La rivoluzione del design: le prime sedie iconiche di Breuer, Van der Rohe e Rietveld nel mito di Bauhaus e De Stijl

Sedie iconiche del design: poltrone Barcelona di Mies van der Rohe con modella in posa

Quando nasce il design moderno? Ufficialmente con nomi iconici della rivoluzione Industriale come Michael Thonet e  Josiah Wedgwood, il padre dei ceramisti inglesi. I modelli presentati alla prima esposizione universale di Londra nel 1851 fanno notizia: di qui in poi il design diventa una professione. ‘Biegen oder brechen’ ovvero ‘Piegare o rompere’: il motto di Thonet riassume la sua instancabile filosofia di vita e la sfida tecnica di piegare il legno di faggio con il vapore, superando i limiti dell’artigianato.

Il legno si curva e l’arte entra a far parte del quotidiano assumendo forme più leggere, semplificate. Nel 1859 nasce la Thonet n. 14, realizzata per il caffè Daum di Parigi.

‘Less is more’: il Bauhaus e la sedia Vassily di Marcel Breuer

Il Bauhaus nasce nel 1919 a Weimar, in Germania, dalla sintesi visionaria Walter Gropius tra arte, artigianato e industria. L’obiettivo è creare oggetti belli e funzionali.
Il motto della scuola di design più celebre d’Europa è ‘Less is more’: linee semplici e pulite, senza elementi decorativi ampliando la sfida tecnica a materiali come vetro, acciaio e cemento in architettura.

Ed è così che Marcel Breuer e Ludwig Mies van der Rohe arrivano a modelli destinati a fare storia. Tra i più celebri la sedia Wassily, così chiamata in onore del grande pittore Vasilij Kandinskij, insegnante della scuola, che tra i primi vede il prototipo, rimane colpito dall’eleganza plastica innovativa e ne ne vuole una per sé.

Rivoluzionaria per l’uso geniale del tubolare d’acciaio piegato, è ispirata al telaio di una bicicletta. Sedile, schienale e braccioli sono in cuoio. Negli anni ’60 l’imprenditore Dino Gavina le attribuisce il celebre nome. E’ stata commercializzata dalla Standard Möbel, che nel 1929 viene assorbita dalla Thonet.

Rarissimi esemplari storici degli anni ’20 – ’30 hanno un valore museale che si aggira sugli 8.000 € – 12.000 €. La firma di Marcel Breuer impressa sulla base, unita al logo Knoll Studio o alle vecchie etichette cartacee Gavina fa raddoppiare la quotazione nelle aste di modernariato.
Tra gli altri capolavori del Bauhaus: la sedia Cesca di Breuer (del 1928, acquisita poi da Knoll e prodotta ancora oggi) e la sedia Barcelona (1929) di Mies van der Rohe, dalla forma scultorea, progettata per l’esposizione universale a Barcellona per il padiglione della Germania.

La sedia Weissenhof ha un potere magnetico straordinario: progettata nel 1927 da Van der Rohe e dalla disegnatrice Lilly Reich è una delle prime e più celebri sedie a sbalzo (Cantilever). Rinuncia alle classiche quattro gambe per sostenersi su un telaio tubolare d’acciaio sagomato a forma di ‘C’ che sfrutta l’elasticità del materiale. Presentata nel 1927 nell’Esposizione di Weissenhof a Stoccarda, celebra un quartiere sperimentale progettato da Van der Rohe dedicato all’architettura moderna.

Il capolavoro del movimento De stijl: la sedia Rossa e Blu di Rietveld venduta a 266.500 dollari

La sedia Red Blue, progettata nel 1919 da Gerrit Rietveld, è il capolavoro del movimento neoplastico avviato dal pittore Piet Mondrian e da Theo van Doesburg fondatori della rivista De Stijl nel 1917. Il loro intento è quello di arrivare ad un’estetica essenziale, geometrica, utilizzando linee nere e colori primari.

Le aste si impennano con i pezzi realizzati all’inizio degli anni ’20: esemplari storici o personalizzati hanno fermato il martello tra i 150.000 e 250.000 dollari. Rietveld ha disegnato versioni personalizzate rosa e verde mare per la pittrice olandese Charley Toorop. Una di queste varianti è stata battuta all’asta ad Amsterdam per 264.000 euro. Nel dicembre 2015, un raro e primo esemplare della Red Blue Chair è stato aggiudicato da ⁠Phillips per 266.500 dollari (Fonte: Phillips Auction). Nel 2007, una versione laccata bianca ha raggiunto i 264.000 euro da Christie’s (Fonte: Wright Auction).

Versioni d’epoca come la collezione Truus Schröder o Michael Maharam sono passate per Sotheby’s con valutazioni oltre i 200.000 dollari. Altri capolavori di Rietveld, come la celebre sedia Zig-Zag (1934) , hanno registrato vendite su Sotheby’s per cifre variabili dai 40.000 ai 60.000 dollari per pezzo.

L’iconica poltrona ‘Hoge Stoel’ di Rietveld faceva parte della collezione personale di Christo e Jeanne-Claude, celebre coppia di artisti contemporanei. È stata venduta all’asta da ⁠Sotheby’s a Parigi, durante la vendita dedicata al loro studio privato nel febbraio 2021 a 214.200 dollari. Nello stesso catalogo una sedia Rossa e Blu battuta a 260.090 dollari.

La Beugel Stoel, disegnata da Rietveld, è stata ideata per il grande magazzino olandese Metz & Co nel 1927. E’ composta da tre elementi chiave: due strutture identiche ai lati sostengono la seduta ‘fluida’ in legno laminato.

Approfondimento

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Questo approfondimento prende spunto dall’articolo pubblicato da Cristina Luciano dedicato alle sedie che hanno segnato la storia del design. GrifoNews ne propone una rielaborazione editoriale, ampliando il contesto storico, artistico e collezionistico attraverso nuovi approfondimenti e dati di mercato. Sul suo sito troverete una interessante galleria.

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La sedia di Mollino stimata 120.000 euro e il tavolo da 6 milioni di dollari

Le sedie hanno interpretato lo spazio in modo molto diverso prendendo forme morbide o austere entrando spesso nell’immaginario popolare. E’ il caso della Butterfly chair, progettata per la prima volta nel 1938 dagli architetti Antonio Bonet, Jaun Kurchan e Jorge Ferrari Hardoy per un ufficio di Buenos Aires. E’ stata prodotta inizialmente da Artek-Pascoe e dal 1947 da Knoll. Il telaio in acciaio è ricoperto da un guanto di pelle con la caratteristica forma a farfalla.

Imponente e altezzosa, la Hill House 1 di Cassina è stata originariamente disegnata nel 1902 da Charles Rennie Mackintosh come oggetto d’arredo per la Hill House in Scozia. Minimale nelle forme è in legno di frassino tinto nero, si ispira al Giappone e ha uno schienale altissimo: ben 141 cm da terra. E’ stata inserita nella prestigiosa collezione I Maestri nel 1974.

L’Italia non è da meno, soprattutto se si parla del Gaudì del design Carlo Mollino. La sedia per la Galleria Lattes (1951), riprodotta in pochissimi esemplari, raggiunge facilmente stime in asta tra gli 80.000 e i 120.000 (Fonte: Cambi). Il genio italiano dell’arredo ha registrato record astronomici nelle vendite: 6.181.350 di dollari per il tavolo in legno e vetro (1950) venduto da Sotheby’s a New York il 29 ottobre 2020. Alla prossima puntata per approfondire il mondo e le intuizioni di Gio Ponti, Dino Gavina e Carlo Mollino!

FAQ

Domande frequenti sul design moderno

Il design moderno nasce tra la seconda metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, quando industria, tecnica e progettazione iniziano a dialogare in modo sistematico. Figure come Michael Thonet e Josiah Wedgwood anticipano l’idea dell’oggetto prodotto in serie, bello, funzionale e accessibile.

La Thonet n. 14 è considerata una delle prime grandi icone del design moderno perché unisce innovazione tecnica, produzione industriale e semplicità formale. Il legno curvato a vapore permise di creare una sedia leggera, resistente, smontabile e adatta alla diffusione su larga scala.

Il Bauhaus rappresenta il passaggio decisivo verso una progettazione fondata su funzione, essenzialità e rapporto tra arte, artigianato e industria. La scuola fondata da Walter Gropius nel 1919 trasformò mobili, edifici e oggetti quotidiani in manifesti di una nuova estetica moderna.

La sedia Wassily è celebre per l’uso innovativo del tubolare d’acciaio piegato, ispirato alla struttura della bicicletta. Breuer sostituì la massa del mobile tradizionale con una struttura leggera, geometrica e industriale, destinata a diventare uno dei simboli del Bauhaus.

Il valore dipende da rarità, provenienza, stato di conservazione, periodo di produzione e documentazione. Gli esemplari storici di sedie Bauhaus possono raggiungere diverse migliaia di euro, mentre alcune opere di Gerrit Rietveld legate al De Stijl hanno superato nelle aste internazionali soglie molto più elevate.

Tra le sedie più iconiche del design moderno rientrano la Thonet n. 14, la Wassily e la Cesca di Marcel Breuer, la Barcelona di Mies van der Rohe, la Red Blue Chair di Gerrit Rietveld e la Hill House 1 di Charles Rennie Mackintosh. Sono oggetti che hanno trasformato la sedia da semplice arredo a manifesto culturale, tecnico ed estetico.

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