Scopri come funziona l’iperammortamento 2026 per imprese, le aliquote aggiornate e le regole per accedere al beneficio.
Cosa significa iperammortamento 2026
Dal 2026 entra in scena una nuova versione dell’iperammortamento — ed è bene comprenderla da subito, perché le regole cambiano. Il testo della Legge di Bilancio 2026 (art. 94 e ss.) introduce la misura che sostituisce i vecchi crediti d’imposta 4.0 e Transizione 5.0.
In termini pratici: se la tua impresa stava pensando all’investimento in beni 4.0 o in energia rinnovabile, è il momento di rivedere tempi, importi e condizioni.
Il titolare che può accedere
Possono richiedere il beneficio solo i soggetti titolari di reddito d’impresa (società, imprese individuali), mentre professionisti e aziende agricole che determinano il reddito su base catastale sono esclusi (o hanno percorsi separati).
Va inoltre rispettata la normativa sulla sicurezza sul lavoro e il corretto versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
Tempistiche e ordine accettazione
L’iperammortamento 2026 vale per gli investimenti effettuati nel 2026. Tuttavia, l’ordine deve essere stato accettato dal venditore entro il 31 dicembre 2026 e va versato almeno il 20 % di acconto. Il termine ultimo per completare l’investimento è il 30 giugno 2027.
Questo significa che chi resta fuori da queste scadenze — anche per pochi giorni — rischia di perdere il vantaggio.
Quali beni e investimenti rientrano nell’iperammortamento 2026
La norma individua diverse categorie: bene materiale o immateriale 4.0, beni per autoproduzione di energia destinata all’autoconsumo, strutture produttive italiane.
Ecco alcuni esempi pratici:
- Investimento in macchinari smart, sistemi digitali o piattaforme software (beni immateriali 4.0).
- Impianti fotovoltaici o altre fonti rinnovabili per autoconsumo aziendale.
- Attrezzature installate nella sede produttiva ubicata in Italia.
Tipologie e condizioni
- I beni devono essere destinati a sedi produttive italiane.
- Per i macchinari e sistemi 4.0 non basta l’acquisto: occorre che rispettino i requisiti tecnologici previsti dalla normativa.
- Per l’autoproduzione di energia: l’impianto deve essere per autoconsumo, non semplicemente per cessione di energia.

Le aliquote previste per l’iperammortamento 2026
Ecco dove si fa interessante: la “maggiorazione” dell’ammortamento varia in base sia all’importo dell’investimento sia alla natura “standard” o “green”.
Investimenti standard
- 180 % fino a 2,5 milioni di euro
- 100 % da 2,5 a 10 milioni
- 50 % da 10 a 20 milioni
Investimenti green (riduzione consumi energetici)
- 220 % fino a 2,5 milioni
- 140 % da 2,5 a 10 milioni
- 90 % da 10 a 20 milioni
Quindi: più è “green” l’investimento, più favorevole è l’aliquota — e più conta rientrare nei limiti numerici per cogliere il massimo.
Va detto che gli importi oltre i 20 milioni non sembrano rientrare nelle maggiorazioni – quindi attenzione se stai pianificando acquisti molto elevati.
Semplificazioni, cumulabilità e sostituzione dei beni
Non è solo il numero che conta: la norma prevede alcune semplificazioni importanti.
- Per gli investimenti “green” sono previste procedure più snelle, ad esempio se sostituisci macchinari già ammortizzati o utilizzi un contratto EPC (Energy Performance Contract).
- Il beneficio è cumulabile con altre agevolazioni nazionali o europee, a patto che non si superi la quota costo dell’investimento stesso.
- In caso di sostituzione del bene durante il periodo di fruizione del beneficio: se il nuovo bene ha pari o superiore tecnologia, la maggiorazione non si perde. Se il costo del nuovo bene è inferiore, il beneficio prosegue fino alla concorrenza del nuovo costo.
Quali step seguire per cogliere l’iperammortamento 2026
Ecco una checklist ragionata (non solo una lista di controllo):
- Verifica che l’investimento rientri tra i beni agevolabili (macchinari 4.0, software, energie rinnovabili).
- Accertati che la tua impresa sia titolare di reddito d’impresa e soddisfi gli obblighi contributivi e di sicurezza.
- Effettua l’ordine prima del 31 dicembre 2026 e versa almeno il 20 % di acconto. Completa l’investimento entro 30 giugno 2027.
- Calcola l’ammontare e scegli se puntare al massimo della maggiorazione (se rientri nei limiti economici).
- Predisponi la documentazione: certi investimenti richiedono piattaforme telematiche, certificazioni e comunicazioni al GSE (Gestore dei Servizi Energetici) nei casi previsti.
- Verifica la cumulabilità con altre agevolazioni, per evitare sovrapposizioni vietate.
- Qualifica l’investimento come “green” oppure “standard”: la differenza può essere notevole.

Quali rischi evitare e cosa “non vedere”
- Non attendere troppo: se l’ordine viene accettato il 1° gennaio 2027, non rientri nel beneficio.
- Non sottovalutare i limiti di importo: investire 15 milioni in “green” significa avere una maggiorazione del 90 %, non del 220 %.
- Non scambiare l’iperammortamento 2026 con i vecchi crediti d’imposta 4.0 o Transizione 5.0: le regole sono diverse.
- Non dimenticare la localizzazione: l’investimento deve essere destinato ad una sede produttiva in Italia.
Domande frequenti (FAQ)
Chi può accedere all’iperammortamento 2026?
Può accedere l’impresa titolare di reddito d’impresa che effettua l’investimento nei termini stabiliti; non sono inclusi i professionisti che utilizzano reddito su base catastale.
Qual è il termine ultimo per realizzare l’investimento?
L’investimento deve essere completato entro il 30 giugno 2027, a condizione che l’ordine sia accettato dal venditore entro il 31 dicembre 2026 e sia stato versato almeno il 20 % di acconto.
