Osvaldo Borsani diceva spesso: ‘Le forme del design nascono dal dialogo con gli artisti’, riferendosi alla sua collaborazione con figure come Lucio Fontana, Arnaldo Pomodoro e Agenore Fabbri
Cosa accade quando un prodotto supera la funzione pratica per diventare esperienza emotiva, estetica e ‘multisensoriale’? Stupisce. Alcuni designer creativi riescono a trasformare la materia in un racconto visivo, suscitando meraviglia. Le icone dell’arredo diventano così veri e propri oggetti del desiderio: fanno brillare chi li possiede e scatenano la gara al rialzo dei battitori d’asta.
Quattro protagonisti del design moderno e le loro opere più rappresentative
| Designer | Opere emblematiche | Materiali e forme | Contributo al design |
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Gaetano Pesce 1939–2024 |
Up “La Mamma”, La Michetta, Moloch | Schiuma poliuretanica, resine, tessuti elastici e strutture biomorfe | Trasforma il mobile in un oggetto narrativo, imperfetto e irripetibile, capace di esprimere significati sociali ed emotivi. |
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Osvaldo Borsani 1911–1985 |
Divano D70, chaise longue P40, sistema Graphis | Metallo, imbottiture regolabili, sistemi modulari e meccanismi trasformabili | Unisce tecnologia, produzione industriale ed eleganza, anticipando la flessibilità degli ambienti domestici e professionali. |
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Charles e Ray Eames 1907–1978 / 1912–1988 |
Lounge Chair, La Chaise, RAR, Eiffel Chair | Compensato curvato, fibra di vetro, pelle e plastica stampata | Rendono accessibili tecniche sperimentali e forme ergonomiche, conciliando produzione seriale, comfort e ricerca artistica. |
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Arne Jacobsen 1902–1971 |
Egg, Swan, Ant e Serie 7 | Legno compensato curvato, scocche avvolgenti e linee organiche | Porta il funzionalismo scandinavo verso una dimensione scultorea, progettando arredi capaci di definire l’intero spazio. |
Le opere indicate rappresentano una selezione dei progetti citati nell’articolo e non un catalogo completo della produzione dei singoli designer.
Gaetano Pesce: forme inaspettate sfidano simmetria e tradizione
La filosofia di Gaetano Pesce (1939–2024) si basa sulla sensazione che il mobile racconti una storia, vitalizzando l’ambiente in cui si trova: colori audaci, linee imprevedibili e materiali non convenzionali sono l’alfabeto di un linguaggio alternativo. Forme eccezionalmente originali sfidano così simmetria e tradizione. Nel 1959 fonda il Gruppo N, collettivo focalizzato sull’arte cinetica, radicato nei principi del Bauhaus.
La poltrona Up ‘La Mamma’ (1969) per B&B Italia, realizzata in schiuma poliuretanica e rivestita in tessuto elastico, si espande da un volume compresso non appena tolta dalla confezione, come per magia. E’ allo stesso tempo giocosa e provocatoria, portando con sé una riflessione sull’universo femminile storicamente ‘compresso’.
L’Organic Building di Osaka, completato nel 1993, è un esempio di architettura innovativa che integra elementi naturali nel design urbano. La facciata dell’edificio è ‘vivente’, adornata da vasi di fiori: ecco emergere il suo approccio sperimentale e dinamico. Surreale la Casa dei Bambini al Parc de la Villette di Parigi o il Pescetrullo in Puglia, che riscrive i tradizionali trulli con forme oniriche e biomorfe.
Il suo Divano Modulare La Michetta (2005) è ispirato al panino più celebre di Milano: una seduta divertente e flessibile, giocata su colori vivaci, invita alla convivialità non scontata.
Il record assoluto per un’opera di Gaetano Pesce sul mercato delle aste internazionali è di 350.000 dollari, stabilito presso la casa d’aste Sotheby’s a Hong Kong per la lampada da terra scultorea Moloch (1971).
Le sue opere sono passate in asta 3.043 volte. Nel 2025 il valore aumenta: sale nella top 5000 mondiale degli artisti più venduti all’asta (Artprice.com).
‘Non si può pensare che il museo sia il tempio silenzioso della fruizione passiva; né che un oggetto di uso quotidiano non possa contribuire a migliorare la qualità della vita. Smettiamola di essere vittime della cultura; il sapere non coincide con la noia’ Gaetano Pesce
Osvaldo Borsani: 629° posto nella top 5000 mondiale grazie ai mobili flessibili
Osvaldo Borsani (1911-1985) vive nel mondo del design con un approccio tecnologico ed estetico, progettando articoli ‘trasformabili’ come il divano D70, che si apre come un libro. Inizia con un apprendistato da ebanista nell’Atelier del padre, a Varedo ma dall’Art Deco al ‘modernismo’ il passaggio è breve.
Nel 1933 si fa notare alla Triennale di Milano e vince la medaglia d’argento per la Casa Minima, sfruttando la laurea in architettura. Un prototipo di casa razionalista ‘senza orpelli’ che combina sistemi modulari e materiali innovativi come acciaio tubolare e vetro temperato.
Nel 1953 fonda Tecno con il fratello gemello Fulgenzio. Intendono industrializzare il design senza sacrificare l’eleganza come nella chaise longue reclinabile P40 (1955), descritta come ‘una macchina per sedersi’: può essere posizionata in 486 modi diversi mantenendo lo stesso comfort.
Il sistema per ufficio Graphis (1968) inaugura il concetto di spazio di lavoro modulare anticipando la flessibilità contemporanea. Oggi le opere di Borsani si trovano in importanti collezioni: il Triennale Design Museum di Milano, il MoMA di New York e il Centre Pompidou di Parigi.
Si aggiudica il 629° posto nella top 5000 mondiale degli artisti più venduti all’asta (in base al fatturato 2025). Le sue opere sono passate in asta 4.155 volte (Artprice.com)
Charles e Ray Eames: le opere che hanno unito arte, industria e sperimentazione
| Opera | Anno | Materiali e struttura | Innovazione progettuale |
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Eames Lounge Chair con ottomana |
1956 | Compensato curvato, impiallacciatura di legno, alluminio e pelle imbottita. | Rielabora la poltrona da club tradizionale attraverso una struttura industriale ergonomica, elegante e visivamente leggera. |
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La Chaise poltrona scultorea |
1948 | Scocca in fibra di vetro, base metallica e sostegni in legno. | Trasforma la seduta in una forma organica continua, ispirata alla scultura Floating Figure di Gaston Lachaise. |
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Plastic Side Chair Eiffel Chair |
1950 | Scocca sagomata in fibra di vetro e base metallica a traliccio. | Introduce una seduta monoscocca adatta alla produzione seriale e combinabile con basi differenti secondo l’ambiente d’uso. |
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RAR Rocking Armchair Rod Base |
1950 | Scocca in fibra di vetro, struttura in metallo e pattini in legno. | Combina la moderna scocca industriale con il movimento domestico della sedia a dondolo, conciliando familiarità e sperimentazione. |
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Eames Storage Units ESU |
1950 | Struttura metallica, pannelli in compensato, superfici colorate e moduli aperti o chiusi. | Applica all’arredo domestico una logica modulare e componibile, rendendo visibili struttura, materiali e processo costruttivo. |
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Hang It All appendiabiti |
1953 | Struttura in filo d’acciaio e sfere di legno colorate. | Trasforma un oggetto funzionale in un elemento ludico e visivo, progettato per avvicinare i bambini all’uso quotidiano dello spazio. |
La selezione comprende alcune delle opere più rappresentative citate o richiamate nell’articolo. Date, materiali e denominazioni possono variare tra prototipi, prime produzioni e successive riedizioni autorizzate.
Charles e Ray Eames sinergia vincente: reinventano il classico in legno curvo e vetroresina
Charles e Ray Eames sono una coppia di designer americani noti per la loro sinergia unica e per opere iconiche come la Eames Lounge Chair (1956), che reinterpreta la classica poltrona da club inglese combinando fogli di compensato curvo e morbida pelle.
Charles Eames (1907 – 1978) si forma come architetto e si occupa di design industriale. Incontra nel 1940 una studentessa di pittura: scoppia la creatività.
Ray Eames (1912 – 1988) ha una formazione artistica ed è interessata al design. Si sposano nel 1941 e iniziano a sperimentare con compensato e fibra di vetro.
Il loro stile è inconfondibile: oggetti come la Eames Dining Chair (1946) combinano comfort e plasticità. Famosi i modelli RAR (sedia a dondolo) ed Eiffel Chair, prime sedute in plastica stampata in serie nella storia del design. La Chaise (1948) è una sinuosa ed elegante poltrona in fibra di vetro ispirata alla scultura ‘Floating figure’ di Gaston Lachaise.
Hang it All (1953) è un appendiabiti giocoso, nato per incoraggiare i bambini ad appendere in modo divertente.
Il valore delle opere nelle aste di design supera i 10.000 € per i pezzi storici più ambiti.
Arne Jacobsen: le sedie scultura attraggono l’attenzione come vortici gravitazionali
Arne Jacobsen (1902–1971) ha trasformato il design scandinavo combinando linee semplici e funzionali con forme naturali. Negli anni ’30 porta lo stile funzionalista in Danimarca: ‘La forma di un oggetto deve seguire il suo scopo, senza decorazioni inutili’. Nel 1929 progetta la ‘Casa del Futuro’ con forme a spirale e pareti di vetro.
Nel 1943 fugge in Svezia per le origini ebraiche. Lì si concentra su tessuti e carta da parati. Al ritorno in Danimarca crea i mobili iconici come la sedia Serie 7 (1955), forse la più venduta.
È noto tuttavia per le linee fluide ‘a onda’ che danno personalità a poltrone come Egg (uovo) e Swan (cigno), progettate nel 1958 per l’Hotel Radisson SAS di Copenhagen. Forme così avvolgenti da ‘piegare lo spazio’ intorno, creando un vortice estetico attrattivo ‘gravitazionale’: si comportano come ipnotiche sculture.
Tra i best seller c’è la sedia ‘Ant’ (Formica, 1952), la prima impilabile della Danimarca, realizzata con una innovativa tecnica di piegatura del legno compensato.
Curioso l’anettodo dell’Hotel SAS Royal di Copenaghen, progettato a 360 gradi, comprese le maniglie delle porte, i tessuti e il set di posate. Posate così famose che il regista Stanley kubrick le inserisce in Odissea nello spazio nel 2001.
Il record d’asta per una singola poltrona Egg Chair (Modello 3316) arriva da Phillips a Londra nel 2023: un rarissimo esemplare originale in pelle del 1959 viene aggiudicato a 52.500 sterline.
