Tokenizzazione delle polizze: la trasformazione digitale accelera nell’immobiliare, nei crediti, e ora anche nelle assicurazioni. Le compagnie stanno esplorando l’uso dei ledger digitali e della tokenizzazione per convertire polizze assicurative tradizionali in token digitali, rendendo possibile: frazionamento, scambio sui mercati secondari, collateralizzazione e maggiore liquidità.
La tokenizzazione nel contesto assicurativo
La tokenizzazione — ovvero la rappresentazione digitale di un’attività reale su una blockchain — ha potenzialità che vanno ben oltre il semplice asset immobiliare: applicata alle polizze significa trasporre un contratto di assicurazione in un token digitale scambiabile. Come evidenziato dall’OECD, la tokenizzazione consente “una maggiore accessibilità, liquidabilità e trasparenza degli asset tradizionalmente poco liquidi”.
Nel comparto insurance, la tokenizzazione delle polizze apre scenari inediti: la copertura può essere frammentata, venduta, garantita o incorporata in strumenti tokenizzati, generando nuove dinamiche di mercato che uniscono fintech e mondo assicurativo.
Perché tokenizzare le polizze?
L’interesse per la tokenizzazione delle polizze deriva da alcune leve strategiche:
- Liquidità: beni o contratti solitamente illiquidi possono tradursi in token negoziabili su piattaforme digitali.
- Accesso frazionato: permette frazionare l’esposizione a prodotti assicurativi o creditizi, riducendo la soglia di ingresso.
- Efficienza operativa: grazie agli smart contract, automatizzabili, si possono ridurre costi e tempi di gestione del ciclo vita della polizza. La tokenizzazione apre inoltre la strada ai mercati assicurativi secondari, dove i contratti possono essere scambiati prima della loro scadenza, rendendo il rischio assicurativo parte attiva di un ecosistema d’investimento.

Applicazioni attuali e casi emergenti
Alcune linee concrete si stanno già delineando: gli assicuratori valutano la copertura di asset digitali come gli NFT o la frazionabilità di rischi assicurativi per la tokenizzazione delle polizze.
In ambito accademico, una ricerca condotta alla Tsinghua University analizza la “tokenizzazione di assicurazioni distribuite per asta”, dimostrando che l’asset tokenizzato può aumentare efficienza e trasparenza nel trading del rischio assicurativo.
Sul fronte infrastrutturale, il World Economic Forum sottolinea come la tokenizzazione degli asset stia ridefinendo i mercati finanziari e potenzialmente anche quello assicurativo.
Sfide normative e operative
Nonostante le potenzialità, permangono ostacoli significativi:
- Inquadramento giuridico: la natura del token e del contratto assicurativo tokenizzato non è sempre chiara nei vari ordinamenti.
- Regolamentazione: la tokenizzazione incrocia finanza, assicurazioni e tecnologia blockchain, richiedendo un coordinamento tra autorità di vigilanza e standard internazionali.
- Gestione del rischio: l’automazione con smart contract introduce vulnerabilità tecnologiche e richiede robusti processi di compliance. Per le compagnie assicurative e i consulenti, il compito è quindi doppio: comprendere le nuove asset class tokenizzate e integrare competenze fintech, regolamentari e assicurative.
Implicazioni per la consulenza e l’intermediazione finanziaria
Per chi opera nel credito, nella consulenza assicurativa o nella mediazione, la tokenizzazione assume importanza strategica:
- Occorre valutare come la polizza tokenizzata può inserirsi nel portafoglio di investimento del cliente o come collateral.
- Bisogna analizzare le piattaforme, la governance dei token e la loro negoziabilità nei mercati secondari.
- È fondamentale comprendere la transizione e l’interazione tra asset tradizionali e tokenizzati, definendo una value proposition che abbracci anche questa innovazione.
La tokenizzazione delle polizze
Il futuro dell’assicurazione potrebbe passare dalla polizza tradizionale alla polizza tokenizzata. La tokenizzazione delle polizze consente nuovi mercati, maggiore liquidità e opportunità di investimento, ma richiede rigore tecnico, legale e operativo. Per il mondo assicurativo, questo è un momento di transizione che non riguarda solo il prodotto, ma l’intera catena del valore.

Tokenizzazione
La tokenizzazione è un termine utilizzato in diversi contesti, principalmente nell’informatica, nella sicurezza dei dati e nella finanza digitale, e si riferisce al processo di conversione di un elemento, spesso sensibile, in un equivalente non sensibile chiamato “token”.
- Sicurezza dei Dati e Pagamenti: In questo contesto, la tokenizzazione è un metodo per proteggere i dati sensibili, come i numeri delle carte di credito (PAN). Il dato sensibile viene sostituito con un token, un identificatore non sensibile e privo di valore intrinseco, che non può essere utilizzato per accedere ai dati originali in caso di violazione.
- Finanza e Blockchain: Nel mondo della finanza digitale e della tecnologia blockchain, la tokenizzazione si riferisce alla rappresentazione digitale di asset fisici o finanziari (come azioni, obbligazioni, o beni immobili) sotto forma di token digitali su un registro distribuito (DLT). Ciò garantisce maggiore trasparenza, sicurezza e liquidità, riducendo la dipendenza dagli intermediari.
NFT
Un NFT, acronimo di Non-Fungible Token, è un certificato digitale unico e non replicabile, registrato su una blockchain, che attesta la proprietà di un bene, digitale o fisico. A differenza delle criptovalute come il Bitcoin, che sono fungibili (cioè ogni unità è intercambiabile con un’altra), ogni NFT è un pezzo unico, insostituibile e non replicabile, come un’opera d’arte digitale, un oggetto da collezione, un brano musicale o persino un immobile virtuale.
- Asset digitali e fisici: Possono essere associati a svariati tipi di asset, come opere d’arte digitali, oggetti da collezione, biglietti virtuali, ma anche, in teoria, a beni fisici.
- Non fungibilità: Ogni NFT è unico e non può essere scambiato con un altro token identico, a differenza di valute o altri asset fungibili.
- Blockchain: Sono registrati su una blockchain (come Ethereum), che garantisce l’autenticità, la tracciabilità e la verifica della proprietà in modo sicuro e decentralizzato.
- Certificato di proprietà: Non conferiscono necessariamente la proprietà del bene originale, ma rappresentano un diritto di proprietà e un certificato di autenticità su quel bene, registrati in modo indelebile.
Asset tokenizzati
Gli asset tokenizzati sono beni reali o digitali rappresentati da token digitali su una blockchain. Questo processo trasforma diritti di proprietà su asset come immobili, opere d’arte o azioni in token che possono essere scambiati, frazionati e gestiti in modo più efficiente e trasparente rispetto agli asset tradizionali. La tecnologia blockchain garantisce l’unicità e l’immutabilità di questi token, facilitando la gestione e il trasferimento della proprietà.
Come funzionano
- Rappresentazione digitale: Un asset viene digitalizzato e trasformato in un token sulla blockchain, dove ogni token rappresenta una frazione o l’intero asset.
- Contratti intelligenti: I contratti intelligenti automatizzano la gestione del ciclo di vita dei token, le transazioni e la conformità normativa.
- Blockchain: La blockchain agisce come un registro condiviso, immutabile e trasparente, dove vengono registrati i token e le relative transazioni, spiega Fleap.
Vantaggi
Liquidità: Aumenta la liquidità degli asset, poiché i token possono essere scambiati su mercati digitali, come farebbero i titoli tradizionali, ma in modo più efficiente.
Maggiore accessibilità: Permettono anche a piccoli investitori di possedere una quota di asset illiquidi o costosi, come immobili di lusso o opere d’arte.
Frazionamento: Un asset può essere diviso in molteplici token, aumentando la liquidità del bene e rendendolo più facile da scambiare.
Efficienza e trasparenza: La gestione delle transazioni diventa più rapida, economica e trasparente, grazie all’automazione e alla tracciabilità offerte dalla blockchain.
