Quando pensiamo alla sicurezza digitale, ci concentriamo su password, carte di credito e dati bancari. Ma c’è un tesoro nascosto nei nostri smartphone che sottovalutiamo costantemente: la rubrica telefonica. Secondo i dati del Garante Privacy, oltre il 60% degli italiani ha subito almeno un tentativo di truffa telefonica nel 2024, e la maggior parte di questi attacchi parte proprio da database di contatti rubati.
Come i criminali ottengono il tuo numero di telefono
Quante chiamate spam hai ricevuto questo mese? Operatori telefonici con offerte miracolose, numeri sconosciuti che propongono investimenti, voci registrate su presunti problemi bancari, o il classico “Abbiamo ricevuto il tuo curriculum”.
Le fonti principali sono due:
1. Scraping online e data breach
Nel corso degli anni abbiamo disseminato il nostro numero ovunque:
- Annunci su Subito.it, Facebook Marketplace, Wallapop
- Iscrizioni a newsletter e programmi fedeltà
- Moduli di contatto su siti web
- Profili social (Facebook, LinkedIn, Instagram)
- App di delivery e servizi online
Software automatizzati (bot) setacciano costantemente il web raccogliendo questi dati. Secondo il Rapporto Clusit 2024, in Italia ci sono stati oltre 180 milioni di account compromessi solo nell’ultimo anno.
2. Rubriche compromesse tramite account violati
Quando l’account WhatsApp, Telegram o Google di un tuo conoscente viene violato, la sua rubrica diventa accessibile. Se quella persona ti aveva salvato tra i contatti, il tuo numero finisce nei database dei cybercriminali.
Caso reale: nel 2023, il data breach di una popolare app di messaggistica ha esposto 500 milioni di numeri telefonici, venduti poi sul dark web a 7 dollari per 1000 contatti.
Perché la rubrica telefonica è più preziosa di una password
Una rubrica non contiene solo numeri casuali: è la mappa completa delle tue relazioni sociali e professionali.
Cosa rivelano i tuoi contatti
Le informazioni deducibili da come salviamo i contatti sono preziose per i criminali:
- “Mamma”, “Papà” → contatti per truffe affettive
- “Dott. Rossi”, “Commercialista” → professionisti da impersonare
- “Capo”, “HR Azienda” → per attacchi di business email compromise
- “Banca”, “Assicurazione” → per phishing mirato
- “Idraulico”, “Elettricista” → per truffe di falsi tecnici
Questi dati permettono attacchi di social engineering sofisticati: un criminale può fingersi il tuo capo in trasferta che ha bisogno urgente di un bonifico, un familiare in difficoltà, o un professionista che conosci.
Secondo l’FBI, negli USA le truffe basate su social engineering hanno causato perdite per oltre 2,7 miliardi di dollari nel 2023, con un incremento del 38% rispetto all’anno precedente.
I 7 segnali che la tua rubrica è stata compromessa
Riconosci questi segnali di allarme:
- Chiamate spam improvvisamente aumentate (da poche a decine al mese)
- Contatti che ricevono messaggi strani dal tuo numero
- Richieste di amicizia social da persone che conoscono dettagli su di te
- Email di phishing personalizzate che citano nomi di tuoi contatti
- Notifiche di accesso sospetto alle app di messaggistica
- Consumo anomalo di batteria (possibile app malevola attiva)
- App installate che non ricordi di aver scaricato
L’errore che commettiamo tutti: permessi app inutili
Nonostante il valore dei contatti, concediamo l’accesso alla rubrica con leggerezza.
App che NON dovrebbero mai accedere ai contatti
- App per modificare foto (es. filtri beauty)
- Giochi casuali e passatempo
- Calcolatrici e convertitori
- Torce elettriche digitali
- Sfondi e temi personalizzati
- App meteo
- Scanner QR Code basici
Perché un’app torcia dovrebbe accedere ai tuoi contatti? Non c’è motivo legittimo. Eppure il 73% degli utenti clicca “Consenti” senza leggere.
Cosa succede quando concedi l’accesso
Una volta che un’applicazione malevola ottiene l’accesso alla rubrica:
- Esfiltrazione immediata dei dati verso server remoti
- Creazione di profili dettagliati per targeting pubblicitario
- Vendita delle informazioni nel dark web (2-10€ per rubrica completa)
- Preparazione di campagne phishing personalizzate
- Mappatura delle reti sociali per attacchi coordinati
Guida pratica: proteggi la tua rubrica in 10 minuti
Su Android
Passo 1: verifica i permessi attuali
- Apri Impostazioni → Privacy → Gestione autorizzazioni
- Tocca “Contatti”
- Esamina l’elenco completo delle app
Passo 2: revoca permessi non necessari
- Per ogni app dubbia, tocca il nome
- Seleziona “Non consentire”
- Valuta se l’app funziona ancora correttamente
Passo 3: imposta permessi temporanei
- Per app che necessitano accesso occasionale
- Scegli “Consenti solo mentre usi l’app”
Su iPhone (iOS)
Passo 1: audit dei permessi
- Impostazioni → Privacy e sicurezza → Contatti
- Rivedi tutte le app elencate
Passo 2: revoca selettiva
- Disattiva l’interruttore per app non necessarie
- Considera l’eliminazione di app che insistono
Passo 3: limita i contatti condivisi
- iOS 18+ permette di condividere solo contatti selezionati
- Usa questa opzione per app di cui non ti fidi completamente
Su WhatsApp e Telegram
- Impostazioni → Account → Privacy → Contatti
- Disattiva “Sincronizza contatti” se non necessario
- Attiva la verifica in due passaggi (Impostazioni → Account)
Telegram
- Impostazioni → Privacy e sicurezza → Contatti
- Considera “Suggerisci contatti frequenti” disattivato
- Attiva la verifica in due passaggi
10 consigli degli esperti di cybersecurity
- Principio del minimo privilegio: concedi solo i permessi strettamente necessari
- Audit trimestrale: rivedi i permessi ogni 3 mesi
- Evita salvare ruoli sensibili: usa iniziali invece di “Capo” o “Dottore”
- Numeri di emergenza separati: considera una rubrica cartacea per contatti critici
- Backup criptato: usa Google Contacts o iCloud con autenticazione forte
- App da fonti ufficiali: scarica solo da Play Store o App Store
- Leggi le recensioni: controlla cosa dicono altri utenti sui permessi richiesti
- Aggiorna regolarmente: le patch di sicurezza proteggono anche i contatti
- Attenzione ai link: non cliccare su link in SMS da numeri sconosciuti
- Segnala le truffe: usa il portale del Garante Privacy per segnalazioni
Strumenti gratuiti per verificare la sicurezza
Verifica se il tuo numero è in un data breach
- Have I Been Pwned (haveibeenpwned.com): inserisci email e numero per verificare
- Firefox Monitor (monitor.firefox.com): monitoraggio continuo gratuito
- Google Password Checkup: integrato in Chrome, verifica credenziali
App per gestire permessi
- Bouncer (Android): revoca automatica permessi dopo l’uso
- Permission Manager (Android): dashboard completa permessi
- Privacy Report (iOS 15+): nativo, mostra accessi app
Protezione avanzata
- Truecaller: identifica e blocca spam automaticamente
- Should I Answer: database comunitario di numeri spam
- Google Phone (Pixel): screening chiamate con AI
Cosa fare se la tua rubrica è stata compromessa
Azioni immediate:
- Cambia password di tutti gli account social e messaggistica
- Attiva 2FA ovunque possibile
- Avvisa i contatti del possibile compromesso
- Monitora estratti conto per transazioni sospette
- Segnala al Garante Privacy se sospetti violazione GDPR
- Considera cambio numero in casi gravi
Azioni preventive:
- Utilizza numeri virtuali per servizi non critici (es. Google Voice)
- Crea rubriche separate per lavoro/personale
- Non pubblicare mai il numero personale online
- Usa alias email invece del numero quando possibile
Normativa e diritti: cosa dice il GDPR
In base al Regolamento UE 2016/679, i tuoi contatti sono dati personali protetti. Le app devono:
- Richiedere consenso esplicito per accedere alla rubrica
- Specificare finalità precise dell’uso dei dati
- Permettere revoca del consenso in qualsiasi momento
- Garantire portabilità e cancellazione su richiesta
Puoi denunciare violazioni al Garante per la protezione dei dati personali.
Ricorda che la tua rubrica racconta chi sei
La rubrica telefonica è molto più di un elenco di numeri: racconta chi sei, chi conosci, come lavori e con chi ti relazioni. Proteggerla non richiede competenze tecniche avanzate, solo 10 minuti di attenzione e controlli periodici.
Inizia oggi: apri le impostazioni del tuo smartphone e verifica quali app hanno accesso ai tuoi contatti. Potresti scoprire sorprese spiacevoli.
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Fonti e riferimenti:
- ENISA Threat Landscape Report 2024
- Rapporto Clusit sulla Sicurezza ICT in Italia 2024
- FBI Internet Crime Report 2023
- Garante Privacy – Linee guida protezione dati personali
