Una spinta per una collaborazione pubblico-privato
Sì è svolto a Torino, il 22 novembre 2025, il ricordo della costituzione della Federazione Italiana della Mutualità Integrativa Volontaria avvenuta 125 anni fa, il 5 settembre del 1900. La Fimiv associando oltre 200 enti mutualistici, per una raccolta che sfiora i 300 milioni di euro ed un numero di soci prossimo al milione, si pone come l’associazione più rappresentativa delle società di mutuo soccorso in Italia.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Enti mutualistici associati | 200+ |
| Raccolta complessiva | ~300M€ |
| Soci totali | ~1M |
| Anniversario fondazione | 125 anni |
Le società di mutuo soccorso sono realtà associative profonde nella storia italiana, nate nella seconda metà dell’Ottocento per offrire protezione e solidarietà ai lavoratori in un’epoca in cui lo Stato sociale era ancora embrionale. Queste organizzazioni — regolamentate dalla legge 15 aprile 1886, n. 3818 — sono enti non profit che operano su base volontaria, perseguendo finalità di interesse generale e fornendo prestazioni integrative nei campi dell’assistenza sanitaria, sociale e del welfare per i soci e i loro familiari conviventi.
Nel tempo, le società di mutuo soccorso hanno affiancato e integrato il sistema di protezione sociale pubblico, erogando sussidi, coperture per malattia, disabilità, prevenzione e servizi sanitari a costi agevolati. Il principio fondamentale è quello della mutualità, cioè dell’aiuto reciproco tra persone che si associano per condividere rischi e bisogni, senza fini di lucro.
Le società di mutuo soccorso nel contesto dell’economia sociale
Con la spinta delle politiche europee e la crescente attenzione verso modelli economici incentrati sul benessere collettivo, l’Italia sta definendo il suo Piano Nazionale dell’Economia Sociale, pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze è un documento strategico che mira a valorizzare e sostenere l’intero ecosistema dell’economia sociale nel Paese. Questo Piano è in linea con la Social Economy Action Plan dell’Unione Europea, orientato a promuovere condizioni favorevoli per lo sviluppo delle organizzazioni della social economy, tra cui cooperative, enti del Terzo settore, fondazioni, associazioni e società di mutuo soccorso.
Il Piano nazionale — elaborato tra istituzioni, organizzazioni sociali e rappresentanti del mondo della mutualità — ha l’obiettivo di definire un perimetro chiaro dell’economia sociale e di riconoscere formalmente i soggetti che ne fanno parte, promuovendo strumenti di sostegno, agevolazioni fiscali, accesso a politiche pubbliche dedicate e semplificazioni burocratiche. L’iniziativa si propone di dare certezza giuridica e visibilità a questo settore spesso frammentato, affinché possa esprimere pienamente il suo contributo al benessere collettivo e all’inclusione sociale.
Intendimenti del Piano d’Azione
• Perimetrare e riconoscere le organizzazioni dell’economia sociale (tra cui le società di mutuo soccorso) come soggetti titolati ad accedere a strumenti di sostegno pubblico e agevolazioni specifiche.
• Promuovere strumenti finanziari e politici di sistema che facilitino l’accesso alle risorse e la sostenibilità delle organizzazioni sociali.
• Favorire la formazione e la cultura dell’economia sociale, inserendola nei percorsi educativi e professionali per aumentare la consapevolezza e la competenza su queste tematiche.
• Incentivare la cooperazione multilivello tra enti pubblici, società di mutuo soccorso e altre forme di economia sociale, creando sinergie efficaci per rispondere ai bisogni sociali emergenti.
Il ruolo chiave delle società di mutuo soccorso come integrazione del SSN
Le società di mutuo soccorso, alla luce del Piano di Nazionale di Sviluppo sociale, e in considerazioni della Legge di Bilancio 2026 che rilancia ma non risolve i problemi del nostro SSN devono essere viste non più solo come organizzazioni di welfare integrativo, ma potenziali attori chiave nell’attuazione di un’economia sociale più inclusiva e sostenibile. Questa visione riconosce il valore storico e sociale della mutualità — fondata sulla solidarietà e sulla partecipazione attiva dei soci — e la integra in un quadro moderno di politiche pubbliche orientate al benessere collettivo.
Alcune considerazioni
• Le società di mutuo soccorso dovrebbero essere integrate nel disegno delle politiche pubbliche come attori di welfare complementare, non residuale.
• Il loro modello di mutualità e di prossimità rafforza la coesione sociale — un obiettivo dichiarato del Piano — offrendo soluzioni partecipative e responsabilizzanti alla cittadinanza.
• Bisognerebbe riconoscerle e sostenerle con strumenti mirati (accesso a fondi, semplificazioni, collaborazione con PA) perché questo attiverebbe una leva reale di sviluppo sociale ed economico, con ricadute positive anche sul PIL e sull’occupazione nell’economia sociale.
• Si dovrebbe lavorare sulla bassa visibilità mediatica rispetto ad altri attori economici o sociali ma anche sulla frammentazione del settore.
• Un altro problema è rappresentato dalla dimensione diffuse e non centralizzate, legate al territorio e alle comunità locali e non con un respiro nazionale.
• Inoltre le mutue hanno una minore capacità di lobby rispetto a grandi operatori del welfare integrativi, come le Compagnie Assicurative e le Società di erogazione di soluzioni di Welfare Aziendale.
Quali auspici?
Il nuovo Piano Nazionale dell’Economia Sociale rappresenta un’opportunità storica per le società di mutuo soccorso italiane: non più semplici istituzioni di assistenza integrativa, ma protagoniste di un modello economico alternativo che mette al centro le persone, la comunità e l’interesse generale. Investire nella mutualità significa potenziare un tessuto sociale resiliente, promuovere l’inclusione e sostenere forme di welfare partecipativo che rispondano alle sfide del nostro tempo.
In concreto è necessario da parte del legislatore uno sforzo per comprendere al meglio il concetto di mutualità, offrendo importanti e più significativi benefici fiscali. Da parte degli esperti del settore è necessaria una attività di informazione e di divulgazione che ancora non ha interessato tutte le fasce della popolazione e che probabilmente sconta una mancanza alla base di preparazione tecnica e commerciale. I veicoli e le Società di Mutuo Soccorso devono specializzarsi ed investire al meglio sulla tecnologia e sui sistemi di customer service per veicolare le informazioni ed aiutare gli associati nell’utilizzo dei servizi e delle potenzialità offerte.
Da ultimo si auspica che le strutture sanitarie privatistiche non offrano il fianco ad una tendenza di aumento dei prezzi delle prestazioni sanitarie, solo perché sono presenti soluzioni che offrono rimborsi sulle spese mediche. Questo porterebbe ad inevitabile aumento del costo dei piani sanitari, in un circolo vizioso senza fine.
