Il conto alla rovescia è partito. Entro il 27 febbraio 2026 si chiude lo sportello per accedere al bando Più Impresa, la misura ISMEA che continua a rappresentare uno dei pochi canali di finanziamento agevolato davvero strutturati per chi vuole puntare sull’agricoltura. Quest’anno la dotazione finanziaria ammonta a 50 milioni di euro, cifra subordinata all’approvazione definitiva del disegno di legge Coltiva Italia.
La procedura è articolata in due fasi distinte che richiedono attenzione: la preconvalida, attiva dal 19 dicembre 2025 fino al 27 febbraio alle 12:00, e la convalida, che si svolge dal 17 febbraio al 27 febbraio sempre alle 12:00. Un dettaglio che può fare la differenza: la preconvalida non vincola l’impresa, ma rappresenta il requisito imprescindibile per poter accedere alla fase successiva.
| Fase | Periodo | Orario |
|---|---|---|
| Preconvalida | 19 dicembre 2025 – 27 febbraio 2026 | 12:00 – 12:00 |
| Convalida | 17 febbraio 2026 – 27 febbraio 2026 | 12:00 – 12:00 |
| Sportello ordinario | Lunedì – Venerdì | 09:00 – 18:00 |
Chi può presentare domanda
Il bando intercetta due categorie di beneficiari ben definite. Da un lato le micro, piccole e medie imprese agricole amministrate da giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti oppure da donne, senza vincoli anagrafici. Dall’altro le imprese che intendono subentrare nella conduzione di un’azienda agricola esistente oppure che vogliono espandere un’attività già avviata da almeno due anni.
Per le operazioni di subentro, l’impresa beneficiaria deve essere costituita da non più di sei mesi alla data di presentazione della domanda ed esercitare esclusivamente attività agricola ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile. Il subentro deve concretizzarsi entro tre mesi dalla delibera di ammissione alle agevolazioni, attraverso atto notarile o scrittura privata autenticata.
Le imprese già operative possono invece accedere alle agevolazioni per progetti di ampliamento, ammodernamento o consolidamento, a patto che l’attività sia già attiva da almeno ventiquattro mesi. In entrambi i casi è richiesto il possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto, attestato dall’iscrizione nella gestione previdenziale agricola.
Il mix finanziario: fondo perduto e mutuo agevolato
La struttura degli aiuti prevede un duplice intervento. Il contributo a fondo perduto può arrivare fino al 35% delle spese ammissibili, mentre il mutuo a tasso zero copre la parte restante dell’investimento, con una durata massima di quindici anni. Il tetto complessivo degli interventi finanziabili è fissato a 1,5 milioni di euro per singolo progetto.
| Tipologia agevolazione | Percentuale/Importo | Note |
|---|---|---|
| Contributo a fondo perduto | Fino al 35% | Sulle spese ammissibili |
| Mutuo a tasso zero | Parte restante | Durata max 15 anni |
| Investimento massimo | € 1.500.000 | Per singolo progetto |
| Garanzie richieste | 100% del mutuo | Ipoteca o fideiussione |
Sul fronte delle garanzie, l’impresa beneficiaria deve fornire coperture per un valore pari al 100% del mutuo concesso. Le forme ammesse includono ipoteca di primo grado su beni oggetto di agevolazione o su altri beni della beneficiaria o di terzi, oppure fideiussione bancaria o assicurativa a prima richiesta.
Le spese ammesse e quelle da evitare
L’articolo 5 del decreto ministeriale del 23 febbraio 2024 circoscrive con precisione le tipologie di spesa finanziabili. Sono escluse le opere di costruzione o ristrutturazione di fabbricati rurali che non abbiano connessione diretta con l’attività progettuale. Non rientrano inoltre gli investimenti relativi all’acquisto di diritti all’aiuto, all’impianto di piante annuali, ai lavori di drenaggio e all’acquisto di animali.
Per quanto riguarda gli studi di fattibilità, comprensivi dell’analisi di mercato, è previsto un limite massimo del 2% del valore complessivo dell’investimento. La somma di questi costi con le spese generali relative ai servizi di progettazione — onorari di architetti, ingegneri e consulenti per opere agronomiche, di miglioramento fondiario e di edilizia — deve rientrare nei parametri definiti dal decreto.
L’ordine cronologico fa la differenza
Il meccanismo di valutazione delle domande segue rigidamente il criterio cronologico basato sulla data e ora di convalida, non di preconvalida. Le istanze vengono istruite nell’ordine in cui vengono validate formalmente sulla piattaforma ISMEA. La procedura di istruttoria deve concludersi entro sei mesi dalla ricezione della domanda completa.
La realizzazione degli investimenti deve essere completata e rendicontata entro il termine previsto dal contratto di concessione delle agevolazioni, che può essere di dodici o ventiquattro mesi dalla data di ammissione. È possibile richiedere una proroga prima della scadenza, ma solo in presenza di motivi indipendenti dalla volontà del beneficiario o di comprovati casi di forza maggiore.
Firma elettronica obbligatoria
Un aspetto tecnico ma dirimente: la domanda deve essere sottoscritta con firma elettronica in modalità PAdES, esclusivamente. La presentazione avviene solo attraverso lo sportello telematico ISMEA, che rimane aperto nei giorni feriali (dal lunedì al venerdì) dalle 9:00 alle 18:00, con l’eccezione del giorno di apertura — 19 dicembre 2025 dalle 12:00 alle 18:00 — e di quello di chiusura — 27 febbraio 2026 dalle 9:00 alle 12:00.
Il contesto: ricambio generazionale e resilienza del settore
Secondo i dati Istat del censimento generale dell’agricoltura, in Italia operano circa 1,1 milioni di aziende agricole, ma meno del 10% è condotto da imprenditori under 41. Il ricambio generazionale resta una delle criticità strutturali del settore primario, in un momento in cui l’aumento dei costi di produzione e la volatilità dei mercati agricoli mettono a dura prova la tenuta delle imprese.
Le precedenti edizioni della misura hanno registrato una domanda largamente superiore alle risorse disponibili. Nell’ultima apertura, le domande presentate hanno espresso investimenti complessivi superiori a 170 milioni di euro. Le analisi ISMEA evidenziano che le aziende beneficiarie presentano una dimensione economica mediamente superiore alla media nazionale e una maggiore propensione all’innovazione, alla diversificazione produttiva e all’orientamento ai mercati.
Le imprese agricole guidate da giovani mostrano livelli più elevati di investimenti, una maggiore integrazione dell’innovazione digitale e una più forte attenzione alla sostenibilità ambientale. Elementi che, in prospettiva, potrebbero fare la differenza in un settore che deve confrontarsi con le sfide della transizione ecologica e della competitività internazionale.
La misura Più Impresa 2025 rappresenta quindi un’opportunità concreta per sostenere la crescita delle imprese agricole, favorire il ricambio generazionale e rafforzare la resilienza di un comparto strategico per il sistema economico italiano. Ma come ogni strumento di finanza agevolata, richiede preparazione, tempestività e capacità di interpretare correttamente i requisiti normativi.
