Come abbiamo trasformato la corrispondenza professionale in un libretto d’opera burocratico
Disclaimer! C’è stato probabilmente un momento nella storia aziendale italiana in cui qualcuno, da qualche parte, ha premuto un pulsante invisibile. Da allora, ogni singola email professionale – dalla proposta di acquisizione miliardaria alla richiesta di carta igienica per il bagno del terzo piano – ha iniziato a trascinare dietro di sé una coda di testo legale più lunga della sciarpa invernale di Pippo.
Anatomia di un’illusione collettiva
Prendiamo il classico disclaimer: “Questa comunicazione ha carattere riservato ed è coperta da segreto professionale“. Magnifico. Peccato che tu lo stia scrivendo dopo aver inviato un’email con oggetto “Torta per il compleanno di Giulia – chi porta i piatti?” a quindici colleghi. Il segreto professionale, evidentemente, copre anche la scelta tra millefoglie e tiramisù.
Ma il vero capolavoro arriva di solito con l’avvertimento: “Qualora non siate i destinatari della comunicazione Vi preghiamo di avvertire il mittente con sollecitudine“. Perché, si sa, chi riceve per errore un’email riservata – magari contenente strategie aziendali sensibili – la prima cosa che fa è pensare: “Oh no! Devo assolutamente rispondere educatamente per segnalare l’errore!“. Non stamparla. Non inoltrarla ai concorrenti. No, la priorità è salvaguardare i sentimenti del mittente distratto.
Il GDPR come talismano medievale
E poi c’è lui: il GDPR. Il Regolamento (UE) 679/2016, citato con la reverenza solitamente riservata alle sacre scritture. “Questo messaggio Le viene inviato in osservanza del Regolamento…“
Peccato che il GDPR si applichi comunque, che tu lo scriva o no. È come se ogni mattina, uscendo di casa, dichiarassi solennemente: “Sto camminando in osservanza della legge di gravità“. Spoiler: la gravità se ne infischia delle tue dichiarazioni e continua a funzionare.
Il GDPR non ha bisogno del tuo disclaimer. Il GDPR è. Come la forza di Star Wars, ma con più moduli da compilare.
La difesa legale del castello di carte
“Ma serve come protezione legale!”, protestano i difensori del disclaimer. Permettetemi di dubitarne.
Se invio per errore dati riservati alla persona sbagliata, il mio disclaimer non vale quanto il cartello “Attenti al cane” davanti a un chihuahua. La violazione è avvenuta. Il danno è fatto. Il mio avvocato potrà agitare il disclaimer davanti al giudice quanto vuole – il giudice probabilmente gli risponderà con uno sguardo che in italiano si traduce solitamente con un “Ma davvero?“
È come mettere un lucchetto di cioccolato su un forziere d’oro e poi lamentarsi che qualcuno l’ha mangiato.
Il paradosso della riservatezza universale
Qui tocchiamo il vertice dell’assurdo: quando dichiari tutto riservato, niente lo è davvero. È il principio del ragazzo che gridava al lupo, versione corporate.
“Riservato: reminder riunione di lunedì”
“Riservato: menu mensa di giovedì”
“Riservato: il bollitore in sala relax è rotto”
Se il bollitore rotto è coperto da segreto professionale, forse dovremmo riconsiderare la nostra scala di priorità.
La soluzione è nell’uso selettivo (e nel buon senso)
Non sto dicendo che i disclaimer siano sempre inutili. C’è un tempo e un luogo per tutto. Se sei un avvocato che invia una strategia difensiva, ha senso. Se sei un commercialista con dati fiscali sensibili, ci sta. Se sei un dirigente che discute un’acquisizione, assolutamente.
Ma se stai coordinando la partita di calcetto aziendale? Forse puoi risparmiarti le tre pagine di avvertenze legali.
La proposta modesta
Ecco la nostra modesta proposta: cancelliamo i disclaimer automatici. Tutti. Da domani mattina. E ripartiamo con una regola semplice: usare il disclaimer solo quando l’email contiene davvero informazioni riservate. Solo quando il contenuto giustifica l’avvertenza. Solo quando c’è un motivo reale, non ritualistico. Risparmieremo:
- Kilobyte di spazio sui server
- Secondi di tempo di caricamento moltiplicati per milioni di email
- La pazienza residua di chi legge
- Un po’ della nostra dignità collettiva
Conclusione (questa sì, davvero riservata)
Il disclaimer email è diventato l’equivalente digitale di quei segnali “Vietato fumare” nei ristoranti: una volta avevano senso, ora sono solo un ricordo di quando pensavamo che bastasse scrivere qualcosa per renderlo vero.
La prossima volta che aggiungi automaticamente il disclaimer alla tua email, fermati un attimo. Chiediti: “Sto davvero proteggendo informazioni sensibili, o sto solo partecipando a un rito collettivo privo di significato?“
La risposta potrebbe sorprenderti.
Alcune FAQ sui disclaimer
Che cosa significa disclaimer?
Un disclaimer è una dichiarazione con cui si limita o si esclude una responsabilità legale, informando l’utente su condizioni, rischi o limiti d’uso di un contenuto, servizio o prodotto.
Come si traduce disclaimer in italiano?
La traduzione più corretta di “disclaimer” in italiano è “avvertenza” o “clausola di esclusione di responsabilità”, a seconda del contesto. Ad esempio:
Nei contratti: “clausola di esonero di responsabilità”
Nei siti web: “avvertenza legale” o “nota informativa”
Un sinonimo di “disclaimer”?
Un sinonimo di “disclaimer” può essere:
- avvertenza
- nota legale
- clausola di esclusione di responsabilità
- esonero di responsabilità
- dichiarazione liberatoria
In ambito giuridico o aziendale, il termine più usato come equivalente tecnico è “clausola di esclusione di responsabilità”.
Quando si usa un disclaimer?
Un disclaimer si usa ogni volta che è necessario chiarire o limitare la responsabilità di chi fornisce un’informazione, un servizio o un contenuto.
Ecco i casi più comuni:
- Siti web e blog: per informare che i contenuti hanno solo scopo informativo e non costituiscono consulenza legale, finanziaria o medica.
- Email e comunicazioni aziendali: per tutelare la riservatezza dei dati e limitare l’uso improprio dei messaggi.
- Pubblicazioni o articoli: per segnalare che le opinioni espresse sono personali o che possono contenere errori.
- Prodotti e servizi: per avvertire l’utente di rischi, limitazioni o condizioni d’uso.
In sintesi, si usa un disclaimer quando si vuole prevenire equivoci o responsabilità legali, mettendo nero su bianco i limiti di ciò che si offre o comunica. Ma deve esserci un ragione precisa e motivata: non è un elemento grafico imprescindibille.
Disclaimer: questo articolo è destinato esclusivamente al lettore intenzionale. Se lo stai leggendo per errore, per favore cancella immediatamente la tua memoria degli ultimi cinque minuti e notifica l’autore con sollecitudine. Questo articolo è in osservanza del senso comune, laddove ancora esistente.
