Tra le misure previdenziali più significative del sistema pensionistico italiano figura la pensione anticipata per lavoratori precoci, che consente di accedere alla pensione con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica. Per ottenere questa prestazione, però, non basta presentare una semplice domanda di pensione all’INPS: è necessario seguire un iter ben preciso, che inizia con la certificazione del diritto.
Vediamo nel dettaglio come funziona e quali sono le categorie interessate, le scadenze e le modalità operative per non commettere errori.
Chi può accedere alla pensione anticipata precoci
Per essere ammessi a questo canale di uscita anticipata è necessario:
1. Essere lavoratori precoci, cioè aver maturato almeno 12 mesi di contributi da lavoro effettivo (non figurativi né da riscatto) prima del compimento dei 19 anni;
2. Appartenere a una delle categorie tutelate, ossia:
- Disoccupati di lunga durata, che hanno terminato da almeno tre mesi la NASpI;
- Caregiver familiari, che assistono da almeno sei mesi un familiare convivente con disabilità grave (Legge 104, art. 3 comma 3);
- Invalidi civili con una percentuale pari o superiore al 74%;
- Addetti a lavori gravosi, individuati dagli elenchi della normativa vigente;
- Addetti a lavori usuranti o notturni, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 67/2011.
La doppia domanda: certificazione e trattamento
1. Domanda di certificazione dei requisiti
Prima di presentare la richiesta di pensione vera e propria, è obbligatorio ottenere la certificazione da parte dell’INPS. L’ente verifica che il lavoratore sia:
- effettivamente precoce e appartenente a una categoria protetta.
La domanda di certificazione può essere presentata:
- entro il 31 marzo (scaglione ordinario);
- entro il 15 luglio (scaglione intermedio);
- entro il 30 novembre (scaglione tardivo, accolta solo se vi sono risorse residue, in base al budget stanziato).
Attenzione: la precedente scadenza del 1° marzo è stata spostata al 31 marzo a seguito delle novità introdotte con il nuovo decreto lavoro. Con questa riforma, gli scaglioni per la pensione anticipata precoci sono stati uniformati a quelli dell’Ape Sociale.
2. Domanda di pensione
Solo dopo aver ricevuto l’esito positivo della certificazione, si potrà presentare la domanda di pensione anticipata. L’INPS liquiderà la prestazione con decorrenza dopo una finestra di attesa di 3 mesi dal raggiungimento dei requisiti.
Attenzione a non confondere Ape Sociale e pensione precoci
Sebbene Ape Sociale e pensione anticipata per lavoratori precoci siano entrambe misure dedicate a categorie protette e offrano la possibilità di accedere al pensionamento con requisiti agevolati, è importante sottolineare che si tratta di due strumenti profondamente diversi sotto vari aspetti.
Innanzitutto, la pensione anticipata per precoci non prevede alcun limite di età anagrafica: chi ha maturato 41 anni di contributi e appartiene a una delle categorie tutelate può accedere al trattamento indipendentemente dall’età. Al contrario, l’Ape Sociale può essere richiesta solo a partire dai 63 anni e 5 mesi.
Anche i requisiti contributivi differiscono in modo significativo. Per l’Ape Sociale sono necessari tra i 30 e i 36 anni di contributi, a seconda del profilo del richiedente, mentre per la pensione dei lavoratori precoci servono 41 anni pieni.
Un’altra differenza sostanziale riguarda il finanziamento della prestazione. L’Ape Sociale è a carico dello Stato e viene erogata come indennità ponte fino alla pensione di vecchiaia. La pensione precoci, invece, è a tutti gli effetti un normale trattamento pensionistico, calcolato sulla base dei contributi versati.
Infine, c’è una distinzione importante sul piano normativo: l’Ape Sociale è una misura sperimentale, che necessita di proroghe annuali da parte del legislatore per essere mantenuta attiva. Al contrario, la pensione anticipata per lavoratori precoci è una misura strutturale, stabile e valida a tempo indeterminato, salvo eventuali modifiche future.
Un caso da valorizzare: i contributi figurativi
Nell’ambito della domanda di certificazione o della verifica dei 41 anni, non vanno trascurati i contributi figurativi, come:
- Il servizio militare obbligatorio (o equiparato servizio civile), che può essere accreditato gratuitamente dall’INPS e conteggiato sia ai fini del diritto che della misura della pensione;
- La maternità fuori dal rapporto di lavoro dipendente, che consente alle lavoratrici madri di ottenere fino a 5 mesi di contributi figurativi per ogni figlio, purché in possesso di almeno 5 anni di contribuzione effettiva da lavoro dipendente.
Entrambe queste opportunità vanno richieste separatamente all’INPS e documentate (es. foglio di congedo, certificati di nascita, buste paga, ecc.), ma possono risultare decisive per anticipare l’accesso alla pensione o per raggiungere più agevolmente il requisito dei 41 anni.
Conclusioni
La pensione anticipata per lavoratori precoci è una misura strutturale, pensata per chi ha iniziato a lavorare in giovane età e ha sostenuto un percorso professionale lungo e spesso gravoso.
Per beneficiarne, è essenziale rispettare la procedura:
- Richiedere la certificazione INPS nei termini previsti;
- Presentare la documentazione idonea a dimostrare l’appartenenza a una delle categorie protette;
- Procedere successivamente con la domanda di pensione vera e propria.
Un’attenta pianificazione, supportata da professionisti del settore, consente di valorizzare ogni anno contributivo, compresi quelli figurativi, e di non sprecare nessuna opportunità previdenziale.
