnata da totale opacità gestionale, commissioni nascoste e conflitti di interesse sistematici tra manager e assicurati. Nel 1905, il procuratore generale di New York avviò l’Armstrong Investigation, un’indagine parlamentare sulle pratiche delle compagnie vita che portò alla luce abusi di proporzioni storiche. Il resoconto finale dell’inchiesta occupò undici volumi. Le tontine furono vietate nello Stato di New York nel 1906. Nel giro di un decennio la proibizione si estese a quasi tutti gli stati americani.
In Europa il processo era stato più graduale ma aveva portato agli stessi risultati. Il Life Assurance Act inglese del 1774 aveva già introdotto il principio dell'”insurable interest”: non si può assicurare una vita su cui non si ha un interesse diretto alla sopravvivenza. Le tontine pure, strutturalmente incompatibili con questo principio, vennero progressivamente marginalizzate. La Francia le vietò di fatto alla fine dell’Ottocento.
Cosa sopravvive oggi: il confine che si fa sottile
Le tontine nella loro forma originale sono illegali in quasi tutti i paesi sviluppati. Ma i meccanismi che le rendevano strutturalmente interessanti non sono spariti: sono stati reingegnerizzati in prodotti che condividono la logica di fondo senza replicarne le distorsioni più evidenti.
Le rendite vitalizie differite funzionano parzialmente su principi tontinali: chi muore prima del previsto “trasferisce” implicitamente valore a chi sopravvive più a lungo. Il sistema pensionistico a ripartizione opera sulla stessa logica aggregata. I fondi pensione con rendita garantita a vita incorporano il cosiddetto “mortality credit”, il vantaggio che i sopravvissuti ottengono statisticamente dalla mortalità anticipata di una parte del pool.
Il punto di contatto più diretto con le tontine originali è il mercato dei life settlement, legale in diversi Stati americani e in forme regolate in alcuni paesi europei: un investitore acquista una polizza vita altrui pagando al detentore una somma superiore al valore di riscatto ma inferiore al valore nominale, scommettendo che la morte dell’assicurato avvenga prima di quanto le statistiche attuariali suggerirebbero. Il meccanismo è tecnicamente diverso da una tontina — l’incentivo è verso la morte di un singolo identificato, non di un pool anonimo — ma il principio economico sottostante è il medesimo: guadagno finanziario condizionato alla mortalità di una persona specifica.
Nel 2021 un articolo pubblicato sul “Journal of Risk and Insurance” ha riproposto il tema delle “tontine moderne” come possibile soluzione al problema della longevità nelle pensioni private. L’argomento accademico è serio: in un contesto di aspettativa di vita crescente e tassi di interesse strutturalmente bassi, i mortality credit che le tontine distribuiscono automaticamente potrebbero rendere le rendite vitalizie più sostenibili senza gravare sulle compagnie di rischio demografico. Alcuni prodotti previdenziali sperimentali in Canada e Australia si avvicinano a questa struttura.
| Strumento | Presenza di mortality credit | Incentivo diretto verso morte identificata | Status normativo |
|---|---|---|---|
| Tontina classica | Esplicito | Sì | Vietata in Italia |
| Rendita vitalizia | Implicitamente presente | No | Consentita e regolata |
| Fondo pensione a rendita | Aggregato | No | Consentito e vigilato |
| Life settlement | Sì | Sì, individuale | Regolato in alcuni Stati |
L’implicazione che nessuno considera
La storia delle tontine contiene una lezione che va oltre la curiosità storica. Mostra con precisione chirurgica cosa accade quando un meccanismo finanziario sano — il risk pooling, la mutualità, la condivisione del rischio tra molti — viene costruito in modo da creare incentivi diretti verso la morte identificata di individui specifici anziché verso la protezione aggregata del gruppo.
La distinzione non è sempre immediata da cogliere nell’ingegneria di prodotto. Un fondo pensione che garantisce rendita vitalizia redistribuisce implicitamente i fondi di chi muore presto a chi sopravvive a lungo. Una polizza vita che vincola la liquidazione alla sopravvivenza del contraente crea dinamiche di interesse intorno alla sua esistenza. I derivati vita strutturati — quelli che le banche d’investimento hanno costruito negli anni Duemila cartolarizzando portafogli di polizze vita americane — hanno replicato in forma sofisticata la logica di base delle tontine ottocentesche, con esiti che i regulators stanno ancora cercando di disciplinare compiutamente.
Chi lavora nella consulenza assicurativa e previdenziale ha il vantaggio — e la responsabilità — di conoscere la direzione in cui scorrono questi incentivi. La domanda che ogni buon consulente dovrebbe porre di fronte a qualunque prodotto che mescola investimento e mortalità è semplice: chi guadagna di più se il cliente vive a lungo, e chi guadagna di più se muore presto? La risposta rivela più sulla struttura di un prodotto di qualsiasi prospetto informativo.
Mazzarino approvò le tontine perché risolvevano un problema di debito pubblico. Non perché fossero buona finanza. La differenza conta ancora.
Cosa sono le tontine moderne e la mortalità finanziaria?
Le tontine moderne e mortalità finanziaria descrivono strumenti che redistribuiscono valore in base alla sopravvivenza dei partecipanti. Non sono identiche alle tontine storiche, ma incorporano meccanismi di mortality credit nei prodotti previdenziali.
Le tontine sono legali in Italia?
Le tontine classiche come strumento autonomo sono vietate in Italia. Sono invece consentiti e regolati prodotti assicurativi e previdenziali che incorporano meccanismi di redistribuzione attuariale.
Qual è il rischio etico delle tontine moderne e mortalità finanziaria?
Il rischio etico emerge quando l’incentivo economico è legato alla morte identificata di individui specifici. La distinzione tra mutualità aggregata e incentivo diretto è il vero confine tra protezione e predazione.
Cos’è il mortality credit nei prodotti previdenziali?
Il mortality credit è il beneficio statistico che i sopravvissuti ricevono quando parte del pool muore prima delle aspettative attuariali. È un meccanismo implicito nelle rendite vitalizie.
Le tontine come strumento di investimento autonomo sono vietate in Italia. I riferimenti ai prodotti vita e previdenziali contemporanei hanno carattere informativo e non costituiscono sollecitazione all’investimento.
