Chi si avvicina alla sfera finanziaria scopre molto velocemente quanto sia arduo orientarsi tra definizioni e regole. Infatti, la normativa, in primis il Testo Unico della Finanza, non fornisce una spiegazione lineare di cosa siano gli strumenti finanziari, però almeno ci dice cosa non sono: non sono tali i mezzi di pagamento (contanti, carte di credito, assegni e bonifici), né il conto corrente. Inoltre, all’interno di un tortuoso e ridondante articolo 1, ci viene sciorinato un elenco assai ampio, costituito da una dozzina di tipologie, che può far confondere le idee, anziché chiarirle. Eppure, dietro questa fitta e intricata trama, si nasconde un principio semplice: i prodotti finanziari, destinati agli investitori, discendono tutti dalla combinazione di un limitato novero di elementi di base.
Per illustrare meglio il concetto, faremo ricorso ad una metafora di matrice scientifica. Il DNA è la molecola che si trova nelle nostre cellule. È il manuale di istruzioni che serve a produrre le proteine, che formano la materia biologica di ogni organismo vivente, a partire dall’uomo. Il codice della vita utilizza soltanto quattro basi, adenina, citosina, guanina e timina, che si legano tra loro in infinite varianti.
Allo stesso modo, i prodotti finanziari, di cui ci avvaliamo per far fruttare i nostri risparmi, sono numerosissimi, ma nascono dall’unione di pochi mattoncini indispensabili. In estrema sintesi, possiamo ricondurre l’immenso universo dei mercati a sei famiglie principali: obbligazioni, titoli di Stato, titoli monetari, azioni, derivati e fondi comuni di investimento. Ciascuna presenta caratteristiche specifiche, finalità e rischi. Iniziamo questa rassegna dal più antico e diffuso strumento, l’obbligazione.
Definizioni
Un’obbligazione è un titolo di credito per chi lo acquista (l’obbligazionista) e di debito per chi lo emette. In pratica, chi sottoscrive un bond presta denaro a un soggetto – società privata o ente pubblico – e, in cambio, riceve la promessa di riavere i suoi soldi ad una precisa scadenza, con, in aggiunta, un interesse predeterminato. La logica è la medesima di un prestito bancario, ma c’è una differenza importante: invece di chiedere l’intervento di una singola banca per finanziare le proprie attività, l’emittente si rivolge ad una vasta platea di investitori, grandi e piccoli, distribuiti sul mercato dei capitali.
Finalità
Per quale motivo un’impresa decide di emettere obbligazioni? La risposta è facile: per reperirerisorse per poter crescere, per promuovere nuovi progetti, per acquisizioni strategiche, oppure per estinguere debiti preesistenti. Per l’azienda l’emissione è in genere più conveniente rispetto ad un prestito bancario, sia perché può concedere tassi d’interesse inferiori a quelli che pagherebbe con un finanziamento bancario, sia per la possibilità di accedere ad un pubblico molto esteso. L‘investitore, invece, fruisce di un tasso maggiore di quello accordato da un impiego in liquidità ed ha la facoltà di rivendere il titolo in qualsiasi momento. L’obbligazionista, al paridell’azionista, si assume il rischio d’impresa, tuttavia, non partecipa all’attività imprenditoriale e non ha diritto di voto in assemblea.
Componenti
Ogni obbligazione ha tre componenti fondamentali: il capitale, la somma prestata dall’investitore; la cedola, l’interesse ricorrente corrisposto dall’emittente, che remunera il prestito; la scadenza, la data entro la quale il capitale deve essere restituito. In particolare, la cedola è l’interesse percepito durante la vita del titolo e può avere periodicità trimestrale, semestrale, o annuale. L’interesse può essere fisso (stabilito a priori) o variabile (di solito indicizzato ad un parametro di riferimento, con uno spread, cioè un bonus supplementare). Una curiosità: il nome deriva dalla circostanza che, in passato, per riscuotere l’interesse pattuito si doveva staccare il tagliando numerato unito al certificato che identificava l’obbligazione.
Tipologie
Esiste una pluralità di obbligazioni. Queste sono le prioritarie:
- a tasso fisso, con interesse immutato per l’intera durata;
- a tasso variabile, il cui tasso è legato ad un parametro di riferimento (ad esempio, l’inflazione);
- zero coupon, senza cedola (coupon): il guadagno si origina dalla discrepanza tra prezzo d’acquisto e di rimborso;
- convertibili, danno diritto a trasformare il prestito in azioni;
- subordinate, più rischiose, perché in caso di insolvenza vengono soddisfatte in coda ad altri debiti;
- perpetue, liquidano a lunghissimo termine una cedola predefinita, ma non prevedono rimborso.
Affidabilità
La qualità dell’emittente riveste un ruolo essenziale. Per misurarla, intervengono le agenzie di rating (come Moody’s, Standard & Poor’s, Fitch), che assegnano un punteggio, una sorta di pagella sul grado di affidabilità. Un rating elevato (AAA è il massimo attribuibile) è riservatoalle società più solide, che possono beneficiare di un costo di finanziamento contenuto. Al contrario, un rating basso (al di sotto di BBB) denota un rischio maggiore e costringe l’emittente a riconoscere cedole più generose per attrarre gli investitori. Per chi compra, il rating è un indicatore utile, ma non una garanzia assoluta. La storia recente insegna, come ci ricorda la vicenda di Lehman Brothers, nel 2008.
Fattori di rischio
Si è spesso portati a credere che l’investimento in bond sia sicuro e poco volatile. Questo approccio può essere fuorviante, poiché il mercato obbligazionario è, in realtà, alquantocomplesso ed offre una varietà di strumenti dalle caratteristiche diverse. L’insidia peggiore èindubbiamente l’insolvenza, l’incapacità dell’emittente di rifondere il capitale o le cedole. Ecco lealtre:
- liquidità: la difficoltà a vendere il titolo senza subire perdite;
- tassi d’interesse: quando i tassi salgono, i prezzi delle obbligazioni in circolazione scendono;
- cambio: le variazioni valutarie possono influenzare il prezzo di acquisto e di vendita, nonché i flussi cedolari intermedi, se la valuta prescelta non è l’euro;
- inflazione: ne riduce il rendimento nominale.
Ricapitolando…
Il mercato obbligazionario è il canale attraverso il quale imprese e governi raccolgono fondi e, al contempo, i risparmiatori ottengono una remunerazione accettabile. Come il DNA, compostoda un pugno di elementi da cui nasce la vita, anche le obbligazioni – nelle loro molteplici forme – rappresentano uno dei pilastri dell’attuale assetto economico. Conoscerne meccanismi, opportunità e limiti è il primo passo per muoversi con consapevolezza nel grande laboratorio della finanza.
