‘Io non ricerco il minimalismo. Semmai la semplicità, che è una cosa molto differente’ Gae Aulenti.
La lampada pipistrello, la poltrona Sgarsul, il ‘tavolo con le ruote’, la sedia pieghevole ‘Aprilina’, il coffee table Jumbo, le sedie da esterno colorate Locus Solus: idee che hanno preso forma lasciando un segno nella storia dell’arredo. Gli anni ’60 e ’70 hanno segnato una svolta euforica nel design italiano, erede di un passato impegnativo da ‘alleggerire’ nel contenuto e nella linea. Gae Aulenti è stata una pioniera del rinnovamento, portando avanti la fiaccola del ‘less is more’ accesa dalla prima scuola di design, il Bauhaus, nel 1919 a Weimar.
Una luce che lascia a poco a poco regole e tradizioni per tingersi di toni visionari: nuovi materiali, forme surreali, sfide tecniche. Il design riflette i contrasti e le contraddizioni di un paese alla ricerca di una nuova identità. Sul palcoscenico del consumismo i mobili diventano attori di provocazioni e dibattiti. In questo panorama di trasformazione sedie, scrivanie e librerie salgono sul piedistallo dell’opera d’arte, si prestano all’uso come oggetto utile e lanciano il dardo della dichiarazione sociale e politica pungente.
I protagonisti del mobile italiano che ha fatto scuola nel mondo
| Designer | Tratto distintivo | Contributo | Eredità |
|---|---|---|---|
| Gio Ponti | Eleganza, leggerezza, sintesi tra arte e industria. | Ha contribuito a definire un’idea moderna di abitare italiano. | Il design come cultura della forma e della funzione. |
| Carlo Mollino | Sperimentazione, sensualità formale, ricerca artigianale. | Ha trasformato il mobile in oggetto narrativo e visionario. | Una lezione di libertà progettuale ancora attuale. |
| Gae Aulenti | Rigore, spazio, relazione tra oggetto e architettura. | Ha portato il design dentro una visione ampia dell’ambiente costruito. | Il progetto come dialogo tra memoria e modernità. |
| Franco Albini | Essenzialità, metodo, precisione costruttiva. | Ha reso la sottrazione formale una cifra del design italiano. | La misura come principio estetico e tecnico. |
L’incanto di Gio Ponti: 685.000 euro per una coppia di cassettoni del 1955
Nel suo celebre libro Amate l’architettura Gio Ponti scrive: ‘L’incanto è una cosa inutile, ma indispensabile come il pane’. Negli anni ’20 diventa direttore artistico delle porcellane Richard Ginori; nel 1928 fonda la celebre rivista Domus; negli anni ’40 e ’50 arrivano i pezzi iconici: la Sedia di Poco Sedile, la Poltrona 811, Mariposa, la Poltrona Continuum in Rattan, il Tavolino D5551, la Superleggera prodotta da Cassina. Nel 1958 Realizza il grattacielo Pirelli a Milano: 127 metri su 31 piani. Il suo record d’asta risale a una coppia di cassettoni di ‘Casa Lucano’ (1951): progetto esclusivo per un’abitazione milanese. Sono stati battuti a Londra per 681.500 euro dalla Cambi Casa d’Aste in collaborazione con Phillips nel 2019. I 30 lotti di Casa di Fantasia hanno raggiunto complessivamente la storica cifra di 1,9 milioni di sterline (in tutto 5,2 milioni di sterline sommati ai lotti ‘Important design’. Fonte: Art Tribune). Un’altra coppia di cassettoni del 1955 si è ‘fermata’ a 87.500 euro nel settembre 2021 da Pandolfini.
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Vai all’articolo originaleCarlo Mollino: mobili progettati come auto da corsa campioni in asta
E’ nota la passione di Carlo Mollino per le macchine: nel 1955 progetta il Bisiluro da Corsa con doppio scafo per la 24 Ore di Le Mans. La passione per velocità e meccanica lo spinge a concepire il mobile non come n oggetto statico ma come un processo dinamico. Forme fluide vestono strutture biomorfiche modellate come telai automobilistici o aeronautici. Curve tese e profili slanciati danno vita al celebre Tavolo Arabesque. Alcuni dei pezzi più riconoscibili sono la sedia Fenis del 1959 e la Scrivania Cavour del 1949: un audace mix di vetro, cassetti fluttuanti e gambe ricurve. Una mente geniale, poliedrica e ribelle che ha fatto più di una volta impazzire le aste al rialzo.
Un risultato notevole è la scrivania progettata per la casa editrice Lattes negli anni ’50, venduta da Artcurial a 590.400 dollari (Fonte: Cambi, 1 aprile 2023).
Diceva di sé: ‘L’architetto, oltreché un poeta e matematico, dev’essere anche meccanico, ragioniere, avvocato, becero, maestro di belle maniere, ingoiatore di rospi e ‘charmeur’, danzatore con vecchia signora, incantatore di serpenti; pena la morte se rifiuta’.
Il Museo Casa Mollino a Torino si può visitare su richiesta: non è concepita come residenza ma come rifugio metafisico. Affacciata sul fiume Po, è un’opera simbolica piena di riferimenti esoterici: stanze drappeggiate di velluto, nudi in foglia d’oro, fotografie erotiche in una sottile trama estetica giocata tra opulenza barocca e controllo modernista.
Franco Albini: metodo e poesia. Librerie futuristiche e poltrone a fiore in rattan
Le sue librerie sono una sfida di ingegneria futuristica, mentre le poltrone rievocano atmosfere da Alice nel Paese delle Meraviglie. Metodo e poesia sono le due anime di Franco Albini.
La poltrona Margherita in canna e rattan piegati, disegnata nel 1950 e prodotta da Vittorio Bonacina, è stata premiata con la medaglia d’oro alla IX Triennale di Milano.
Famosa anche la sedia Luisa, premiata nel 1955 con il Compasso d’Oro e successivamente rieditata da Cassina. Ha richiesto 15 anni di progettazione per realizzare la sfida del ‘massimo effetto con il minimo materiale’. Allievo di Gio Ponti è presto diventato una figura centrale nel movimento Razionalista prima della Seconda Guerra Mondiale.
Audace la libreria Veliero (1940): pare sospesa nell’aria grazie a un un sistema di cavi in tensione e ripiani di vetro.
Il record d’asta risale a una rara coppia di lampade da parete. Questo set, disegnato per la sede INA di Parma, è stato battuto per 175.000 dollari da Phillips a New York (Fonte: Mutual Art).
Per i suoi mobili, il record assoluto spetta invece a un tavolo ovale con base in ardesia del 1956. È stato venduto per 90.000 dollari dalla Casa d’Aste Cambi a Milano (Fonte: Artslife).
Perché il mobile italiano è diventato un riferimento internazionale
| Elemento | Significato | Impatto | Valore culturale |
|---|---|---|---|
| Forma | Non semplice decorazione, ma linguaggio progettuale. | Ha reso riconoscibile il design italiano nel mondo. | Identità visiva e qualità estetica. |
| Funzione | Oggetti pensati per abitare, lavorare e vivere meglio. | Ha unito bellezza e uso quotidiano. | Modernità concreta, non solo teorica. |
| Industria | Dialogo tra creatività, produzione e mercato. | Ha trasformato il mobile in ambasciatore del Made in Italy. | Un modello produttivo e culturale. |
| Autorialità | Il designer diventa interprete di un’epoca. | Ha dato al mobile italiano una forte dimensione narrativa. | L’oggetto come testimonianza del tempo. |
