In economia alcuni termini appaiono un po’ nebulosi, se non addirittura spaventosi. È senza dubbio il caso dei derivati, nome che evoca trader incollati davanti ad un pc, intenti a guardare schermate di Bloomberg che propongono grafici dai movimenti così vorticosi da rivelarsi incomprensibili. Per afferrarne il funzionamento, seppur sommariamente, il cinema offre due scorci illuminanti.
Il primo è il celeberrimo film Una poltrona per due, appuntamento immancabile della vigilia di Natale. La trama è arcinota, come la scena cult conclusiva, nella quale Dan Aykroyd ed Eddie Murphy mandano in rovina i cattivi, comprando e vendendo contratti futures sul prezzo del succo d’arancia congelato. Una delle più efficaci lezioni di finanza mai proiettate sul grande schermo. Il secondo arriva da La grande scommessa. In un cameo memorabile Selena Gomez spiega al pubblico cosa comportino le puntate a catena sui mutui subprime attraverso una metafora che traduce un tema ostico in un gioco da casinò.
Definizioni
Un derivato è uno strumento finanziario il cui valore deriva da quello di altre attività, i sottostanti, che possono essere beni reali (merci o materie prime) o intangibili (azioni,obbligazioni, indici di Borsa, valute). In pratica, è un contratto che stabilisce oggi un prezzo che sarà applicato domani, in base all’andamento del sottostante. Il suo valore, pertanto, non è autonomo, ma dipende da come quel sottostante si muove.
Facciamo un esempio concreto e di agevole comprensione: un agricoltore teme che, al momento del raccolto, il prezzo del grano possa scendere. Un fornaio teme l’opposto, cioè che salga troppo. I due possono sottoscrivere un contratto derivato per fissare oggi un costo del grano accettabile per entrambi in futuro e diminuire, così, l’incertezza.
Finalità
I derivati hanno due finalità principali.
– Copertura (hedging): lo scopo è tutelarsi dal rischio di subire perdite, nel caso, ad esempio, dell’aumento dei tassi di interesse quando si stipula un mutuo a tasso variabile; o del cambio sfavorevole per un’industria che acquista metalli da lavorare in valute differenti dall’euro; o, infine, del crollo di un’azione o di un indice, nell’eventualità di violente fluttuazioni di mercato;
– speculazione: questa è una strategia d’attacco, il cui obiettivo è amplificare i risultati di un investimento tramite l’effetto leva, che è un moltiplicatore di performance. Come è possibileaccrescere per 5, per 10 o per 20 i guadagni, allo stesso modo ci si espone all’identica probabilità di incappare in rovesci disastrosi;
Spesso queste due finalità si mescolano: il confine tra copertura e speculazione è sottile, come lo è la linea di demarcazione tra finanza utile e finanza creativa.
Breve excursus storico
I derivati non sono un’invenzione contemporanea, perché hanno origini antichissime. Se ne individuano tracce già ai tempi degli Assiri, in versioni ancora rudimentali. Li troviamo anche in epoca greco-romana per disciplinare i traffici commerciali. Le modalità evolvono tra Medioevo e Rinascimento, ma primi sistemi organizzati per la loro compravendita risalgono al Seicento. In Olanda, dove si negoziano azioni e contratti a termine, simili a quelli odierni,nel 1637 esplode la mania dei bulbi di tulipano, che fa impazzire i ricchi mercanti e culmina in una catastrofica bolla, la prima crisi finanziaria della storia.
La forma moderna dei derivati nasce con il Chicago Board of Trade, fondato nel 1848, dove agricoltori e commercianti iniziano a condividere contratti standardizzati su grano e mais. Alla fine del Novecento l’espansione dei mercati e la capillare adozione dei metodi computerizzati di calcolo contribuiscono al loro enorme successo. Il boom è recente e coincide con lo scoppio della crisi dei mutui subprime del 2008, quando questi strumenti entrano nell’immaginario collettivo come simbolo di eccesso e rischio sistemico.
Tipologie:
i mercati non regolamentati
I mercati non regolamentati, detti OTC (over the counter), sono quelli in cui le parti negoziano direttamente, senza passare da una Borsa, e possono concordare nei minimi dettagli tutte le caratteristiche e le clausole contrattuali. Offrono flessibilità, ma comportano rischi di controparte e minore trasparenza. Ecco le due tipologie più diffuse.
– Forward: è un contratto di compravendita in cui i contraenti si accordano per scambiarsi un sottostante (titoli, valute, merci) ad una scadenza futura e ad un prezzo di consegna predeterminato. Un esempio? Un’azienda italiana che deve incassare un pagamento da un milione di dollari tra tre mesi e stipula un forward per bloccare il tasso di cambio euro/dollaro, evitando diincorrere in oscillazioni indesiderate;
– swap: in senso letterale, significa scambio, baratto. Grazie allo swap due parti si scambianoflussi di pagamenti a date certe. Se ne avvalgono banche, imprese ed enti pubblici. Il più famoso è l’interest rate swap (IRS), nel quale una parte paga un tasso fisso e riceve un tasso variabile eviceversa. Serve a gestire l’esposizione ai tassi di interesse.
Tipologie:
i mercati regolamentati
Nei mercati regolamentati i contratti sono uniformi, predefiniti e garantiti da una Cassa di Compensazione e Garanzia (Clearing House), che riduce il pericolo di insolvenza. Citiamo, in particolare, due tipologie.
– Future: è analogo al forward, ma standardizzato e scambiato in Borsa. Ogni contratto ha una quantità, una data di scadenza e un sottostante ben definiti. Il prezzo del future varia incontinuazione e la differenza giornaliera tra il prezzo iniziale e quello corrente viene regolata in contanti. Questo strumento è dotato di un’elevata leva finanziaria ed è molto rischioso. Sia i guadagni che le perdite possono essere consistenti, pur a fronte di un esborso iniziale limitato. Ingergo chi compra il future e si impegna ad acquistare a scadenza il sottostante assume una posizione lunga (long), mentre chi vende assume una posizione corta (short);
– opzione: attribuisce la facoltà (ma non l’obbligo) di comprare (opzione call) o vendere(opzione put) un certo quantitativo di un bene ad un prezzo prefissato entro una certa scadenza. Il sottostante è quasi sempre un’attività finanziaria. L’opzione è un diritto che si può esercitare oppure abbandonare, pagando un premio, come fosse un’assicurazione.
Altre tipologie
Accanto ai derivati classici, l’ingegneria finanziaria ha escogitato e proposto una vasta gamma di varianti. Menzioniamo in rapida rassegna le più note.
– Stock options: sono ideate per retribuire e fidelizzare i collaboratori più produttivi o i top manager di un’azienda, che concede loro la possibilità di acquisire azioni societarie ad un prezzo predeterminato. Le stock options vengono convertite se il prezzo di esercizio è inferiore al valore corrente dell’azione sottostante. Altrimenti si azzerano;
– certificates: sono prodotti strutturati che combinano un derivato con un titolo obbligazionario o azionario. Permettono di ottenere rendimenti legati a indici o azioni, con molteplici gradi di protezione del capitale;
– warrant, covered warrant ed ETF a leva: completano il quadro, a dimostrazione di quanto la famiglia dei derivati sia estesa, forse persino pletorica.
Fattori di rischio
I derivati sono strumenti potenti, complessi e da maneggiare con cura. Tra i maggiori rischiricordiamo:
– rischio di mercato: correlato alle variazioni impreviste del sottostante;
– rischio di controparte: soprattutto nei contratti OTC, se uno dei contraenti non onora l’impegno;
– rischio di liquidità: se non si riesce a chiudere velocemente la posizione;
– rischio sistemico: quando la sequenza di derivati interconnessi dilata a dismisura gli impatti di una crisi, come è avvenuto nel 2008.
Da protezione a speculazione
Insomma, i derivati sono un po’ come il fuoco: possono scaldare o bruciare. Nascono come ombrelli protettivi, ma poi si diffondono come occasione per accentuare i guadagni. Utilizzati nella modalità corretta da banche, imprese, asset manager e investitori istituzionali, servono ad ottimizzare tassi, valute, materie prime o rischi di credito. In loro assenza il sistema economico moderno sarebbe molto più rigido e vulnerabile. Se, però, se ne abusa o li si adopera in manierascriteriata, inconsapevoli dei danni che possono provocare, allora il derivato diventa un giocattolo pericoloso.
Assimilarne i meccanismi è, dunque, fondamentale per conoscere la natura dei rischi nel mondo contemporaneo. E anche per tenere un po’ a bada la nostra sfrenata ambizione di prevedere il futuro…
