Introduzione
Già in età preistorica il bisogno di garantire la propria incolumità è essenziale per l’uomo, che elabora modelli assistenziali allo scopo di accumulare riserve di cibo per l’inverno o per affrontare le difficoltà della vita quotidiana. I due principi basilari delle assicurazioni, ossia l’associazione di più persone con finalità mutualistiche e il trasferimento del rischio da un soggetto all’altro, hanno radici antichissime.
L’antichità
Le prime e forse più arcaiche versioni di assicurazione risalgono all’Egitto, dove, intorno al 2.700 a.C., viene istituita una sorta di cassa collettiva per pagare le esequie dei lavoratori manuali. In seguito, i mercanti babilonesi, fenici e persino cinesi utilizzano forme simili di tutela per coprire il rischio di perdita del carico durante il trasbordo. Verso il 1.750 a.C., ai tempi del regno del babilonese Hammurabi, il suo famoso Codice contiene, tra l’altro, alcune disposizioni che consentono ai commercianti di ottenere prestiti per finanziare le loro spedizioni. In cambio, corrispondono un extra per garantirsi la cancellazione del debito nell’eventualità dell’affondamento della nave e della distruzione dei beni trasportati. È il primo esemplare di assicurazione marittima.
L’antichità classica
Nell’antica Grecia la cittadinanza concorre alle spese funerarie delle famiglie meno abbienti. Altrettanto avviene nella Roma repubblicana ed imperiale: nel I secolo d.C., in età augustea, si diffondono i collegia tenuiorum, sodalizi che permettono a persone di basso rango sociale di ricevere assistenza in caso di malattie, morte, danni alle proprietà. Questo concetto sarà il caposaldo delle attuali mutue.
Il Medioevo
Nell’alto Medioevo, tra VIII e X secolo, le gilde sono corporazioni di artigiani che offrono sostegno agli associati. Il contratto assicurativo moderno si afferma nelle signorie italiane del Duecento e del Trecento per soddisfare particolari necessità mercantili. L’intensa espansione degli scambi, soprattutto via mare, fa emergere l’urgenza di regolare i traffici marittimi e salvaguardare le merci dalle insidie della navigazione e dalle incursioni dei pirati. Nel secolo successivo si impone la forma scritta, più indicata per siglare accordi tra le parti. Il più antico documento è datato 11 maggio 1189. È un testo che comprova l’assicurazione del trasporto di un veliero diretto da Genova a Barcellona, per una tariffa di 12.000 lire genovesi.
Le Repubbliche marinare
Nel XIV secolo, a Genova e in altre città marinare italiane, si sviluppano le prime polizze marittime. Il primo codice in materia viene predisposto nel 1369 nella città ligure dal doge Gabriele Adorno, mentre la prima società di assicurazioni nasce, nella stessa città, nel 1424, e si chiama Tam mari quam terra. Agli inizi sono gli stessi armatori, i mercanti e i banchieri ad assumersi l’azzardo, dietro pagamento di una somma in denaro (il premio), versando un indennizzo in conseguenza del danno. Ma presto l’estensione dei traffici e il moltiplicarsi di dissesti finanziari di queste imprese richiede il coinvolgimento di un soggetto terzo e specializzato nella gestione dei rischi.
Il XVII secolo
Lo schema definitivo delle assicurazioni si delinea tra Seicento e Settecento. A Londra nel 1680 viene stipulata la prima polizza contro gli incendi, alquanto frequenti in una città battuta dal vento e disseminata di edifici in legno, assai infiammabili. E nella capitale britannica si stabilisce una delle prime, più celebri e longeve compagnie, i Lloyd’s. Agli albori è solo una taverna, aperta da Edward Lloyd per rendere confortevole a commercianti, marinai ed armatori discutere i propri affari. Visto il grande successo riscontrato dai suoi bollettini sui viaggi delle navi merci, nel 1688 la coffee house si concentra sull’offerta di coperture marittime; quindi, si struttura e ramifica le sue attività in molteplici branche, incluse quelle legate alla vita, alla salute e alla proprietà.
Tra XVIII e XIX secolo
Nel Settecento sorgono le prime compagnie di assicurazione contro gli incendi. Una delle più note è la Philadelphia Contributionship, fondata nel 1752 da Benjamin Franklin. Il famoso scienziato sfrutta la sua influenza per promuovere la cultura assicurativa. All’Inghilterra si deve, nel 1762, la prima formula assicurativa sulla vita, con la pubblicazione delle tavole di mortalità. Il regio decreto dal Re d’Inghilterra Giorgio III conferisce al settore un’importante legittimazione ufficiale. Tra Ottocento e Novecento in Europa e Nord America ha origine l’odierno mercato assicurativo, grazie all’incessante urbanizzazione e industrializzazione, che aumentano la domanda di protezione dai pericoli dell’esistenza quotidiana.
Il contesto italiano
Quanto all’Italia, è solo nel 1825 che viene avviata, a Milano, la prima società nazionale di assicurazione sulla vita e contro gli incendi. Nel medesimo anno il re sabaudo Carlo Felice autorizza l’operatività della Società Reale di Assicurazione Mutua per il risarcimento dei danni da incendio. Nel 1831 viene costituita a Trieste l’Imperial Regia Privilegiata Compagnia di Assicurazioni Generali Austro-Italiane. Tuttavia, Generali, pur possedendo fin dagli esordi una vocazione mitteleuropea, sorge sì in territorio italiano, ma sotto il dominio dall’Impero asburgico.
Agli inizi del Novecento lo Stato esercita un controllo crescente sulle attività assicurative. Ne è un esempio nel 1912 la fondazione, per volontà del Governo Giolitti, dell’INA (Istituto Nazionale delle Assicurazioni), ente pubblico che avrà per decenni il monopolio dell’offerta vita. Privatizzata nel 1994, verrà nel 2013 incorporata nel gruppo Generali. Nasce, invece, nel 1933, l’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro), tuttora esistente e deputato a tutelare gli infortuni per numerose categorie di lavoratori.
XX e XXI secolo
Nel secolo scorso le coperture disponibili si ampliano e si diversificano. L’assicurazione diventa un elemento fondamentale dell’economia globale. La sempre maggiore complessità del business spinge ad introdurre modalità di regolamentazione e protezione, a difesa dei consumatori e della stabilità patrimoniale delle imprese. Si rafforza la sua funzione sociale. Infine, nel XXI secolo la tecnologia trasforma il comparto. L’avvento dei big data, dell’intelligenza artificiale e dei sistemi di blockchain agevola l’estrema personalizzazione delle polizze, contribuendo al miglioramento dell’efficienza nella gestione dei sinistri.
Conclusione
La storia dei contratti assicurativi è una testimonianza significativa della capacità umana di difendersi dai rischi e dalle incertezze dell’esistenza. Attraverso il passaggio dai primordiali accordi tra mercanti alle moderne tipologie, più articolate e regolamentate, l’assicurazione ha costantemente modificato il proprio ruolo, tanto da configurarsi oggi come componente cruciale ed irrinunciabile del tessuto economico e sociale contemporaneo. Guardando al futuro, l’industria assicurativa continuerà ad affinare i propri processi evolutivi, rispondendo alle nuove sfide ed opportunità di un mondo in perenne fermento.
