Una delle leggende metropolitane che circola nel campo della previdenza riguarda i ragionieri iscritti alla CNPR (Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Ragionieri e Periti Commerciali): si dice che possano accedere alla pensione anticipata più facilmente rispetto ai lavoratori iscritti all’INPS. Ma è davvero così? Quali sono le reali opportunità e quali, invece, gli svantaggi da non sottovalutare?
Vediamo nel dettaglio come funziona la previdenza per questa categoria e in quali casi può davvero risultare conveniente o, al contrario, penalizzante.
Chi sono i destinatari? Ragionieri iscritti alla CNPR
Parliamo in particolare dei ragionieri liberi professionisti, iscritti alla CNPR, la cassa professionale dedicata. Si tratta di una gestione autonoma e separata rispetto all’INPS, con un proprio regolamento previdenziale e possibilità di pensionamento che differiscono sensibilmente da quelle previste per la generalità dei lavoratori dipendenti o autonomi.
La pensione anticipata nella CNPR: i requisiti
L’opportunità di accedere alla pensione anticipata per i ragionieri iscritti alla CNPR esiste, ma è accompagnata da alcuni elementi critici da considerare attentamente. Il trattamento anticipato può essere richiesto con:
- 63 anni e 9 mesi di età
- almeno 20 anni di contributi
- calcolo interamente contributivo dell’assegno
A prima vista può sembrare un trattamento di favore rispetto, ad esempio, alla pensione anticipata INPS che richiede 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 mesi per le donne), senza un’età minima. Tuttavia, il sistema di calcolo interamente contributivo adottato dalla CNPR per questo tipo di trattamento può generare una significativa penalizzazione sull’importo dell’assegno, specie in assenza di carriere continuative e con redditi non elevati.
Quando ci sono anche contributi INPS: cumulo o totalizzazione?
Nel caso in cui il ragioniere abbia maturato contributi anche presso l’INPS, le possibilità si ampliano – ma anche la complessità aumenta.
1. Cumulo gratuito dei contributi
Attraverso il meccanismo del cumulo, è possibile sommare gratuitamente i periodi contributivi maturati in CNPR e INPS per ottenere un’unica pensione, erogata in parte da ciascun ente. In questo caso:
- si accede alla pensione con 42 anni e 10 mesi di contributi complessivi (41 e 10 mesi per le donne);
- la quota CNPR viene comunque calcolata con il sistema contributivo, indipendentemente dal numero di anni effettivamente versati nella Cassa.
Questo significa che, pur raggiungendo la pensione con molti anni di lavoro, l’assegno CNPR sarà calcolato con un criterio meno favorevole, penalizzando chi ha maturato una parte consistente della propria carriera all’interno della Cassa.
2. Totalizzazione nazionale
Un’alternativa è rappresentata dalla totalizzazione, anch’essa gratuita, che permette di sommare periodi di contribuzione tra gestioni diverse, con una pensione liquidata da un unico ente (generalmente l’INPS). In questo caso:
- il calcolo sarà integralmente contributivo per tutte le gestioni;
- l’età minima è più elevata (66 anni e 7 mesi + finestra di 18 mesi);
- fa eccezione solo chi può far valere almeno 39 anni di contribuzione effettiva nella CNPR, che potrebbe accedere a un trattamento più vantaggioso.
Tuttavia, chi ha 39 anni nella CNPR potrebbe accedere direttamente alla pensione di vecchiaia autonoma della Cassa, che richiede:
- 40 anni di contributi;
- 68 anni di età per chi è nato dal 1963 in poi.
Davvero un trattamento di favore?
Alla luce di quanto analizzato, la pensione anticipata per i ragionieri iscritti alla CNPR non è sempre più vantaggiosa rispetto a quella garantita dall’INPS. Anzi, in molte situazioni, può risultare economicamente meno favorevole, soprattutto a causa dell’applicazione del sistema contributivo puro per il calcolo della prestazione.
Il vero vantaggio, per molti, consiste nella flessibilità delle opzioni disponibili e nella possibilità di scegliere tra più strade per costruire una strategia pensionistica su misura: pensione autonoma CNPR, cumulo, totalizzazione o pensione INPS, ciascuna con condizioni e calcoli differenti.
Il ruolo della consulenza previdenziale
Proprio perché il quadro normativo è articolato e soggetto a frequenti modifiche, è fondamentale affidarsi a esperti in materia previdenziale, in grado di analizzare ogni singolo caso in base alla carriera, alla storia contributiva e agli obiettivi personali.
