Dal 27 dicembre 2025 entra in vigore il Conto Termico 3.0, il nuovo sistema di incentivi GSE da 900 milioni di euro annui per l’efficientamento energetico di edifici pubblici e privati. Contributi a fondo perduto dal 40 al 100% per interventi di riqualificazione energetica con pompe di calore, fotovoltaico con accumulo, caldaie a biomassa e isolamento termico. Beneficiari: pubbliche amministrazioni, imprese, privati e comunità energetiche rinnovabili, con procedura online tramite portale GSE operativo da febbraio 2026. Ecco la nostra guida.
Il Conto Termico entra nella sua terza fase evolutiva (Conto Termico 3.0) con un decreto che ridisegna gli incentivi per l’efficienza energetica in Italia. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre 2025 il decreto ministeriale 7 agosto 2025, che introduce il Conto Termico 3.0 con una dotazione finanziaria di 900 milioni di euro annui. L’operatività piena della misura è prevista per il 27 dicembre 2025, mentre il Gestore dei Servizi Energetici avrà tempo fino al 25 febbraio 2026 per rendere operativa la piattaforma informatica PortalTermico, attraverso la quale si potranno presentare le domande di accesso agli incentivi.
Una riforma che amplia beneficiari e interventi
La principale novità del Conto Termico 3.0 riguarda l’estensione della platea dei soggetti ammessi. Alle pubbliche amministrazioni e ai privati, già destinatari delle precedenti versioni, si aggiungono ora gli enti del terzo settore, le configurazioni di autoconsumo collettivo e le comunità energetiche rinnovabili. Quest’ultimo aspetto rappresenta un salto qualitativo significativo: le comunità energetiche potranno utilizzare gli incentivi del Conto Termico in cumulo con quelli previsti dal decreto MASE 414/2023 per l’energia elettrica condivisa.
Per gli enti del terzo settore e i soggetti privati si apre inoltre la possibilità di accedere a tutti gli interventi incentivati, a condizione che vengano realizzati su edifici destinati al settore terziario. Una modifica che estende notevolmente le opportunità di intervento rispetto alla versione 2.0, dove i privati erano sostanzialmente limitati agli interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
La struttura finanziaria del nuovo incentivo
La dotazione complessiva di 900 milioni di euro annui è suddivisa in modo strategico: 400 milioni sono riservati alle amministrazioni pubbliche, mentre 500 milioni vanno ai soggetti privati, di cui 150 milioni specificamente destinati alle imprese. Una quota di 20 milioni copre inoltre i costi per diagnosi energetiche preliminari e attestati di prestazione energetica post-intervento, quando obbligatori.
Il meccanismo del Conto Termico 3.0 prevede un controllo rigoroso della spesa: il GSE può accettare nuove richieste solo fino al sessantesimo giorno successivo al raggiungimento del limite annuale. Una gestione che mira a prevenire sforamenti di budget e garantire sostenibilità finanziaria nel tempo.
Percentuali di rimborso e modalità di calcolo
Gli incentivi variano in funzione del tipo di intervento e del soggetto beneficiario. Le percentuali base si attestano su tre livelli principali: 40 per cento per interventi di isolamento termico e sostituzione di chiusure finestrate, fino al 50 per cento per l’isolamento nelle zone climatiche più fredde (E e F), e fino al 65 per cento per la sostituzione di impianti tradizionali con pompe di calore, caldaie a biomassa e sistemi ibridi.
Per le pubbliche amministrazioni si applica una logica premiante. Gli edifici pubblici situati in comuni con meno di 15.000 abitanti, le scuole e le strutture sanitarie possono beneficiare del finanziamento integrale degli interventi, con percentuali che arrivano al 100 per cento. Una misura pensata per accelerare la riqualificazione energetica del patrimonio pubblico nelle aree più periferiche del Paese.
Il contributo del Conto Termico 3.0 viene erogato dal GSE tramite bonifico bancario, non si tratta quindi di detrazioni fiscali. Per importi fino a 15.000 euro il pagamento avviene in un’unica soluzione, mentre per cifre superiori è prevista una rateizzazione fino a cinque anni.

Fotovoltaico e accumulo: una novità strategica
Tra le innovazioni più rilevanti introdotte con il Conto Termico 3.0 figura l’inclusione degli impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo, seppure con un vincolo importante: sono incentivabili solo se realizzati congiuntamente alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore. Non si tratta quindi di un incentivo autonomo per il fotovoltaico, ma di un rafforzamento dell’efficienza complessiva dell’intervento.
La norma prevede inoltre maggiorazioni per i moduli fotovoltaici che rispettano specifici requisiti di efficienza produttiva e origine territoriale. Le spese relative agli impianti che includono moduli particolarmente performanti concorrono alla base di calcolo del credito d’imposta per importi maggiorati del 30, 40 o 50 per cento rispetto al costo effettivo, a seconda delle caratteristiche tecniche certificate dal produttore.
Rientrano negli interventi agevolabili anche le infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, sempre in abbinamento alla sostituzione degli impianti termici. Una scelta che riflette la visione integrata della transizione energetica, dove mobilità elettrica ed efficienza degli edifici procedono di pari passo.
Come presentare domanda: la procedura operativa
L’accesso agli incentivi del Conto Termico 3.0 richiede la presentazione di una comunicazione attraverso la piattaforma PortalTermico del GSE, accessibile tramite SPID. Il termine è fissato in 90 giorni dalla conclusione dei lavori per l’accesso diretto. Le pubbliche amministrazioni e le comunità energetiche pubbliche possono invece optare per la prenotazione ex ante, che consente di riservare l’incentivo prima dell’inizio dei lavori.
Gli impianti devono rispettare requisiti tecnici specifici e risultare inseriti nel Catalogo degli apparecchi domestici predisposto dal GSE. Per questo motivo è fondamentale verificare preventivamente l’ammissibilità tecnica dell’intervento. L’edificio oggetto di intervento deve essere esistente e dotato di impianto di climatizzazione funzionante.
Documentazione obbligatoria comprende fatture, certificazioni tecniche, asseverazioni quando previste e, per determinati interventi, diagnosi energetiche o attestati di prestazione energetica. Il GSE valuterà la pratica e comunicherà l’esito entro termini definiti dalle regole operative che saranno pubblicate entro febbraio 2026.
Esempi pratici di applicazione
Un’impresa privata che sostituisce il vecchio impianto di riscaldamento con una pompa di calore in un edificio terziario può accedere a un incentivo fino al 65 per cento della spesa sostenuta. Se contestualmente installa un impianto fotovoltaico con accumulo, anche questo investimento rientra nell’agevolazione. Per una spesa complessiva di 50.000 euro, il contributo può quindi raggiungere 32.500 euro, da restituire in rate annuali se superiore alla soglia di 15.000 euro.
Una scuola pubblica in un comune montano di 8.000 abitanti che realizza un intervento di isolamento termico dell’involucro e sostituzione dell’impianto di climatizzazione può vedersi finanziare l’intero progetto al 100 per cento. In questo caso, i 120.000 euro necessari per i lavori vengono coperti integralmente dal Conto Termico, alleggerendo completamente il bilancio dell’ente locale.
Un condominio che installa un sistema solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria può accedere a incentivi fino al 65 per cento, con possibilità di cumulo parziale con altre agevolazioni comunali o regionali, nei limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato.
Cumulabilità e rapporti con altri incentivi
Il Conto Termico 3.0 non è cumulabile con altri incentivi di natura statale sugli stessi costi ammissibili. Fanno eccezione i fondi di garanzia, i fondi di rotazione e i contributi in conto interessi. Per gli edifici di proprietà pubblica, il cumulo è eccezionalmente consentito fino al raggiungimento del 100 per cento delle spese ammissibili.
Particolare attenzione merita il rapporto con le detrazioni fiscali per ristrutturazioni ed efficientamento energetico. Chi sceglie il Conto Termico rinuncia automaticamente ad accedere alle detrazioni Irpef o Ires per gli stessi lavori. La scelta va quindi ponderata in base alla situazione specifica, valutando tempi di rimborso, capienza fiscale e percentuali di copertura.
Regime transitorio e continuità con la versione 2.0
Le domande presentate prima dell’entrata in vigore del decreto 3.0 continuano a essere gestite secondo le regole del Conto Termico 2.0. È prevista inoltre una fase transitoria per le amministrazioni pubbliche che hanno stipulato contratti prima del 1 gennaio 2025 o hanno istanze di prenotazione già accolte dal GSE: potranno concludere gli interventi secondo la disciplina precedente.
Per chi ha già avviato iter istruttori con il GSE non cambia quindi nulla, garantendo certezza giuridica e stabilità delle aspettative. La transizione alla nuova disciplina riguarderà solo i nuovi progetti avviati dal 27 dicembre 2025 in poi.
Prospettive e impatto atteso
Con una dotazione finanziaria triplicata rispetto agli anni precedenti e un perimetro di beneficiari notevolmente ampliato, il Conto Termico 3.0 si propone come uno strumento centrale della politica energetica nazionale. L’obiettivo dichiarato è contribuire al raggiungimento dei target europei di riduzione delle emissioni climalteranti, agendo direttamente sul parco edilizio esistente, responsabile di circa il 40 per cento dei consumi energetici finali in Italia.
L’inclusione delle comunità energetiche e degli enti del terzo settore risponde inoltre a una logica di democratizzazione dell’accesso alle risorse, permettendo anche a soggetti storicamente esclusi di partecipare attivamente alla transizione energetica. Sarà interessante verificare, nei prossimi mesi, se le semplificazioni procedurali annunciate dal MASE si tradurranno effettivamente in una maggiore accessibilità per cittadini e piccole imprese, categorie che nelle precedenti edizioni hanno incontrato difficoltà nell’orientarsi tra i vincoli burocratici.
La vera scommessa resta quella dell’efficacia: riuscire a spendere l’intero budget annuale, evitando che parte delle risorse rimanga inutilizzata come accaduto in passato con altri meccanismi incentivanti. La disponibilità della piattaforma telematica dal febbraio 2026 sarà il primo banco di prova della capacità del sistema di reggere un numero potenzialmente molto elevato di domande.Riprova
