La cessione dei crediti fiscali in Italia affronta nel 2026 una fase di consolidamento dopo anni di continui interventi normativi. Questo articolo fornisce un’analisi approfondita del quadro regolamentare attuale, con particolare attenzione ai crediti edilizi che continuano a rappresentare una porzione significativa del mercato.
Il quadro normativo della cessione dei crediti fiscali
La cessione del credito è un meccanismo che consente ai contribuenti di trasferire a terzi i crediti d’imposta maturati, ricevendo liquidità immediata anziché utilizzare il credito in compensazione nelle proprie dichiarazioni fiscali. Nel 2026, questo strumento è regolato principalmente dal Decreto Legge 11/2023 convertito nella Legge 38/2023, che ha posto restrizioni significative rispetto al passato.
Crediti cedibili nel 2026
I crediti fiscali cedibili si suddividono in diverse categorie:
- Crediti edilizi: includono principalmente i crediti residui da Superbonus, Ecobonus, Sismabonus, Bonus Facciate e altri incentivi per la riqualificazione edilizia. Dal 1° gennaio 2024 è vietata la cessione del credito e lo sconto in fattura per nuove spese, salvo specifiche eccezioni per lavori già avviati o per situazioni particolari (immobili danneggiati da eventi sismici, barriere architettoniche, edilizia residenziale pubblica).
- Crediti da altre agevolazioni fiscali: comprendono il bonus investimenti in beni strumentali, crediti R&S, crediti formazione 4.0, bonus pubblicità, e numerosi altri incentivi settoriali che mantengono la cedibilità secondo le rispettive normative.
Focus sui crediti edilizi: l’eredità del Superbonus
I crediti edilizi rappresentano nel 2026 un mercato particolare, caratterizzato dalla gestione dell’eredità del Superbonus e degli altri bonus edilizi cessibili fino al 2023.
Stock di crediti esistenti
Al 31 dicembre 2024, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, esistevano circa 120 miliardi di euro di crediti edilizi non ancora utilizzati nel sistema. Questi crediti possono essere ceduti una sola volta nel 2026, in quanto il Decreto Legge 11/2023 ha eliminato la possibilità di cessioni multiple che caratterizzava il mercato fino al 2022.
Regole di cessione per i crediti edilizi
La cessione dei crediti edilizi maturati entro il 31 dicembre 2023 è consentita con le seguenti modalità:
- Prima cessione: possibile a qualsiasi soggetto (banche, intermediari finanziari, imprese, privati)
- Cessioni successive: vietate, salvo cessione a banche e intermediari finanziari vigilati
- Comunicazione: obbligatoria tramite piattaforma dell’Agenzia delle Entrate entro specifiche scadenze
- Utilizzo in compensazione: ripartito in quote annuali secondo le aliquote originarie (4 o 10 anni a seconda del bonus)
Valorizzazione dei crediti edilizi
Il mercato dei crediti edilizi nel 2026 presenta caratteristiche di forte illiquidità. Gli sconti applicati dai cessionari rispetto al valore nominale variano tipicamente tra il 20% e il 40%, con punte superiori per crediti considerati a rischio o di difficile verifica.
I fattori che determinano il valore di mercato includono:
- completezza e regolarità della documentazione tecnica e amministrativa
- presenza di visti di conformità e asseverazioni tecniche
- tipologia di intervento e anno di maturazione del credito
- profilo del cedente e tracciabilità delle operazioni
- liquidità del cessionario e capacità di assorbimento fiscale
Il ruolo degli intermediari finanziari specializzati
Nel contesto normativo del 2026, gli intermediari finanziari iscritti all’OAM (Organismo Agenti e Mediatori) svolgono un ruolo cruciale nel facilitare l’incontro tra domanda e offerta di crediti fiscali.
Servizi offerti dagli intermediari
Gli intermediari specializzati offrono diversi livelli di servizio:
Due diligence documentale: verifica della completezza e conformità della documentazione necessaria per la cessione, includendo CILAS/CILA, attestazioni SOA per importi rilevanti, visti di conformità, asseverazioni tecniche.
Valutazione del credito: analisi del rischio associato al credito e determinazione di un fair value di mercato.
Matchmaking: individuazione di controparti interessate all’acquisto del credito, siano esse banche, fondi di investimento, società con elevata capacità fiscale.
Assistenza operativa: supporto nella compilazione delle comunicazioni telematiche all’Agenzia delle Entrate e nella gestione degli aspetti procedurali.
Prospettive di mercato per il 2026
Il mercato della cessione dei crediti fiscali nel 2026 è caratterizzato da diversi trend significativi.
Normalizzazione del mercato edilizio
Con il divieto di nuove cessioni per spese sostenute dal 2024, il mercato dei crediti edilizi sta progressivamente normalizzandosi. Lo stock esistente viene gradualmente assorbito dal sistema fiscale attraverso l’utilizzo in compensazione da parte dei cessionari che hanno acquistato i crediti.
Si prevede una riduzione dello stock di circa 25-30 miliardi di euro all’anno, portando a un sostanziale esaurimento entro il 2028-2029 per i crediti da Superbonus decennale.
Crescita dei crediti non edilizi
Parallelamente, il mercato dei crediti fiscali “ordinari” (Transizione 4.0, R&S, formazione, ZES, ecc.) mantiene dinamicità. Questi crediti, meno soggetti a restrizioni normative, rappresentano un’opportunità per le imprese di monetizzare rapidamente incentivi fiscali.
Il mercato dei crediti da investimenti in beni strumentali 4.0 è particolarmente attivo, con volumi annui stimati in circa 8-10 miliardi di euro di crediti generati e tassi di sconto mediamente inferiori rispetto ai crediti edilizi, oscillanti tra il 5% e il 15%.
Evoluzione normativa attesa
Il contesto normativo della cessione dei crediti rimane potenzialmente soggetto a ulteriori interventi. Le aree di possibile evoluzione includono:
- semplificazione delle procedure di comunicazione all’Agenzia delle Entrate
- introduzione di marketplace regolamentati per la compravendita di crediti
- possibile ampliamento delle categorie di crediti cedibili
- rafforzamento dei controlli per prevenire frodi fiscali
Aspetti fiscali e contabili della cessione
La cessione dei crediti fiscali comporta implicazioni rilevanti sia per il cedente che per il cessionario.
Trattamento fiscale per il cedente
Per il cedente persona fisica, la cessione del credito a un valore inferiore al nominale non genera plusvalenze o minusvalenze fiscalmente rilevanti. Il corrispettivo ricevuto è semplicemente il realizzo dell’agevolazione fiscale.
Per le imprese, invece, la cessione del credito può generare componenti reddituali. Se un’impresa cede un credito a sconto, la differenza tra valore nominale e corrispettivo incassato costituisce generalmente un componente negativo di reddito, mentre eventuali sopravvenienze attive successive possono generare tassazione.
Trattamento per il cessionario
Il cessionario utilizza il credito acquisito in compensazione tramite modello F24. I crediti edilizi sono utilizzabili in quote annuali secondo il piano di ammortamento originario (4 o 10 anni), senza possibilità di accelerazione.
I crediti devono essere evidenziati nel bilancio del cessionario come attività fiscali anticipate, con valutazione della recuperabilità basata sulla capacità contributiva futura.
Rischi e tutele nella cessione dei crediti
L’operazione di cessione presenta rischi specifici che richiedono adeguate tutele contrattuali.
Rischi per il cessionario
I principali rischi includono:
Rischio di inesistenza del credito: se l’Agenzia delle Entrate accerta che il credito non spettava (ad esempio per interventi non eseguiti o non conformi), il cessionario perde il diritto all’utilizzo.
Rischio di irregolarità formali: errori nella documentazione o nelle comunicazioni possono comportare il disconoscimento del credito.
Rischio di utilizzo parziale: per crediti pluriennali, il cessionario deve avere capienza fiscale sufficiente per tutti gli anni di utilizzo.
Clausole di garanzia
I contratti di cessione tipicamente prevedono dichiarazioni e garanzie del cedente relative a:
- legittimità e spettanza del credito
- completezza e veridicità della documentazione
- effettivo sostenimento delle spese che hanno generato il credito
- assenza di utilizzi parziali o cessioni precedenti del medesimo credito
Frequentemente vengono richieste garanzie bancarie o polizze assicurative a copertura dei rischi di revoca, particolarmente per importi elevati.
Casi pratici e applicazioni
Per comprendere meglio il funzionamento pratico della cessione dei crediti nel 2026, esaminiamo alcuni scenari tipici.
Cessione di credito Superbonus residuo
Un condominio ha eseguito lavori di efficientamento energetico nel 2022 beneficiando del Superbonus 110%. I condomini hanno optato per la cessione del credito a un’impresa edile, che a sua volta ha ceduto il credito a una banca nel 2023. La banca utilizza il credito in 10 quote annuali dal 2023 al 2032.
Nel 2026, la banca ha ancora 7 anni di utilizzo residuo. Se decidesse di cedere il credito residuo, potrebbe farlo solo a un altro intermediario finanziario vigilato o a un’assicurazione.
Cessione di credito Transizione 4.0
Un’impresa manifatturiera acquista nel 2025 un macchinario 4.0 per 500.000 euro, maturando un credito d’imposta del 20% pari a 100.000 euro. L’impresa ha scarsa capienza fiscale e decide di cedere il credito nel 2026.
Attraverso un intermediario specializzato, identifica un gruppo industriale con elevato imponibile che acquista il credito a 92.000 euro (sconto dell’8%). L’operazione consente all’impresa cedente di ottenere liquidità immediata, mentre il cessionario ottiene un risparmio fiscale effettivo.
Raccomandazioni
La cessione dei crediti fiscali nel 2026 rappresenta uno strumento finanziario consolidato ma in evoluzione. Per i crediti edilizi, il mercato sta transitando verso una fase di progressivo esaurimento dello stock esistente, mentre per i crediti da incentivi industriali e R&S permangono opportunità interessanti.
Le raccomandazioni operative per gli operatori includono:
Per i cedenti: valutare attentamente il rapporto costi-benefici della cessione rispetto all’utilizzo diretto in compensazione, considerando non solo lo sconto applicato ma anche i tempi di realizzo e le esigenze di liquidità.
Per i cessionari: effettuare accurata due diligence sulla documentazione, verificare la tracciabilità delle spese sostenute, valutare la capienza fiscale pluriennale e considerare strumenti di mitigazione del rischio.
Per gli intermediari: garantire la massima trasparenza nelle condizioni economiche applicate, fornire supporto consulenziale qualificato e mantenere elevati standard di compliance normativa.
Il mercato della cessione dei crediti continuerà a evolversi in funzione delle scelte di policy fiscale del legislatore. La tendenza è verso una maggiore selettività degli incentivi cedibili e un rafforzamento dei controlli, in un equilibrio tra l’esigenza di stimolare investimenti e la sostenibilità della finanza pubblica.
Nota: le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità informativa e non costituiscono consulenza fiscale o legale. Per situazioni specifiche si consiglia di rivolgersi a professionisti abilitati.
