Il governo ha rimodulato il principale strumento di incentivazione fiscale per gli investimenti nel Sud Italia: il credito d’imposta nell’ambito della Zona Economica Speciale unica del Mezzogiorno (ZES unica). La revisione non è un aggiustamento marginale. Modifica la logica di accesso, la struttura temporale e le condizioni di fruibilità del beneficio, con effetti diretti sulle decisioni di investimento, sulla pianificazione finanziaria e sulla competitività del capitale allocato nell’area.
Il cambiamento strutturale: da misura annuale a meccanismo triennale
La discontinuità più rilevante rispetto al passato è l’estensione dell’orizzonte programmatico. Il credito d’imposta non è più un provvedimento a scadenza annuale, soggetto a rinnovi incerti, ma copre un ciclo triennale 2026-2028 con stanziamenti definiti: circa 2,3 miliardi per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028.
Per un CFO o un imprenditore che sta strutturando un piano di investimento pluriennale, questo modifica il perimetro del rischio normativo, ma non lo elimina: le risorse rimangono limitate e la percentuale di credito fruibile dipende dall’ammontare aggregato delle domande.
Perimetro di applicazione e spese ammissibili
Sono agevolabili gli investimenti realizzati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 nelle regioni della ZES unica — Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia — e nelle zone assistite ai sensi della Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027, che include porzioni di Abruzzo, Marche e Umbria.
Sul piano dimensionale: l’investimento minimo è 200.000 euro, il massimo agevolabile per singolo progetto è 100 milioni di euro. Sono ammissibili macchinari, impianti, attrezzature e immobili strumentali, con un vincolo specifico: il valore di terreni e immobili non può superare il 50% del totale ammissibile. Non sono previste restrizioni sulla forma giuridica o sul regime contabile dell’impresa.
| Parametro | Valore | Note |
|---|---|---|
| Periodo di investimento | 1 gen – 31 dic 2026 | Orizzonte triennale 2026–2028 |
| Investimento minimo | € 200.000 | Per singola comunicazione |
| Investimento massimo agevolabile | € 100.000.000 | Per singolo progetto |
| Limite immobili e terreni | Max 50% del totale | Sul totale spese ammissibili |
| Finestra di prenotazione | 31 marzo – 30 maggio | Comunicazione preventiva AdE |
| Stanziamento 2026 | ~ € 2,3 miliardi | Soggetto a riparto se domanda eccede |
Il meccanismo di prenotazione: il nodo critico di processo
La finestra di comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate — dal 31 marzo al 30 maggio di ogni anno — è il passaggio che determina l’accesso effettivo alle risorse. Senza questa prenotazione nei termini stabiliti, non si ha diritto al credito d’imposta, indipendentemente dall’investimento effettivamente realizzato.
È un requisito di processo, non solo sostanziale. La documentazione necessaria — preventivi, contratti, ordini, eventualmente contratti di leasing — deve essere pronta prima dell’apertura della finestra. Chi arriva impreparato non può rimediare a posteriori.
La percentuale effettiva del beneficio: teoria e realtà
La normativa prevede un credito d’imposta teorico fino a circa il 60% dell’investimento ammissibile, variabile in funzione della tipologia di investimento e della dimensione dell’impresa. Nel 2025, l’Agenzia delle Entrate ha determinato una percentuale fruibile definitiva del 60,3811%.
Questa percentuale, tuttavia, non è un diritto acquisito. Se il volume aggregato delle domande supera le risorse stanziate, la percentuale effettiva viene ridotta proporzionalmente — come già avvenuto. Ne consegue che la pianificazione finanziaria deve incorporare scenari conservativi: un’ipotesi di fruibilità al 45-50% è più prudente di una stima ancorata al valore nominale massimo.
| Scenario | % fruibile | Credito (€ 2M) | Con contributo aggiuntivo 2025 |
|---|---|---|---|
| Nominale massimo | 60,38% | € 1.207.620 | € 1.484.274 (+14,62%) |
| Scenario base | 50,00% | € 1.000.000 | N/A (solo su credito 2025) |
| Scenario conservativo | 45,00% | € 900.000 | N/A (solo su credito 2025) |
| Scenario pessimistico | 35,00% | € 700.000 | N/A (solo su credito 2025) |
Il contributo aggiuntivo per gli investimenti 2025
Per chi ha già dichiarato investimenti nel 2025, è disponibile un credito aggiuntivo pari al 14,6189% del credito originariamente determinato dall’Agenzia. Questo beneficio si cumula con quello già assegnato, portando la percentuale complessiva potenziale a circa il 75% dell’investimento dichiarato.
Il meccanismo non è automatico. Richiede la presentazione di un apposito modello tra il 15 aprile e il 15 maggio 2026. La scadenza è perentoria: una mancata comunicazione nei termini o un errore formale comporta la perdita definitiva del beneficio aggiuntivo — non una sanzione, ma un costo diretto quantificabile.
Esempio numerico. Un’impresa che ha dichiarato 2 milioni di euro di investimenti in Sardegna nel 2025, con un credito determinato al 60% (1,2 milioni di euro), riceve con il contributo aggiuntivo ulteriori circa 292.000 euro, per un totale di circa 1,492 milioni di euro. La differenza tra agire e non agire entro la scadenza ha un valore economico preciso.
Cumulo con altri incentivi: un ambito da verificare caso per caso
Il credito ZES unica è cumulabile con altri aiuti di Stato, purché non vengano superati i limiti di intensità consentiti dalla disciplina europea sugli aiuti a finalità regionale. Non esiste un automatismo: ogni combinazione richiede una verifica puntuale rispetto alla Carta degli aiuti e alla normativa de minimis o di esenzione applicabile. Un’analisi preventiva scorretta su questo punto può generare obblighi di restituzione.
Implicazioni operative per la pianificazione degli investimenti
Quattro considerazioni per chi sta strutturando decisioni concrete:
Anticipo documentale. La finestra di prenotazione (31 marzo–30 maggio) impone che il progetto di investimento sia definito nei dettagli tecnici ed economici prima dell’apertura. Non è compatibile con un approccio reattivo.
Scenari di fruibilità. Il modello finanziario dell’investimento deve essere robusto anche con percentuali di beneficio inferiori a quelle nominali. La domanda aggregata è una variabile esogena non controllabile dal singolo operatore.
Beneficio aggiuntivo 2025. Per chi vi ha diritto, la finestra di aprile-maggio 2026 rappresenta un’opportunità a scadenza fissa con impatto economico diretto. Va trattata con la stessa priorità di una scadenza fiscale ordinaria.
Verifica di cumulo. Prima di costruire un piano di finanziamento ibrido (ZES + altri incentivi), è necessaria una verifica giuridico-fiscale che mappi i limiti di intensità applicabili al caso specifico.
Un provvedimento che porta stabilità
La ZES unica 2026 introduce una stabilità programmatica apprezzabile rispetto al passato, ma non trasforma il credito d’imposta in un beneficio automatico o garantito nei valori nominali. La capacità di prenotare correttamente, documentare tempestivamente e pianificare con scenari conservativi rimane una variabile competitiva reale. In un contesto in cui la domanda aggregata supera strutturalmente l’offerta di risorse, l’efficienza di processo vale quanto — e a volte più di — l’entità nominale dell’incentivo.
Domande frequenti sul credito d’imposta ZES unica 2026
Cos’è il credito d’imposta ZES unica 2026 e chi può richiederlo?
Il credito d’imposta ZES unica 2026 è un’agevolazione fiscale per le imprese che investono nelle regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia) e nelle zone assistite ai sensi della Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027. Possono accedervi tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica o dal regime contabile, con investimenti compresi tra 200.000 e 100 milioni di euro.
Qual è la percentuale effettiva del credito d’imposta ZES unica nel 2026?
La normativa prevede un credito fino al 60% dell’investimento ammissibile. Nel 2025 la percentuale definitiva è stata del 60,3811%. Tuttavia, se la domanda aggregata supera le risorse disponibili, la percentuale viene ridotta proporzionalmente. Per una pianificazione prudente è consigliabile simulare scenari con percentuali tra il 45% e il 50%.
Entro quando va presentata la comunicazione preventiva per il credito ZES unica 2026?
La comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate deve essere presentata tra il 31 marzo e il 30 maggio di ogni anno. Senza questa prenotazione nei termini non si ha diritto al credito d’imposta, anche se l’investimento viene effettivamente realizzato.
Cos’è il contributo aggiuntivo del 14,6189% per gli investimenti 2025?
È un credito supplementare pari al 14,6189% del credito originariamente determinato per gli investimenti dichiarati nel 2025. Richiede la presentazione di un apposito modello tra il 15 aprile e il 15 maggio 2026. La scadenza è perentoria: su un credito base di 1,2 milioni di euro, il mancato invio comporta la perdita di circa 292.000 euro.
Il credito d’imposta ZES unica 2026 è cumulabile con altri incentivi?
Sì, ma con limiti precisi. È cumulabile con altri aiuti di Stato a condizione che non vengano superati i limiti di intensità consentiti dalla normativa europea. Non esiste automatismo: ogni combinazione richiede una verifica giuridico-fiscale preventiva. Un’analisi errata può generare obblighi di restituzione.
