10 falsi miti sulla pensione: ecco cosa i giovani dovrebbero sapere

I giovani credono a 10 falsi miti sulla pensione che rischiano di compromettere il loro futuro. Da “non andremo mai in pensione” a “il TFR rende sempre di più in azienda”: questa guida sfata le bugie più diffuse su previdenza complementare, fondi pensione e TFR, con consigli pratici per pianificare davvero.
10 falsi miti sulla pensione — giovane professionista pensieroso davanti a un salvadanaio e a un grafico di crescita, simbolo di pianificazione previdenziale e finanziaria.

Scopri i falsi miti sulla pensione che alimentano incertezza. Guida completa su previdenza complementare, fondi pensione e TFR per pianificare il futuro.

Settantuno anni. Questa, secondo l’OCSE, è l’età pensionabile per chi è stato assunto nel 2022. Settantuno. Nel frattempo, l’assegno che riceverà sarà probabilmente modesto, considerato che tra qualche decennio ci saranno pochi lavoratori attivi e molti pensionati da mantenere. Eppure, nonostante questi numeri poco rassicuranti, il tema della previdenza resta avvolto da luoghi comuni e disinformazione.

La startup Ciao Elsa – che prende il nome da Elsa Fornero, l’ex ministra che ha riformato il sistema previdenziale – ha raccolto i dieci falsi miti più diffusi sulla pensione. Un vademecum pensato per il mese dell’Educazione Finanziaria, ma utile tutto l’anno. Perché parlare di pensione non dovrebbe essere un tabù, ma una necessità. Anche a vent’anni.

La Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) offre materiali divulgativi aggiornati. L’ultimo risale a settembre 2025, ed è consultabile sul loro portale. Ma vediamo quali sono i miti da sfatare.


I 10 falsi miti sulla pensione (e perché non reggono)

1. “Non andremo mai in pensione”

Falso. Andremo in pensione, ma forse più tardi di quanto vorremmo. L’età pensionabile si alza periodicamente, è vero, ma la pensione rimane un diritto costituzionale, non una gentile concessione dello Stato.

Ciò che cambia è il margine di manovra. La previdenza complementare, per esempio, può aiutarti a costruire un capitale che integra l’assegno pubblico. Esistono anche strumenti come la RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata), che in determinate condizioni ti permette di uscire prima dal lavoro. Insomma: sì, l’età sale, ma con scelte consapevoli puoi decidere meglio quando smettere di lavorare. E con quanto.

Cosa fare:

  • Controlla l’estratto conto contributivo e verifica gli anni accreditati
  • Fai una simulazione su “La mia pensione futura” dell’INPS per stimare data e importi
  • Pianifica una forma di risparmio integrativo, come un fondo pensione, sfruttando i vantaggi fiscali

2. “Se faccio un fondo pensione e poi mi licenzio, i soldi restano bloccati”

Sbagliato. La posizione non resta bloccata. Puoi trasferirla a un altro fondo più adatto, mantenerla sospendendo i versamenti oppure, dal 2018, riscattare il 100% della posizione se perdi lo status di lavoratore. Attenzione però: in caso di riscatto, perdi la data di prima adesione, e con essa alcuni vantaggi fiscali.

Cosa fare:

  • In caso di cambio lavoro, valuta se mantenere, trasferire o riscattare la posizione
  • Conserva traccia della prima data di adesione alla previdenza complementare, utile ai fini fiscali
  • Informati in anticipo sui documenti necessari per attivare la liquidazione

3. “Se muoio, i miei contributi se li tiene l’INPS”

No, non è così. Esiste la pensione ai superstiti (reversibilità o indiretta) destinata al coniuge e, in alcuni casi, ad altri familiari. Servono almeno 15 anni di contributi, oppure 5 anni di cui 3 nell’ultimo quinquennio prima del decesso.

Anche per la previdenza complementare vale lo stesso principio: se muori in fase di accumulo, il capitale del fondo va ai beneficiari che hai indicato. Se invece muori dopo aver iniziato a percepire la prestazione, dipende dalla modalità scelta: capitale già liquidato o rendita con opzione reversibile.

Cosa fare:

  • Verifica i requisiti di reversibilità della tua cassa (INPS, Cassa Forense, Inarcassa, ENPAM) in base alla tua situazione
  • Conserva documenti come stato di famiglia e certificazioni, utili ai superstiti
  • Valuta di creare un risparmio dedicato per garantire serenità ai tuoi beneficiari

4. “Se faccio il fondo pensione, rischio di perdere tutti i soldi”

Falso. Il patrimonio dei fondi pensione è separato e autonomo: non può essere aggredito dai creditori dell’ente gestore in caso di fallimento. Certo, c’è il rischio di mercato legato alla linea di investimento scelta (azionaria, bilanciata, obbligazionaria, garantita). Ma il rischio, se ben gestito, diventa possibilità di guadagno.

Cosa fare:

  • Scegli una linea coerente con il tuo orizzonte temporale: azionaria se mancano oltre 15-20 anni alla pensione, prudente se sei vicino
  • Valuta soluzioni lifecycle (ribilanciamento automatico in base agli anni mancanti alla pensione)
  • Leggi il regolamento del fondo e la nota informativa per capire regole, tutele e rischi

10 falsi miti sulla pensione: ecco cosa i giovani dovrebbero sapere. I giovani credono a 10 falsi miti sulla pensione che rischiano di compromettere il loro futuro. Da "non andremo mai in pensione" a "il TFR rende sempre di più in azienda": questa guida sfata le bugie più diffuse su previdenza complementare, fondi pensione e TFR, con consigli pratici per pianificare davvero.
10 falsi miti sulla pensione: ecco cosa i giovani dovrebbero sapere. 1

5. “Il fondo pensione conviene solo a chi è vicino alla pensione”

È esattamente il contrario. La previdenza complementare premia la continuità nel tempo. La data di adesione incide sulla tassazione agevolata (dal 15% al 9%) e il capitale beneficia della capitalizzazione composta. Prima inizi, meglio è.

Cosa fare:

  • Se aderisci, evita di riscattare la posizione salvo necessità reale, per non perdere la data di prima adesione
  • Pianifica versamenti sostenibili e aggiornali annualmente
  • Scegli se versare TFR, contributo volontario e contributo datoriale (se ti spetta) in base ai vantaggi fiscali

6. “Meglio lasciare il TFR in azienda: rende sempre di più”

Non proprio. Il TFR in azienda segue una formula di rivalutazione legale (1,5% fisso + 75% dell’inflazione) ed è tassato con aliquota separata (dal 23% al 43%). Il fondo pensione, invece, punta a rendimenti di mercato e offre vantaggi fiscali: deducibilità dei versamenti e aliquota ridotta (dal 15% al 9%).

È vero che in anni di inflazione alta il TFR può rendere di più. Ma su orizzonti lunghi, il fondo pensione registra quasi sempre risultati migliori. Non esiste un “sempre meglio”: dipende da orizzonte, profilo di rischio, costi e contributi datoriali.

Cosa fare:

  • Confronta TFR in azienda vs fondo pensione con uno scenario numerico su più anni
  • Valuta il fondo con costi e rendimenti più adatti al tuo caso
  • Verifica se il tuo CCNL prevede il contributo datoriale

7. “Se cambio lavoro, devo chiudere il fondo”

No. Puoi proseguire, sospendere o trasferire la posizione. Il contributo del datore dipende dal nuovo CCNL o inquadramento, ma la tua posizione resta tua.

Cosa fare:

  • Prima del cambio, verifica regole di trasferimento e tempistiche
  • Se passi a un settore con fondo negoziale dedicato, valuta trasferimento o mantenimento anche in base al contributo datoriale
  • Evita di aprire più posizioni senza una strategia chiara

8. “I costi del fondo pensione mangiano tutto il capitale”

Falso. I costi esistono perché servono a pagare chi gestisce il fondo al posto tuo, e sono regolati. Incidono nel lungo periodo, ma vanno letti insieme a rendimenti, fiscalità e contributi. Esistono oltre 100 fondi pensione, ciascuno con i suoi costi.

Cosa fare:

  • Confronta l’ISC (Indicatore sintetico dei costi) tra diverse forme: le schede sono tutte sul sito COVIP
  • Non scegliere necessariamente il fondo che costa meno: valuta costi, rendimenti e vantaggi come il contributo datoriale
  • Evita sovrapposizioni inutili

9. “Non posso toccare i miei soldi nel fondo prima di andare in pensione”

Non del tutto vero. La normativa prevede anticipazioni per esigenze specifiche: spese sanitarie, acquisto o ristrutturazione prima casa, altre necessità dopo una certa anzianità. Esistono anche riscatti in caso di inoccupazione. Tempi, percentuali e tassazione variano. Il fondo pensione non ha la flessibilità di un conto corrente, ma in caso di necessità reale puoi accedere al capitale.

Cosa fare:

  • Valuta se l’esigenza rientra tra quelle ammissibili
  • Considera l’impatto sulla prestazione finale prima di prelevare
  • Conserva documentazione (fatture, certificati medici) per motivare la richiesta

10. “La pensione pubblica sarà bassissima e non possiamo farci nulla”

In parte vero, in parte no. Gli importi possono essere più bassi dell’ultimo stipendio, ma non è vero che non possiamo farci nulla. L’importo dipende da storia contributiva, gestione previdenziale, carriere continue o discontinue e regole del sistema (retributivo, contributivo, misto). Le stime indicano tassi di sostituzione intorno al 50% dell’ultimo reddito. La previdenza complementare serve proprio a integrare o stabilizzare il reddito futuro.

Cosa fare:

  • Fai una stima personalizzata dell’assegno futuro tramite esperti o simulatori INPS (servizio “La mia pensione futura” su inps.it)
  • Se hai contributi in più gestioni o all’estero, informati su ricongiunzione o totalizzazione
  • Definisci una strategia di integrazione con obiettivi e orizzonte temporale

10 falsi miti sulla pensione: ecco cosa i giovani dovrebbero sapere. I giovani credono a 10 falsi miti sulla pensione che rischiano di compromettere il loro futuro. Da "non andremo mai in pensione" a "il TFR rende sempre di più in azienda": questa guida sfata le bugie più diffuse su previdenza complementare, fondi pensione e TFR, con consigli pratici per pianificare davvero.
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FAQ: domande frequenti sulla pensione

Conviene davvero iniziare a versare in un fondo pensione da giovani?
Sì. Prima si inizia, maggiore è il vantaggio della capitalizzazione composta. Inoltre, la data di prima adesione incide sulla tassazione finale: chi aderisce presto può beneficiare di un’aliquota ridotta fino al 9% invece del 15%.

Cosa succede al fondo pensione se cambio lavoro o perdo il posto?
La posizione non si perde. Puoi mantenerla, trasferirla o, in casi specifici, riscattarla. La scelta dipende dalla tua situazione: se cambi settore, valuta se il nuovo CCNL prevede un fondo negoziale dedicato e se ti conviene trasferire la posizione.


Pianificare oggi per non rimpiangere domani

Parlare di pensione a trent’anni può sembrare prematuro. Ma i numeri dicono altro. Settantuno anni di età pensionabile, assegni sempre più esigui, sistemi previdenziali sotto pressione. La verità è che rimandare costa caro. E credere ai falsi miti costa ancora di più.

La buona notizia? Gli strumenti per integrare la pensione pubblica esistono. Fondi pensione, previdenza complementare, TFR versato nel modo giusto. Basta conoscerli, valutarli e scegliere con consapevolezza. Il futuro non è scritto, ma si può costruire.

Vuoi una consulenza personalizzata sulla tua situazione previdenziale? Inizia da una stima gratuita dell’assegno futuro sul portale INPS o rivolgiti a esperti di previdenza complementare. Prima inizi, più margine hai.

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