Guida completa ai bonus 2026: ecco cosa è cambiato dal 1° gennaio

Quali bonus fiscali restano nel 2026 e quali sono stati eliminati? Guida completa agli incentivi confermati dalla manovra: ristrutturazioni, ecobonus, bonus famiglie, asilo nido, mamme lavoratrici, psicologo. Scopri cosa è cambiato dal 1° gennaio e quali agevolazioni non ci sono più.
bonus 2026 cosa resta: documenti fiscali, chiavi casa e calcolatrice su scrivania con luce naturale.

La manovra finanziaria ridisegna il panorama degli incentivi fiscali: quali agevolazioni sopravvivono, quali scompaiono e quali novità attendono famiglie e contribuenti italiani

7 gennaio 2026 – Il nuovo anno ha portato cambiamenti significativi nel sistema dei bonus fiscali italiani. Mentre alcuni cittadini continuano a beneficiare di agevolazioni consolidate, altri devono fare i conti con la scomparsa di incentivi che fino a pochi giorni fa erano ancora disponibili. Facciamo chiarezza su cosa è rimasto e cosa invece appartiene ormai al passato.

Bonus Status 2026 Dettagli
Ristrutturazioni Confermato 50% prima casa, 36% altri immobili
Ecobonus Confermato 50% prima casa, 36% altri immobili
Sismabonus Confermato Nessuna modifica alle aliquote
Superbonus Eliminato Solo completamenti lavori avviati
Barriere architettoniche Eliminato Scaduto 31 dicembre 2025
Bonus mobili Confermato 50% fino a 5.000 euro di spesa
Bonus psicologo Confermato Fino a 1.500€ con ISEE sotto 50.000€
Bonus mamme lavoratrici Potenziato Da 40€ a 60€ mensili
Bonus nuovi nati Confermato 1.000€ con ISEE sotto 40.000€
Bonus sport Eliminato Non rinnovato per il 2026

Edilizia: il settore che resta il più incentivato

Ristrutturazioni: detrazione al 50% solo per la prima casa

Il bonus ristrutturazioni continua a essere operativo quest’anno, ma con una distinzione importante. I proprietari che effettuano interventi sulla loro abitazione principale possono ancora detrarre il 50% delle spese sostenute. Per tutti gli altri immobili, invece, l’aliquota scende al 36%.

Attenzione però: dal 2027 la percentuale calerà ulteriormente. Per la prima casa si passerà al 36%, mentre per le altre proprietà si scenderà al 30%. Chi sta valutando lavori di ristrutturazione ha quindi quest’anno per sfruttare le condizioni più vantaggiose.

Ecobonus: confermato con alcune esclusioni

L’ecobonus mantiene la struttura attuale: 50% di detrazione per gli interventi di efficientamento energetico sulla residenza principale, 36% sugli altri immobili. Parliamo di opere come l’installazione di pompe di calore o la sostituzione di infissi per migliorare l’isolamento termico.

La novità, già introdotta lo scorso anno e confermata ora, riguarda le caldaie: non è più possibile beneficiare dell’incentivo per sostituire impianti di climatizzazione invernale con caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili. Una scelta che riflette la direzione europea verso la decarbonizzazione.

Sismabonus: nessuna modifica

Il sismabonus prosegue senza cambiamenti. Gli interventi di messa in sicurezza antisismica degli edifici privati nelle zone a rischio 1, 2 e 3 continuano a godere delle detrazioni fiscali, con le percentuali più elevate riservate alla prima casa.

Le vittime della manovra: i bonus che non ci sono più

Addio al bonus barriere architettoniche

Dal 1° gennaio è definitivamente scomparso il bonus barriere architettoniche, che fino al 31 dicembre scorso consentiva di detrarre fino al 75% delle spese per migliorare l’accessibilità negli edifici. L’installazione di rampe, l’eliminazione di gradini o l’allargamento di porte strette non beneficiano più di questa agevolazione straordinaria.

La fine del Superbonus: un’era che si chiude

Il superbonus, introdotto nel 2020 durante l’emergenza Covid, ha concluso la sua parabola. Quest’anno sopravvive solo in casi molto specifici: completamento di lavori già avviati entro il 31 dicembre scorso o interventi in aree colpite da terremoti.

Per tutti gli altri, lo sconto fino al 110% su efficientamento energetico e miglioramento sismico è ormai un ricordo. Una misura che ha diviso l’opinione pubblica tra chi la considera un volano per l’economia e chi ne critica i costi eccessivi per le casse dello Stato.

Stop al bonus sport per i figli

Anche il bonus sport, che riconosceva fino a 300 euro alle famiglie per attività sportive dei figli tra 6 e 14 anni presso associazioni sportive dilettantistiche ed enti del Terzo Settore, non è stato rinnovato.

Casa e arredamento: gli incentivi che restano

Bonus mobili: ancora disponibile ma con limiti

Il bonus mobili è confermato per quest’anno. Si tratta della detrazione Irpef al 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad abitazioni in ristrutturazione. Il tetto massimo di spesa è fissato a 5.000 euro, ma c’è un vincolo importante: i lavori edilizi devono essere già stati avviati.

Bonus elettrodomestici: probabile proroga

Sebbene non ancora confermato ufficialmente, il bonus elettrodomestici dovrebbe essere prorogato. Permette uno sconto in fattura fino al 30% (massimo 100 euro, che salgono a 200 euro per famiglie con ISEE sotto i 25.000 euro) sull’acquisto di nuovi apparecchi ad alta efficienza energetica, a condizione di rottamare quello vecchio.

Le classi energetiche minime richieste sono stringenti: almeno A per lavatrici, lavasciuga e forni; B per le cappe; C per lavastoviglie e asciugabiancheria; D per frigoriferi e congelatori.

Sostegno alle famiglie: le misure confermate

Bonus psicologo: aiuto alla salute mentale

Il bonus psicologo è confermato quest’anno, con contributi che variano in base all’ISEE. Per chi ha un ISEE inferiore a 15.000 euro, il contributo massimo è di 1.500 euro (fino a 50 euro a seduta). Scende a 1.000 euro per redditi tra 15.000 e 30.000 euro, e a 500 euro per redditi tra 30.000 e 50.000 euro.

Un segnale dell’attenzione crescente verso il tema della salute mentale, particolarmente sentito dopo gli anni della pandemia.

Carta dedicata a te: 500 euro per i beni essenziali

Torna la Carta dedicata a te, il sostegno da 500 euro per l’acquisto di beni di prima necessità riservato alle famiglie con ISEE fino a 15.000 euro. Dal 2027 ripartirà anche il bonus Valore Cultura per i maturandi, dedicato all’acquisto di libri, biglietti per concerti e musei.

Bonus nuovi nati e asilo nido

Il bonus nuovi nati, erogato dall’INPS, conferma i 1.000 euro per ogni nascita, adozione o affidamento pre-adottivo per nuclei con ISEE sotto i 40.000 euro. Parallelamente, il bonus asilo nido garantisce fino a 3.600 euro (in base all’ISEE) per l’iscrizione a nidi pubblici, privati autorizzati e micronidi.

Bonus mamme lavoratrici: l’importo sale

Novità positiva per le madri lavoratrici: il bonus passa da 40 a 60 euro mensili. Questa somma esentasse è destinata a madri dipendenti (a tempo determinato o indeterminato), libere professioniste e autonome con ISEE fino a 40.000 euro annui.

Il requisito è avere almeno due figli, con validità fino al decimo compleanno del più piccolo. Con tre o più figli, la copertura si estende fino al diciottesimo anno dell’ultimo nato.

Istruzione: bonus libri e scuole paritarie

Quest’anno è disponibile il bonus libri scolastici anche per le scuole superiori, riservato a famiglie con ISEE sotto i 30.000 euro. Le modalità di richiesta variano in base alla normativa regionale o comunale.

Con lo stesso limite di ISEE, le famiglie possono richiedere il bonus da 1.500 euro per chi sceglie scuole paritarie (scuola secondaria di primo grado o primo biennio delle superiori). Una misura da 20 milioni di euro che continua ad alimentare il dibattito sul finanziamento pubblico alle scuole private.

Come orientarsi nel nuovo panorama

Il sistema dei bonus italiani per quest’anno si presenta più selettivo rispetto al recente passato. La strategia del governo punta a concentrare le risorse su misure strutturali piuttosto che su incentivi straordinari, privilegiando il sostegno alle famiglie e alla prima casa.

Chi sta pianificando lavori edilizi o spese importanti dovrebbe valutare attentamente la propria situazione: alcune finestre di opportunità sono ancora aperte, ma i margini si stanno restringendo. E con le ulteriori riduzioni previste dal 2027, il momento per agire potrebbe essere proprio quest’anno.

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