Cioccolato, potere e ridicolo: la storia vera dietro un detto piemontese che dura da due secoli

L’espressione “figura da cioccolataio” nasce a Torino nell’800, quando un ricco produttore di cioccolata osò sfoggiare una carrozza a quattro cavalli, privilegio reale. Carlo Felice lo rimbrottò pubblicamente.
Figura da cioccolataio: carrozza a quattro cavalli in una piazza torinese dell'Ottocento

La storia è ricca di aneddoti curiosi sugli arrampicatori sociali e sulle stravaganti vie seguite per arrivare ‘al vertice’. Ma qualche volta l’ambizione è stata così sfrenata, il desiderio di affermazione tanto forte da trasformare la scalata in salto… e il salto in volo. Un volo così alto da superare la vetta, con tanto di caduta verticale dall’altra parte, nel tonfo sordo di una figuraccia. E’ il caso dei cioccolatai torinesi, da cui deriva il detto ‘Fare una figura da cioccolataio’.

Il cacao arriva a Torino nel 1559: in questo anno Emanuele Filiberto di Savoia trasferisce la capitale da Chambéry al Piemonte. La moda del cioccolato prende rapidamente piede tra il ‘700 e l’800: da raffinata bevanda di corte protagonista di un elaborato rituale, il ‘cibo degli Dei’, diventa il desiderio proibito dei nobili e un lusso per il clero, prima di diffondersi nei caffé della città. La fantasia dei cuochi di Palazzo si scatena: torcetti, confortini, canestrelli, savoiardi, pazientini, amaretti, anisini, meringhette, baci di dama rigorosamente da intingere accompagnano il delizioso momento. E per finire, il torrone di mandorle e i diablottini aromatizzati alla vaniglia, considerati uno dei primi cioccolatini al mondo. Uno dei più antichi bar di Torino è il Caffè Al Bicerin: fondato nel 1763, porta il nome della celebre bevanda a base di cioccolato e caffè.

Cronologia — Il cioccolato a Torino
Anno Evento
1559 Il cacao arriva a Torino con Emanuele Filiberto di Savoia
1600s Dibattito teologico: la cioccolata infrange il digiuno?
1636 Antonio de Léon Pinelo pubblica un trattato sulla questione
1763 Fondazione del Caffè Al Bicerin, primo locale dedicato
1800s Torino diventa capitale europea del cioccolato
1852 Alexandre Dumas elogia la cioccolata torinese nel suo diario di viaggio

Bevanda o cibo? Papa Gregorio XIII interviene nel dibattito

Nel ‘600 i letterati si arrovellano su una questione spinosa: la cioccolata in tazza è un alimento o una bevanda? Nel primo caso non potrebbe essere assunta nei momenti di digiuno religioso, mentre nel secondo sì, come liquido nutriente. Sulla questione intervengono medici, filosofi, religiosi, politici e personaggi dell’alta aristocrazia. Papa Gregorio XIII si esprime: la riconosce come un liquido che non infrange il digiuno ‘liquidum non frangit ieiunium’. Nel 1636 l’erudito spagnolo Antonio de Léon Pinelo scrive ancora un testo sull’argomento, dimostrando quanto sia dibattuta la questione.

Nell’800 Torino è ormai la capitale del cioccolato. Durante un viaggio nel 1852 Alexandre Dumas scrive: ‘Tra tutte le buone e belle cose di Torino, non dimenticherò mai l’eccellente bevanda al cioccolato servita in tutti i caffè’.I produttori di cioccolata accumulano ricchezze tali da competere con l’alta borghesia.

Qui una ricca galleria di stampe d’epoca a tema cioccolato

Carlo Felice e il rimbrotto al cioccolataio sfrontato

I produttori di cioccolata accumulano ricchezze tali da competere con l’alta borghesia.

È curioso l’aneddoto narratoci da Alberto Viriglio nel volume Voci e cose del vecchio Piemonte (1917). Un cioccolatiere si sposta in città con una chiassosa carrozza trainata da quattro cavalli, sfarzo riservato ai sovrani, mentre i borghesi utilizzano in genere carrozze a 2 cavalli.

Il Re di Sardegna Carlo Felice, stizzito, rimbrotta il cioccolataio sfrontato invitandolo a non ostentare abitudini regali: ‘Un Re non può permettersi di fare la figura del cioccolataio’. Attenzione alle esibizioni inappropriate: si rischia di mettersi in ridicolo!


Domande frequenti

Cosa significa “fare una figura da cioccolataio”?

Significa mettersi in ridicolo per eccesso di ostentazione, esibendo uno stile di vita o uno status sproporzionato rispetto alla propria condizione sociale. L’espressione nasce a Torino nell’Ottocento, quando un ricco produttore di cioccolata sfilò in carrozza a quattro cavalli — privilegio riservato ai sovrani — attirandosi il pubblico rimprovero del Re Carlo Felice.

Da dove viene il detto “figura da cioccolataio”?

Il detto è di origine torinese e risale all’Ottocento, epoca in cui i produttori di cioccolato avevano accumulato fortune tali da rivaleggiare con l’alta borghesia. L’aneddoto specifico che lo ha generato è documentato da Alberto Viriglio nel volume Voci e cose del vecchio Piemonte (1917) e vede protagonisti un anonimo cioccolataio e il Re di Sardegna Carlo Felice.

Quando è arrivato il cioccolato a Torino?

Il cacao arrivò a Torino nel 1559, quando Emanuele Filiberto di Savoia trasferì la capitale ducale da Chambéry al Piemonte. Nei secoli successivi la città divenne la capitale italiana del cioccolato, con prodotti iconici come il bicerin, i diablottini e i baci di dama.

La cioccolata poteva essere consumata durante il digiuno religioso?

La questione fu a lungo dibattuta nel Seicento. Papa Gregorio XIII si espresse a favore, riconoscendo la cioccolata come bevanda liquida secondo il principio liquidum non frangit ieiunium (il liquido non infrange il digiuno). Il dibattito coinvolse medici, teologi e giuristi, tanto che nel 1636 l’erudito spagnolo Antonio de Léon Pinelo dedicò all’argomento un intero trattato.

Total
0
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Total
0
Share