La stagione degli acquisti natalizi si conferma il periodo più pericoloso dell’anno per chi fa shopping online. Non è allarmismo: i numeri della Polizia Postale per il 2024 fotografano una realtà inquietante con 181 milioni di euro sottratti attraverso truffe digitali, un incremento del 32% rispetto all’anno precedente. Solo nel commercio elettronico, le denunce hanno raggiunto quota 8.672 casi, rappresentando il 46% delle truffe totali registrate nel corso dell’anno.
L’equazione perversa: più acquisti, più truffe
Il Norton Cyber Safety Insights Report Holiday 2025 rivela che il 99% degli acquirenti italiani effettuerà almeno una parte dello shopping natalizio online. Un dato che da solo spiega l’esplosione delle frodi: dove c’è denaro in movimento, ci sono i truffatori. E quest’anno hanno strumenti più sofisticati che mai.
Durante il Black Friday 2025, Consumerismo No Profit ha registrato un’impennata dei tentativi di truffa fino al +400% rispetto agli altri periodi dell’anno. Non si tratta di un fenomeno marginale: secondo un’analisi di Facile.it, 2,8 milioni di italiani hanno subito nel 2024 una truffa o un tentativo di frode legato agli acquisti online, con danni economici complessivi che sfiorano i 500 milioni di euro, più del doppio delle cifre ufficiali.
L’intelligenza artificiale: alleata di consumatori e criminali
L’aspetto più insidioso della stagione natalizia 2025 è l’uso massiccio dell’intelligenza artificiale da entrambe le parti della barricata. Il 35% degli italiani prevede di utilizzare strumenti come ChatGPT per trovare idee regalo, in aumento rispetto al 25% del 2024. Ma i truffatori usano le stesse tecnologie per creare email di phishing più credibili, siti web clonati perfettamente funzionanti e messaggi personalizzati che sembrano provenire da fonti legittime.
“I truffatori prosperano sfruttando la pressione, la distrazione e le decisioni emotive, e il periodo delle festività offre tutto questo in abbondanza”, spiega Leyla Bilge di Norton. “Non aspettano che tu commetta un errore: contano sul fatto che tu sia occupato, stressato e di fretta.”
I social media: vetrina perfetta per le truffe
Il 44% degli italiani ha già effettuato acquisti natalizi tramite annunci pubblicitari sui social media, percentuale che sale al 64% tra la Generazione Z. Ma questa comodità ha un prezzo salato: l’81% delle vittime di truffe natalizie attraverso i social ha perso denaro, con una perdita media di 172,70 euro a persona.
Gli esperti di EclecticIQ hanno rilevato una rete di quasi 4.700 siti di shopping fasulli in USA ed Europa, creati esclusivamente per rubare i dati delle carte di credito durante il periodo natalizio. Molti di questi siti vengono pubblicizzati proprio attraverso i social network, sfruttando la familiarità degli utenti con queste piattaforme.
Le cinque regole d’oro (e perché funzionano davvero)
1. Rivenditori verificati: non solo un consiglio di buon senso
Quando acquisti da un venditore su Facebook Marketplace o Instagram senza sito ufficiale, rinunci automaticamente alle tutele previste dalle norme a protezione dei consumatori. Barbara Strappato, dirigente della Polizia Postale, sottolinea che recuperare il denaro da questi canali è “un’impresa titanica” perché i siti fraudolenti “vengono messi su e buttati giù velocemente, appena raggiungono un numero adeguato di truffe”.
Prima di acquistare, verifica sempre la presenza di:
- Partita IVA italiana o europea
- Indirizzo fisico della sede legale
- Numero di telefono fisso (non solo cellulare)
- Politiche di reso e rimborso chiaramente specificate
- Certificati di sicurezza come Trust o VeriSign Trusted
2. Il prezzo troppo bello: l’esca più antica del mondo digitale
Nel 2024, 2.120 persone sono state indagate per truffe nel commercio elettronico, e la strategia più comune resta quella del prezzo irresistibile. Un iPhone 15 a 300 euro, una PlayStation 5 a 200 euro: prezzi che sfidano la logica del mercato dovrebbero sempre far scattare un campanello d’allarme.
Sempre la Polizia Postale raccomanda di verificare su più siti prima di procedere all’acquisto. Se il prezzo si discosta del 30-40% o più dalla media, è probabile che si tratti di merce contraffatta, rubata o, più semplicemente, inesistente.
3. Vedere l’oggetto di persona: l’antidoto al deposito fantasma
Una tecnica diffusissima consiste nel chiedere un “deposito per riservare l’articolo” prima ancora che l’acquirente possa vedere la merce. Questo deposito, quasi sempre richiesto tramite bonifico bancario, sparisce insieme al venditore.
Il bonifico bancario, a differenza dei pagamenti con carta o PayPal (opzione “beni e servizi”), non offre alcuna protezione in caso di truffa. I soldi, una volta trasferiti, sono praticamente impossibili da recuperare, soprattutto quando confluiscono in conti esteri, come spesso accade secondo i dati della Polizia Postale.
4. La truffa del “rimborso con interessi”: quando l’avidità costa cara
Questa variante è particolarmente insidiosa: il venditore chiede di ricevere un pagamento promettendo di restituire la somma maggiorata, come fosse un regalo o un bonus per la fedeltà. La domanda chiave è sempre la stessa: perché una persona dovrebbe chiederti di inviarle soldi per poi restituirteli con un extra? La risposta è semplice: perché quei soldi non li rivedrai mai più.
Il fenomeno del falso trading online, che nel 2024 ha rappresentato l’80% dei 181 milioni di euro sottratti con truffe digitali in Italia, funziona spesso con meccanismi simili: promesse di guadagni facili che si trasformano in perdite certe.
5. Metodi di pagamento: la differenza tra protezione e vulnerabilità
Usare l’opzione “Famiglia e Amici” di PayPal per pagare uno sconosciuto equivale a rinunciare volontariamente a ogni tutela. Questa funzione, pensata per trasferimenti tra persone che si conoscono e si fidano, elimina la possibilità di contestare il pagamento e richiedere un rimborso in caso di truffa.
Le modalità di pagamento sicure includono:
- Carte di credito (con possibilità di chargeback)
- PayPal opzione “Beni e Servizi”
- Servizi di pagamento protetti come Satispay o Apple Pay
- Bonifici solo verso aziende verificate con partita IVA
I campanelli d’allarme da non ignorare
La Polizia Postale aveva registrato nel periodo di Natale 2024 oltre 82.000 segnalazioni attraverso il Commissariato online, con 3 milioni di visite al sito. Le tipologie di truffe più comuni hanno incluso:
- Phishing e varianti: email, SMS (smishing) o chiamate vocali (vishing) che sembrano provenire da corrieri, banche o enti ufficiali. Durante le festività, i falsi messaggi UPS, FedEx, DHL o BRT si moltiplicano esponenzialmente.
- Siti clonati: copie perfette di negozi online legittimi, con URL leggermente diversi dall’originale. La presenza del lucchetto HTTPS non è più garanzia di sicurezza: anche i siti fraudolenti ora utilizzano certificati SSL.
- Annunci troppo brevi: quando un annuncio fornisce pochissime informazioni sul prodotto o sul venditore, spesso nasconde qualcosa. Le foto troppo perfette o copiate da altri siti sono un altro segnale di allarme.
- Pressione temporale: “Ultimi pezzi disponibili”, “Offerta valida solo per oggi”, “Altri 5 utenti stanno visualizzando questo articolo”. Queste tecniche di urgenza artificiale servono a disattivare il pensiero critico e spingere all’acquisto impulsivo.
Le truffe natalizie più diffuse: riconoscerle per evitarle
| Tipo di truffa | Come funziona | Segnali di allarme | Come difendersi |
|---|---|---|---|
| Sito clone | Copia perfetta di e-commerce noti con URL leggermente diverso (amazzon.it invece di amazon.it) | URL con errori di ortografia, dominio recente, mancanza di recensioni verificate | Digitare sempre l’URL direttamente nel browser, verificare il certificato SSL, controllare i contatti aziendali |
| Deposito fantasma | Il venditore chiede un anticipo per “bloccare” l’articolo prima di mostrarlo | Richiesta di bonifico immediato, urgenza artificiale, impossibilità di vedere l’oggetto di persona | Mai pagare prima di aver visto la merce, usare solo piattaforme con garanzie, preferire pagamenti tracciabili |
| Social commerce fake | Annunci su Facebook/Instagram con prezzi stracciati per prodotti inesistenti | Profilo venditore recente, nessuna recensione, foto rubate da altri siti, solo pagamenti non tracciabili | Verificare anzianità del profilo, cercare le foto con Google Immagini, leggere feedback di altri acquirenti |
| Phishing corrieri | Email/SMS falsi da DHL, UPS, FedEx con link a siti malevoli | Mittente sospetto, errori grammaticali, richiesta dati sensibili, link abbreviati | Non cliccare sui link, accedere direttamente al sito del corriere con tracking number, verificare con il venditore |
| Falso operatore bancario | Chiamata da finto dipendente della banca che chiede di trasferire denaro su “conto sicuro” | Richiesta di spostare soldi urgentemente, pressione psicologica, numero sconosciuto | La banca non chiede mai di trasferire soldi, riagganciare e chiamare il numero ufficiale |
| Rimborso maggiorato | Il venditore offre di restituire più soldi di quanti ne riceve come “bonus” | Promessa di guadagno facile, richiesta di anticipo, logica assurda della transazione | Chiedersi sempre: perché dovrebbe darmi più soldi? Se sembra assurdo, è una truffa |
| Marketplace truffa | Nuovi siti e-commerce con prezzi impossibili, spariscono dopo Natale | Dominio registrato da pochi giorni, nessuna informazione societaria, solo bonifico come pagamento | Verificare anzianità dominio su who.is, cercare recensioni indipendenti, diffidare di prezzi sotto del 40% |
| Falso figlio/parente | Messaggio WhatsApp da numero sconosciuto che finge di essere un familiare in difficoltà | “Ciao mamma/papà, ho perso il telefono”, richiesta urgente di soldi, nuovo numero | Chiamare il numero abituale del familiare, non cedere alla fretta, verificare l’identità con domande personali |
📊 Perdita media per tipologia (dati 2024)
- Falso trading online: €12.500 per vittima (80% del totale truffe)
- Phishing bancario: €3.200 per vittima
- E-commerce fraudolento: €1.080 per vittima
- Social commerce fake: €172 per vittima
Fonte: elaborazione su dati Polizia Postale 2024, Norton Cyber Safety Report 2025, Consumerismo No Profit
Generazione Z: i nativi digitali non sono immuni
Contrariamente alla narrazione comune che vede gli anziani come principali vittime delle truffe online, i dati 2024 rivelano che le fasce d’età più colpite sono quelle tra i 25-34 anni e i 45-54 anni, con un’incidenza superiore all’8%. La Generazione Z, pur essendo cresciuta con la tecnologia, mostra comportamenti rischiosi: il 64% acquista tramite annunci sui social media e il 49% prevede di usare ChatGPT per gli acquisti natalizi.
Il 73% degli italiani ammette di lasciarsi influenzare dalle promozioni durante la stagione natalizia 2025, in crescita rispetto al 60% del 2024. E il 43% dichiara di essere propenso ad approfittare immediatamente di un’offerta senza verificarne la provenienza.
Cosa fare se sei già stato truffato
Se sei caduto vittima di una truffa online, il tempo è essenziale:
- Denuncia immediata: rivolgiti alla Polizia Postale o presenta denuncia attraverso il sito del Commissariato online. Anche se l’importo è piccolo, la segnalazione aiuta a tracciare i truffatori.
- Blocca la transazione: contatta immediatamente la tua banca o l’emittente della carta di credito per bloccare eventuali addebiti futuri e contestare la transazione.
- Documenta tutto: salva screenshot di annunci, conversazioni, ricevute e qualsiasi comunicazione con il venditore. Questo materiale sarà fondamentale per le indagini.
- Cambia le password: se hai condiviso credenziali o dati personali, modifica immediatamente le password di tutti gli account, in particolare quelli bancari e email.
- Monitora i tuoi conti: controlla estratti conto e movimenti bancari per individuare eventuali addebiti non autorizzati.
Il ruolo della prevenzione
“Quando siamo interessati a qualcosa, un po’ scemano le nostre autodifese”, spiega Barbara Strappato della Polizia Postale. “Quel tempo che dedichiamo alla verifica ci preserva da cose che non vogliamo ci accadano: essere truffati. Utilizziamo Internet anche per cercare di difenderci perché è un mezzo di ricerca potente.”
Il Cyber Safety Sunday, istituito da Norton per il 30 novembre 2025, incoraggia i consumatori a dedicare una giornata alla verifica della propria sicurezza digitale prima del picco degli acquisti natalizi: aggiornare password, verificare i dispositivi, controllare i permessi delle app e rivedere le impostazioni di privacy sui social media.
Ricorda: la sicurezza è un regalo che fai a te stesso
Con 54.554 fascicoli di indagine aperti e 7.884 persone denunciate nel 2024 dalla Polizia Postale, il crimine informatico non è un fenomeno marginale ma una realtà strutturale del commercio digitale. La buona notizia è che la maggior parte delle truffe può essere evitata con semplici accorgimenti e un pizzico di scetticismo salutare.
Rallentare di cinque minuti per verificare un sito, resistere alla tentazione di un’offerta troppo vantaggiosa, scegliere metodi di pagamento tracciabili: piccole azioni che possono salvare il tuo Natale da una spiacevole sorpresa. Perché l’unico regalo che nessuno vuole trovare sotto l’albero è un conto svuotato e un pacco che non arriverà mai.
La tecnologia ha reso lo shopping più comodo, ma anche più rischioso. La differenza tra un Natale sereno e uno rovinato da una truffa spesso si riduce a quanto siamo disposti a fidarci del nostro istinto quando qualcosa ci sembra troppo bello per essere vero. Perché, come insegna la saggezza popolare digitale del 2025, probabilmente è proprio così.
