Gli strumenti finanziari: fondi comuni di investimento

I fondi comuni di investimento permettono a ogni risparmiatore di accedere ai mercati finanziari in modo diversificato, semplice e professionale. Scopri come funzionano, quali vantaggi offrono e perché rappresentano uno strumento chiave della pianificazione patrimoniale moderna.
fondi comuni di investimento — concetto visuale con ingranaggi e simboli finanziari che rappresentano crescita, risparmio e pianificazione economica.

Tra i tanti strumenti oggi disponibili per il risparmiatore i fondi comuni di investimento occupano una posizione di assoluto rilievo. Sono il cardine della pianificazione finanziaria, in quanto sintetizzano al meglio tre esigenze basilari: diversificare, delegare, semplificare. Diversificare, perché distribuiscono il capitale su una variegata gamma di titoli, settori e aree geografiche; delegare, perché l’operatività è affidata a professionisti qualificati; semplificare, perché consentono di accedere ai mercati anche con somme modeste e con la massima trasparenza.

Non sorprende, quindi, che siano la modalità più raccomandata dai consulenti: rappresentano la formula più efficace per coniugare l’aspettativa di una remunerazione adeguata e la necessità di contenere i rischi, in un contesto regolamentato e vigilato. Scopriamone il funzionamento.

Definizioni

Un fondo comune è uno strumento di investimento collettivo, che raccoglie le risorse finanziarie di una pluralità di risparmiatori ed è gestito da una società specializzata. Gli aderenti acquistano quote del fondo, e ogni quota costituisce una frazione proporzionale del patrimonio complessivo. Tutti partecipano ai risultati, positivi o negativi, in misura corrispondente all’ammontare posseduto. La peculiarità è la separazione patrimoniale: il fondo non appartiene a chi lo amministra, ma ai sottoscrittori. Il che significa che, in caso di difficoltà della società di gestione, il capitale investito resta intatto e tutelato. Questa indipendenza giuridica e contabile è uno dei pilastri della fiducia dei risparmiatori.

Finalità e vantaggi

Lo scopo dei fondi comuni è rendere possibile a chiunque l’ingresso ai mercati finanziari con un grado di rischio e di efficienza paragonabile a quello degli investitori istituzionali. Il vantaggio più evidente è la diversificazione: investendo in un fondo persino un piccolo risparmiatore può detenere indirettamente decine o centinaia di titoli, abbassando così il rischio specifico attribuibile a ciascuno di essi. Il secondo vantaggio è la gestione professionale: analisti ed asset manager, grazie alle proprie conoscenze approfondite e all’esperienza maturata sui mercati internazionali, ricalibrano di frequente la composizione del portafoglio in base all’evoluzione dello scenario economico.

Seguono la trasparenza, sia nelle scelte di investimento che nella divulgazione del valore della quota del fondo; la facile liquidabilità (almeno per i fondi aperti); la tutela giuridica, in virtù della distinzione del bilancio del fondo da quello della società di gestione, che protegge i partecipanti da improbabili default. Controlli rigorosi vengono predisposti sia da enti pubblici (Consob e Banca d’Italia) che privati (ispezioni interne alla società, revisori contabili, banca depositaria), nel rispetto dei diritti dei sottoscrittori.

Fra i vantaggi non c’è, però, la garanzia di un rendimento o dell’integrità del capitale: il valore delle attività sottostanti, infatti, è mutevole.

Il servizio di gestione collettiva del risparmio

Agli OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio) è riservata la prestazione del servizio di gestione collettiva del risparmio. Nella fattispecie, gli attori principali sono due: la SGR (Società di Gestione del Risparmio), che istituisce, promuove e gestisce il fondo, stabilisce le strategie di investimento, cura i rapporti con i partecipanti e si assume la responsabilità dei risultati ottenuti. A stretto contatto agisce la banca depositaria, che custodisce gli strumenti finanziari del fondo e verifica che ogni operazione sia compatibile con le normative vigenti. Infine, la società di revisione è incaricata di certificare la correttezza dei bilanci.

La seconda figura rilevante è la SICAV (Società di Investimento a Capitale Variabile). È una versione alternativa in cui gli investitori sono in realtà azionisti della società. A differenza dei fondi comuni, che sono patrimoni separati, le SICAV hanno personalità giuridica e un capitale variabile, in funzione delle sottoscrizioni o dei rimborsi delle azioni.

La quota

Chi sottoscrive un fondo comune acquista quote. Il prezzo unitario di queste quote è chiamato NAV (Net Asset Value) e viene calcolato ogni giorno dividendo il valore complessivo del fondo per il numero di quote in circolazione. Il NAV riflette l’andamento dei titoli in portafoglio: quando il controvalore di quest’ultimo sale, cresce pure la quota; viceversa, se le Borse scendono, il NAV diminuisce.

Fondi chiusi

La suddivisione prioritaria è tra fondi chiusi e aperti. I fondi chiusi si contraddistinguono per finestre di collocamento ristrette e per l’impossibilità di chiedere il rimborso delle quote prima della scadenza. Il capitale raccolto rimane investito per l’intera durata del fondo e solo al termine viene restituito ai partecipanti. Questa modalità è particolarmente idonea per impieghi di lungo periodo e poco liquidi, come quelli immobiliari, infrastrutturali o nel private equity. In cambio di una minore elasticità, i fondi chiusi offrono talvolta guadagni potenziali più elevati.

Fondi aperti

I fondi aperti concedono, invece, facoltà di ingresso e uscita in qualsiasi momento, al NAV di giornata. Questa struttura esige un grande equilibrio tra requisiti di liquidità e opportunità di rendimento, poiché il gestore deve poter soddisfare in tempi rapidi le domande di rimborso senza penalizzare gli altri aderenti.

Fondi pensione

Sono gli strumenti ideati dal legislatore per garantire ai lavoratori una pensione complementare, in aggiunta a quella erogata dagli enti previdenziali obbligatori. Si differenziano in:

fondi chiusi o negoziali: sono riservati ad apposite categorie di lavoratori e sono istituiti tramite accordi collettivi;

fondi aperti: organizzati da banche, SGR o imprese assicurative, fruibili da chiunque;

PIP (Piani Individuali Pensionistici): contratti individuali stipulati con compagnie di assicurazione, con versamenti liberi, deducibilità fiscale, orizzonte temporale esteso e vincoli all’incasso delle prestazioni.

ETF

Gli Exchange Traded Funds sono una forma particolare di fondo a gestione passiva, il cui intento è riprodurre l’andamento di un indice di mercato. Sono quotati in Borsa, quindi si possono comprare e vendere in tempo reale, esattamente come un’azione. I loro punti di forza sono la trasparenza, i costi di gestione ridotti e la replicabilità fedele del benchmark di riferimento.

Classificazione per asset class

Un criterio essenziale per classificare i fondi è quello delle asset class, ossìa le categorie di strumenti nei quali investono:

fondi azionari: mirano alla crescita del capitale nel lungo termine;

fondi obbligazionari: orientati alla stabilità e ad una rendita periodica;

fondi monetari: caratterizzati da rischi trascurabili e durata molto breve;

fondi bilanciati: combinano azioni ed obbligazioni in proporzioni variabili;

fondi flessibili: lasciano ampio margine decisionale al gestore. Rientrano in questa tipologia i cosiddetti hedge funds (o speculativi), le cui tecniche di gestione derogano in tutto o in parte le norme prudenziali abitualmente usate;

fondi alternativi: legati ad approcci non convenzionali. La scelta dell’asset class è il primo passo verso la definizione di un portafoglio coerente con il profilo di rischio e con gli obiettivi temporali dell’investitore.

Classificazione per stile di gestione

Il terzo criterio è lo stile di gestione, che può essere attivo o passivo.

La gestione attiva cerca di battere il mercato di riferimento selezionando i titoli ritenuti più promettenti e modulando l’esposizione ai vari settori. È una visione dinamica, che richiede competenze, analisi e, di conseguenza, costi maggiori.

La gestione passiva, al contrario, si limita a clonare un indice e si propone di realizzare la medesima performance, al netto di spese minime. È l’impostazione tipica degli ETF e di molti fondi indicizzati.

In un mondo sempre più efficiente e interconnesso, le due filosofie convivono: la prima valorizza l’esperienza e il giudizio del gestore, la seconda punta sulla semplicità e sulla frugalità dei costi.

Conclusione

Con i fondi comuni si conclude il ciclo dedicato agli strumenti finanziari. Ogni fondo è un piccolo organismo vivente, composto da mille cellule diverse – azioni, obbligazioni, valute, materie prime, derivati – che insieme plasmano il DNA dell’investimento moderno. Un DNA flessibile, personalizzabile, che lascia a ciascun investitore la libertà di costruire il proprio patrimonio, come un architetto costruisce una casa, unendo mattoni solidi e fondamenta resistenti.

Se le azioni e le obbligazioni sono i geni originari del sistema, i fondi comuni ne incarnano la combinazione più evoluta: il codice che consente al risparmio di crescere, adattarsi, prosperare nel tempo. Perché investire non è che un modo per dare forma, equilibrio e continuità al nostro personale corredo genetico finanziario.

Total
0
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli collegati
Due mani su scrivania con laptop, calcolatrice e carta bancaria: concetto di conto corrente aziendale
Continua a leggere

Conto corrente aziendale: è veramente gratuito o ci sono “trappole”?

"Conto corrente aziendale gratuito per sempre!" - lo slogan che riempie pubblicità e siti web bancari. Ma dietro questa promessa allettante si nasconde spesso una realtà ben diversa. Commissioni mascherate, servizi a pagamento "opzionali" che diventano indispensabili, e clausole che trasformano il gratuito in costoso nel giro di pochi mesi. È ora di smascherare le vere strategie commerciali delle banche e imparare a leggere tra le righe dei contratti.
Total
0
Share