Le avanguardie ribelli e i pittori degenerati
All’inaugurazione del Salon del 1905 un critico d’arte esclama: ‘Donatello chez les fauves!’ (Donatello in mezzo alle belve!). Se la prende con il colore aggressivo utilizzato da pittori come Henri Matisse e rincara la dose: una ‘cage aux fauves!’ (gabbia di belve!) Si tratta di Louis Vauxcelles, inventore anche del termine ‘cubismo’.
Non è una voce fuori dal coro: il dissenso verso il ‘nuovo modo di dipingere’ inizia con il diffondersi della fotografia, che spinge la pittura a trovare forme espressive alternative alla copia del reale. L’invenzione del dagherrotipo di Louis Daguerre viene presentata nel 1839 all’Accademia delle Scienze di Parigi. 35 anni dopo Louis Leroy, critico d’arte, scrive sul giornale satirico Le Charivari: ‘Impressionista… Ma che libertà, che facilità di fattura! Una carta da parati allo stato embrionale è più finita di questo paesaggio’!. Commentando Impression, soleil levant di Claude Monet (1872).
La risposta di Claude Monet? ‘Voilà mon atelier’, indicando la Senna, a sottolineare il lavoro en plein air rivoluzionario per l’epoca.
Pissarro, Degas, Van Gogh, Manet, Cézanne, Gauguin: non compresi, esclusi, considerati bizzarri o superficiali
La storia delle avanguardie artistiche si è fatta strada tra provocazione, genialità, rabbia, risentimento e rivincite.
Nel 1863 Napoleone III fa esporre i dipinti ‘rifiutati’ dall’Accademia in una galleria separata, il Salon de Refusés, dove i visitatori possono giudicarli. Déjeuner su l’herbe (Colazione sull’erba) di Edouard Manet viene sonoramente fischiato: il soggetto è scandaloso e la tecnica troppo innovativa.
Stesso copione al Salon del 1905: derise le opere di Matisse e dei Fauves per l’espressività troppo audace.
Camille Pissarro non viene accettato nei Salon ufficiali, così come Paul Cézanne, eppure la sua ‘bizzarra’ visione della natura getta le basi per il Cubismo. Non piace Edgar Degas, troppo realista e anticonformista, oggi famoso in tutto il mondo per gli studi sul movimento e le ballerine.
Considerato superficiale Pierre-Auguste Renoir: le opere focalizzate sulla joie de vivre e le scene borghesi paiono prive di profondità intellettuale o impegno sociale.
Vincent van Gogh, esponente del post-impressionismo, non è compreso dai contemporanei: in tutta la carriera vende un solo dipinto ‘Il vigneto rosso’, nonostante la prolifica produzione di 900 quadri. E muore suicida. Paul Gauguin fugge dalla civiltà per cercare in Polinesia un’arte primitiva e semplice, lontana dai formalismi.
Il clima di innovazione che si respira nell’arte si diffonde presto a diversi settori artistici, innescando un rinnovamento culturale più esteso. Una parte di pubblico conservatore rimane ancorata ai canoni classici e rifiuta quello che altri iniziano a chiamare ‘progresso’.
A Parigi viene rappresentato per la prima volta l’Ubu Re di Alfred Jarry (1896) anticipando il movimento surrealista e il teatro dell’assurdo: pubblico perplesso e disorientato. Al termine dell’esecuzione di Sacre de Printemps di Stravinskij (1913) scoppiano addirittura delle risse.
La mostra più visitata della storia: 3.000.000 di persone per 500 opere ‘degenerate’
Nell’ottica nazista l’arte moderna è una degenerazione. Adolf Hitler parla di ‘degrado delle vecchie forme sociali e culturali’. Invita a disprezzare ‘le opere d’arte che non sono di per sé esplicite e che, per esistere, hanno bisogno di istruzioni dallo stile ricercato’.
La razza ebraica è accusata di aver contribuito alla distruzione sistematica della sana sensibilità. Ma ‘Il dominio di queste stravaganze assurde e impudenti è finito’, assicura il Fuhrer. La mostra ‘Entartete Kunst’ ovvero Arte degenerata del 1937 getta in pasto al pubblico opere per la maggior parte espressioniste, dadaiste e astratte, confiscate ai musei tedeschi ed esposte spesso di sghembo, danneggiate da una cattiva illuminazione, accompagnate da commenti offensivi sui muri.
‘L’apertura di questa mostra annuncia la fine, in Germania, dell’abbruttimento e dell’annientamento della cultura nel nostro popolo. D’ora in poi muoveremo una guerra spietata per liberarci degli ultimi elementi della nostra decomposizione culturale’.
Oltre 500 opere le di 123 artisti tra cui: 14 Kandinskji, 16 Klee, 2 Mondrian (Fonte: Denys Riout, l’Arte del ventesimo secolo, Piccola biblioteca Einaudi).
Tra gli artisti degenerati troviamo nomi come Max Beckmann, Otto Dix, George Grosz e Oskar Kokoschka. Molti lasciano l’Europa e scelgono l’America come luogo di esilio. Gli Stati Uniti diventano il nuovo centro dell’arte, in particolare New York.
Adolf Ziegler, responsabile dell’organizzazione, si duole del suo triste compito: ‘Siamo costretti a mostrare al popolo tedesco come certe forze che non vedono nell’arte un’espressione della vita naturale e pura, rinuncino consapevolmente a ogni cosa sana, coltivino tutto ciò che è malsano e degenerato eleggendolo a valore supremo’.
L’esposizione di queste opere, ‘aborti della follia della frivolezza, dell’incompetenza’, acquistati dai musei ‘con i contributi versati dal popolo’, vuole suscitare disgusto e provocare un risveglio salutare alla vista della ‘bassezza e della volgarità promossi ad elementi costitutivi dell’arte.
Circola per 4 anni in diverse città tedesche con ingresso gratuito, vietata ai bambini: con i suoi 3 milioni di visitatori è a tutt’oggi, paradossalmente, la mostra di arte moderna più vista della storia.
Chiusa nel 1933 la Bauhaus: avanguardia industriale nata per unire arte e artigianato. Il Design è troppo democratico
La Bauhaus, culla del design moderno e del razionalismo architettonico fondata da Walter Gropius, viene chiusa nel 1933 per volere del regime nazista, che la considera ‘un rifugio per comunisti e sovversivi’. Troppo democratica: si propone di annullare le differenze di classe unendo arte, artigianato e produzione industriale per creare oggetti funzionali, belli e accessibili a tutti.
Qui insegna anche Wassily Kandinsky, costretto alla fuga nel 1933 dopo una perquisizione e la confisca delle opere. Si stabilisce a Neuilly-sur-Seine, un sobborgo di Parigi, dove muore nel 1944. Nel 1921 era fuggito dalla Russia, terra natale, per le crescenti pressioni ideologiche che imponevano un’arte realistica e figurativa a discapito della sua visione spirituale e astratta. La ricerca interiore si scontrava con le avanguardie russe costruttiviste, finalizzate ad un’arte utilitaristica, tecnica e sociale.
Ha avuto la sua rivincita: il quadro Le rond rouge del 1939 è stato venduto da Christie’s Londra il 5 marzo 2026 per una somma a 8 cifre, 14.538.000 euro.
| Artista | Opera | Anno | Casa d’aste | Luogo e data | Prezzo |
|---|---|---|---|---|---|
| Vasilij Kandinskij | Le rond rouge | 1939 | Christie’s | Londra, 5 marzo 2026 | 14.538.000 euro |
| Claude Monet | Maison de jardinier | 1884 | Sotheby’s | Londra, 4 marzo 2026 | 9.425.100 euro |
| Claude Monet | Le Parc Monceau | 1878 | Christie’s | Londra, 5 marzo 2026 | 7.834.000 euro |
| René Magritte | Le buste impassibile | 1926 | Sotheby’s | Londra, 4 marzo 2026 | 5.562.160 euro |
| Vilhelm Hammershøi | Interior of woman placing branches in vase on table | 1900 | Phillips | Londra, 5 marzo 2026 | 1.886.800 euro |
| Fernand Léger | Les hommes dans la ville | 1919 | Sotheby’s | Londra, 4 marzo 2026 | 5.544.840 euro |
| Jacques Lipchitz | Jeune fille à la tresse, bronzo | 1914 | Christie’s | Londra, 5 marzo 2026 | 5.244.400 euro |
| Sonia Delaunay | Rythme couleur | 1946 | Christie’s | Londra, 5 marzo 2026 | 2.108.000 euro |
| Paul Signac | Marseille, Le port | 1934 | Sotheby’s | Londra, 4 marzo 2026 | 5.023.500 euro |
| Lucio Fontana | Concetto spaziale | 1960 | Sotheby’s | Londra, 4 marzo 2026 | 11.272.300 euro |
| Lucio Fontana | Concetto spaziale, attese | 1964 | Christie’s | Londra, 5 marzo 2026 | 3.982.700 euro |
| Lucio Fontana | Concetto spaziale, natura, scultura in bronzo | 1959/60 | Sotheby’s | Londra, 4 marzo 2026 | 2.202.800 euro |
| Francis Bacon | Self portrait | 1972 | Sotheby’s | Londra, 4 marzo 2026 | 18.397.100 euro |
| Leon Kossoff | Children’s swimming pool | 1969 | Sotheby’s | Londra, 4 marzo 2026 | 5.982.100 euro |
| Lucian Freud | Blond girl on a bed | 1987 | Sotheby’s | Londra, 4 marzo 2026 | 8.501.600 euro |
| Roy Lichtenstein | Imperfect painting | 1986 | Sotheby’s | Londra, 4 marzo 2026 | 2.272.800 euro |
| Banksy | Happy choppers, spray su tela | 2006 | Phillips | Londra, 4 marzo 2026 | 1.746.600 euro |
| Jean-Michel Basquiat | Thin in the old, acrilico e collage su pannello | 1986 | Sotheby’s | Londra, 4 marzo 2026 | 5.212.230 euro |
Fonte: Rivista Arte aprile 2026 Giorgio Mondadori
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FAQ – Le avanguardie ribelli e i pittori degenerati
Che cosa significa arte degenerata?
Arte degenerata è l’espressione usata dal regime nazista per screditare l’arte moderna, in particolare opere espressioniste, dadaiste, astratte e d’avanguardia considerate contrarie all’ideologia ufficiale.
Perché le avanguardie artistiche furono rifiutate dalla critica?
Le avanguardie artistiche furono spesso rifiutate perché rompevano con i canoni accademici tradizionali, sperimentando nuovi linguaggi, colori, forme e modi di rappresentare la realtà.
Che cos’era il Salon des Refusés?
Il Salon des Refusés fu l’esposizione organizzata a Parigi nel 1863 per mostrare le opere escluse dal Salon ufficiale. Divenne uno dei simboli della frattura tra arte accademica e modernità.
Quali artisti furono considerati pittori degenerati?
Tra gli artisti considerati degenerati dal nazismo vi furono Max Beckmann, Otto Dix, George Grosz, Oskar Kokoschka, Kandinskij, Klee e molti altri protagonisti dell’arte moderna europea.
Perché oggi molte opere rifiutate valgono milioni?
Molte opere rifiutate valgono oggi milioni perché il mercato ha rivalutato la loro importanza storica, riconoscendo il ruolo decisivo delle avanguardie nella trasformazione dell’arte moderna e contemporanea.
