Il rapporto OAM-Prometeia 2025, intitolato “Professionisti del credito: mercato, performance e sfide evolutive” ha acceso un faro sulle prospettive del settore della mediazione creditizia. L’analisi, realizzata attraverso interviste a mediatori che rappresentano fino al 41 % dei collaboratori attivi, individua tre direttrici strategiche per affrontare le sfide del domani. Però, al di là del puro “modello”, quello che conta è come queste direttrici vengono tradotte in azioni concrete — e soprattutto come il valore del mediatore emerge, tanto agli occhi del cliente quanto della rete.
Il mercato del credito italiano sta vivendo una stagione di profonde trasformazioni. Da un lato, la ripresa della domanda di finanziamenti e mutui riporta fiducia dopo anni di contrazione; dall’altro, la regolamentazione e la crescente complessità dei prodotti spingono imprese e famiglie a chiedersi: a chi affidarsi per orientarsi in questo labirinto finanziario?
La risposta arriva chiara dal Rapporto OAM–Prometeia 2025, che individua tre direttrici strategiche per lo sviluppo della mediazione creditizia. Ma la vera chiave non è solo nelle analisi di mercato: sta nel modo in cui i professionisti sanno tradurre queste direttrici in valore concreto per i clienti.
Diversificazione: superare l’effetto “monocoltura” del mutuo
Per anni la mediazione creditizia si è giocata quasi esclusivamente sul terreno dei mutui residenziali. Oggi non basta più.
Diversificare significa aprirsi a nuove aree:
- credito al consumo evoluto (per ristrutturazioni, mobilità sostenibile, progetti green),
- finanziamenti per PMI e professionisti,
- soluzioni di consolidamento o liquidità a supporto della crescita.
Per il mediatore, questo non vuol dire soltanto ampliare il portafoglio prodotti, ma diventare un consulente completo, in grado di accompagnare famiglie e imprese lungo più fasi della loro vita finanziaria.
Per il cliente, vuol dire avere un interlocutore unico, indipendente e preparato, capace di costruire un piano su misura senza frammentare le decisioni.
Digitale e piattaforme: da rivali a leve di sviluppo
Il rapporto OAM-Prometeia sottolinea il ruolo dei comparatori online e delle piattaforme digitali come canali di visibilità e acquisizione. Non più avversari, ma partner strategici.
In pratica:
- il cliente trova online informazioni e preventivi,
- il mediatore entra in gioco come filtro qualificante, trasformando numeri e simulazioni in scelte consapevoli.
Perché se il web può essere veloce, solo il professionista sa valutare l’affidabilità, il contesto, la compatibilità di un prodotto con i bisogni reali.
Il vantaggio? Per le famiglie e le imprese significa semplicità d’accesso combinata con la sicurezza di una guida esperta. Una sinergia che restituisce trasparenza e accelera i tempi senza sacrificare la qualità.
Aggregazione: unire forze per contare di più
Il futuro della mediazione non sarà fatto di solisti. Crescono le reti, le collaborazioni, i percorsi di fusione. Non per perdere identità, ma per guadagnare solidità.
Aggregarsi significa:
- condividere investimenti in tecnologia, formazione e compliance,
- aumentare il potere negoziale con banche e partner finanziari,
- offrire ai clienti condizioni migliori e processi più fluidi.
Per il cliente finale, questo si traduce in un servizio affidabile e strutturato, con la garanzia di una rete che unisce prossimità territoriale e forza organizzativa.
Il valore aggiunto del mediatore oggi
Oltre le tre direttrici, rimane la sostanza: cosa rende davvero un mediatore creditizio la scelta giusta per clienti privati e imprese?
- Competenza e chiarezza: un linguaggio semplice per temi complessi, costi e condizioni resi trasparenti fin dal primo incontro.
- Indipendenza: non un venditore di prodotto, ma un consulente che valuta le diverse opzioni sul mercato e sceglie quella giusta.
- Tempo risparmiato: pratiche, documenti, contatti con le banche — tutto filtrato e gestito dal professionista.
- Tutela: lavorare con soggetti iscritti all’OAM significa avere garanzie di vigilanza, formazione continua e rispetto delle regole.
Una professione che cresce con i bisogni del Paese
Le tre direttrici del Rapporto OAM-Prometeia non sono solo linee di business. Sono strategie di fiducia: diversificazione per ridurre le vulnerabilità, digitalizzazione per accorciare le distanze, aggregazione per crescere insieme.
Ma soprattutto, raccontano un settore che non si limita a intermediare: interpreta, accompagna, costruisce soluzioni.
In un tempo in cui il credito è più che mai leva di sviluppo e sicurezza per famiglie, professionisti e imprese, la mediazione creditizia conferma il suo ruolo di snodo vitale. Un mestiere che cambia, sì, ma che resta fondato su una costante: il valore delle persone che lo esercitano con competenza, trasparenza e responsabilità.
Per i lettori di GrifoNews, la conclusione è chiara: quando si parla di credito, affidarsi a un mediatore professionista non è un costo in più, ma un investimento in serenità, efficienza e prospettiva.
