Pensione anticipata per disoccupati: quali possibilità esistono?

Non esiste una pensione anticipata riservata solo ai disoccupati, ma diverse opzioni lo permettono: APE Sociale per over 63, pensione precoci con 41 anni di contributi, Opzione Donna per licenziate da aziende in crisi e NASpI per coprire gli ultimi anni.
Uomo di mezza età guarda verso l’orizzonte accanto a una clessidra e un calendario, simbolo del tempo che passa, per un articolo sulla pensione anticipata per disoccupati.

Il desiderio di raggiungere la pensione il prima possibile accomuna moltissimi lavoratori, soprattutto coloro che si trovano in condizioni di fragilità economica e privi di un’occupazione stabile. La domanda sorge spontanea: esiste una pensione anticipata dedicata esclusivamente ai disoccupati?

La risposta è articolata: non esiste un’unica forma di pensionamento riservata a tutti i disoccupati, ma il nostro ordinamento previdenziale prevede diverse opzioni che, a determinate condizioni, possono agevolare proprio chi è senza lavoro. In questo articolo vediamo insieme quali sono le principali possibilità per i disoccupati di lungo corso e come orientarsi tra prepensionamenti e pensioni vere e proprie.

Non una sola pensione per disoccupati, ma tante vie possibili

Anche se non c’è una pensione anticipata esclusivamente “per disoccupati”, esistono numerosi strumenti previdenziali che tutelano chi si trova in una condizione di disagio occupazionale, offrendo la possibilità di andare in pensione prima rispetto alla normativa ordinaria.

Vediamo insieme le principali opzioni disponibili:

1. APE Sociale: il prepensionamento per i disoccupati di lungo corso

L’APE Sociale non è una pensione vera e propria, ma un sostegno economico a carico dello Stato che accompagna il lavoratore fino alla pensione di vecchiaia (67 anni).

È accessibile a partire da 63 anni e 5 mesi (età aggiornata per il 2025) e tra i beneficiari sono compresi anche i disoccupati di lungo corso. Per accedere, è necessario:

  • Aver terminato il periodo di NASpI o di altra indennità di disoccupazione.
  • Trovarsi ancora in stato di disoccupazione.
  • Avere almeno 30 anni di contributi.

La misura è stata prorogata fino al 31 dicembre 2025, quindi è ancora attiva e può rappresentare una concreta opportunità di uscita anticipata dal mondo del lavoro.

2. Pensione anticipata per lavoratori precoci: 41 anni di contributi

Per chi ha iniziato a lavorare molto giovane, esiste la possibilità di accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, senza vincoli di età. È la cosiddetta pensione dei lavoratori precoci.

I requisiti sono:

  • Almeno 12 mesi di contributi effettivi (non figurativi) versati prima del compimento del 19° anno di età.
  • Essere in una condizione di disagio riconosciuta, tra cui appunto la disoccupazione involontaria di lungo corso (cioè aver perso il lavoro e aver terminato la NASpI).

Attenzione: non è sufficiente essere disoccupati, serve anche essere “precoci” secondo la definizione normativa.

3. Opzione Donna per disoccupate: solo in casi molto specifici

Un’ulteriore possibilità riguarda alcune lavoratrici disoccupate, ma solo in condizioni ben precise: devono essere state licenziate da aziende in crisi, per le quali è stato attivato un tavolo di crisi ministeriale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

In questo caso, possono accedere alla cosiddetta “Opzione Donna”, che consente la pensione anticipata con:

  • 35 anni di contributi.
  • Età anagrafica ridotta (61, 60 o 59 anni), in base al numero di figli.

Il trattamento, però, prevede il ricalcolo della pensione con il sistema contributivo, che potrebbe penalizzare l’importo finale.

4. Usare la NASpI per “coprire” gli ultimi anni prima della pensione

Anche se non consente direttamente di andare in pensione prima, la NASpI può aiutare a “traghettare” il lavoratore disoccupato fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici.

Ad esempio: se mancano due anni alla pensione anticipata (ordinaria o di vecchiaia), la NASpI può coprire una parte di questo periodo e garantire un minimo sostegno economico.

Tuttavia, è importante ricordare che:

  • La NASpI non è compatibile con la pensione: nel momento in cui decorre il trattamento pensionistico, la NASpI cessa automaticamente.
  • I contributi figurativi della NASpI valgono ai fini del diritto e della misura della pensione, ma non rientrano nei 35 anni “netti” richiesti per alcune pensioni anticipate, come già approfondito in un precedente articolo.

Come orientarsi tra tutte queste opzioni?

Ogni situazione previdenziale è unica e complessa, soprattutto per chi ha avuto interruzioni lavorative, carriere discontinue o versamenti in più gestioni. Proprio per questo, valutare la propria posizione da soli può portare a errori gravi, anche nella programmazione del pensionamento.

PrevidAge, da oltre 20 anni, affianca i lavoratori nella pianificazione del percorso verso la pensione, valutando:

  • I trattamenti accessibili sulla base dell’età, dei contributi e dello stato occupazionale
  • Le possibilità di anticipare la pensione senza perdere diritti
  • I vantaggi e le criticità di ogni opzione (APE Sociale, pensione precoci, Opzione Donna, cumulo contributivo, ecc.)
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