Il ramo vita è una delle due sezioni dell’ecosistema assicurativo (il secondo è il ramo danni). Si concentra sugli aspetti legati all’esistenza e ai rischi ad essa inerenti e contempla il pagamento di un capitale o di una rendita ai beneficiari designati qualora l’assicurato venga a mancare. Inoltre, la polizza vita si usa spesso come forma di risparmio e di investimento.
Tra le tipologie di contratti, ne citeremo due, oggetto di approfondimento in questo articolo: ramo I – assicurazioni sulla durata della vita umana, con particolare riferimento alle gestioni separate; ramo III – assicurazioni connesse a fondi di investimento o indici (altrimenti dette polizze unit linked).
Definizione e finalità
Le assicurazioni del ramo vita sono contratti il cui obiettivo è accordare protezione finanziaria e sicurezza economica in caso di avvenimenti che abbiano un impatto rilevante sulla vita dell’assicurato. Tre sono le finalità principali:
– protezione finanziaria: in quanto erogano un capitale o una rendita ai beneficiari a seguito del decesso prematuro dell’assicurato e preservano la continuità economica e la stabilità finanziaria dei singoli e delle famiglie;
– accumulo di capitale: perché permettono di accantonare somme di denaro nel tempo, al fine di creare un montante cui fare affidamento per progetti futuri o da lasciare agli eredi;
– contenimento del rischio di longevità: le polizze convertite in rendite vitalizie procurano un’entrata ricorrente anche durante la vecchiaia, complementare alla pensione.
Le polizze a gestione separata
La gestione separata è un fondo costituito da un insieme di attivi, amministrato da un’impresa assicurativa, in cui confluiscono i risparmi degli investitori che sottoscrivono una polizza di ramo I. Si definisce in questo modo poiché la gestione finanziaria è separata dal patrimonio della società.
Vale a dire che, sotto il profilo contabile, le disponibilità del fondo sono mantenute distinte dal conto economico della compagnia. Il denaro investito dai clienti, in caso di fallimento di quest’ultima, è tutelato, ovvero non è aggredibile dai creditori.
Caratteristiche
Questi sono i punti salienti:
– capitale garantito: le gestioni separate forniscono una protezione dell’importo investito e, pertanto, il valore dei premi versati (al netto dei costi) non può diminuire. Al termine del contratto, la compagnia si impegna a restituire il capitale e i rendimenti annualmente maturati e consolidati;
–tipologia di investimento: la politica di investimento è alquanto prudente e si propone di conseguire rendimenti costanti nel medio-lungo periodo. Viene data priorità agli impieghi obbligazionari, con preferenza per titoli di Stato o corporate bond investment grade, quotati e denominati in euro;
– una particolarità: il patrimonio della gestione separata è convogliato verso titoli che, finché restano al suo interno e non vengono venduti, sono conteggiati al prezzo al quale sono stati inizialmente comperati (criterio di contabilizzazione al valore storico). Così si neutralizza la volatilità che contraddistingue altri prodotti obbligazionari, affinché l’investitore vi si possa affidare con serenità;
– trasparenza e controllo: le gestioni separate sono soggette a verifiche stringenti da parte dell’IVASS. Inoltre, periodicamente, viene pubblicato un rendiconto, che mostra la composizione del portafoglio, il risultato raggiunto e le spese sostenute;
– caricamenti: queste polizze prevedono, a discrezione della compagnia, commissioni di gestione annuali. Possono essere introdotti caricamenti sui premi (una trattenuta sul versamento iniziale e su quelli aggiuntivi), che possono influire sul guadagno finale.
Vantaggi e svantaggi
Il vantaggio principale è la salvaguardia dell’investimento, che viene garantito, in virtù del consolidamento annuale delle rivalutazioni, eliminando la consueta variabilità dei mercati. La gestione è sicura, trasparente e sottoposta al rigido esame delle autorità di vigilanza. Tale formula è, inoltre, appropriata per la pianificazione successoria, per la libertà nella designazione dei beneficiari e perché, in caso di morte dell’assicurato, l’importo maturato viene trasferito agli stessi, esente da imposte di successione. Le polizze vita si possono utilizzare come garanzia per ottenere prestiti bancari, in alternativa al riscatto, per esigenze di liquidità contingenti. Infine, grazie alla loro impignorabilità e insequestrabilità, offrono un ulteriore livello di difesa patrimoniale.
D’altro canto, rispetto a strumenti finanziari più dinamici, le performance possono essere modeste, soprattutto in anni in cui i tassi d’interesse sono molto bassi. Le commissioni e i caricamenti possono incidere negativamente sull’esito conclusivo, così come un riscatto anticipato della polizza, specialmente nei primi anni. L’applicazione di eventuali penalità potrebbe far sì che l’ammontare liquidato sia (di poco) inferiore a quello apportato. Infine, le possibilità di modifica del contratto sono piuttosto ridotte.
Le polizze Unit Linked
Le polizze unit linked sono prodotti assicurativi nei quali il premio versato è ripartito in attività finanziarie sottostanti, per lo più fondi comuni o ETF, o, più di rado, azioni ed obbligazioni. Il valore della polizza è direttamente collegato al loro andamento, come il nome stesso fa intuire: è, infatti, agganciata (linked) a quote di fondi (unit).
Questi strumenti sono ideali per chiunque desideri partecipare all’evoluzione dei mercati con l’ombrello di una copertura assicurativa. Si punta a rendimenti più consistenti di quelli delle polizze tradizionali, accettando, però, un rischio maggiore. L’assistenza di un consulente qualificato è utile, o persino indispensabile, per controllarne la complessità, approfittare appieno delle opportunità e al contempo limitare le insidie.
Funzionamento
I premi corrisposti dal contraente concorrono all’acquisto di un determinato quantitativo di unità del fondo prescelto. Questo avviene al prezzo corrente, o Net Asset Value (NAV), che costituisce l’ammontare complessivo delle componenti del fondo diviso per il numero di unità emesse. Il valore della polizza è dato dalla somma delle quote possedute moltiplicato per il NAV, ogni giorno mutevole, a seconda dell’andamento dei mercati finanziari.
Le polizze unit linked offrono un’ampia selezione di fondi interni o esterni, in rappresentanza di numerose asset class (azioni, obbligazioni, strumenti misti). Si possono eseguire switch tra fondi, ossia trasferire il controvalore da un fondo ad un altro, per correggere la propria strategia di investimento.
Tipologie
Le polizze unit linked classiche investono sia in fondi esterni che interni della compagnia. Sono adatte a investitori informati e consapevoli, disposti a tollerare una certa volatilità, in cambio di performance sulla carta superiori.
Le polizze multiramo rappresentano una combinazione tra una gestione separata e una unit linked. Consentono di diversificare l’investimento, bilanciando la sicurezza della prima con le opportunità della seconda.
Vantaggi e svantaggi
Ecco i maggiori vantaggi: il guadagno potenziale è notevole, superiore a quello delle polizze tradizionali, dal momento che è strettamente correlato ai trend di mercato. In uno stadio di forte crescita economica i risultati possono essere significativi. La flessibilità è massima: le opzioni di scelta tra i fondi sono estese e rettificare l’allocazione dell’investimento è semplice (tramite switch). Valgono per le polizze unit linked le medesime considerazioni fatte in precedenza per le gestioni separate in àmbito giuridico e fiscale.
In compenso, il rischio è più elevato: il valore della polizza può fluttuare sensibilmente, esponendo il contraente a possibili perdite, soprattutto in fasi di estrema turbolenza. Non vi è alcuna garanzia del capitale investito, che può, quindi, subire severe decurtazioni. Anche i costi sono in genere più alti e le penali di riscatto possono ridurre il rendimento atteso. È un prodotto complesso, la cui comprensione può rivelarsi poco agevole per investitori meno esperti.
