Requisiti pensione 2027: cosa cambia con l’aumento dell’età pensionabile

Dal 2027 cambiano i requisiti pensione: età pensionabile a 67 anni e un mese, contributi a 43 anni. Scadono Quota 103 e Opzione donna. Confermati Ape sociale e bonus Giorgetti. Esclusi i lavori usuranti. Aumenti minimi per pensioni basse.
Infografica sui requisiti pensione 2027 con calendario, orologio e grafico in salita

Nuovi requisiti pensione 2027: età sale a 67 anni e un mese. Esclusi i lavori usuranti. Scadono Quota 103 e Opzione donna. Tutte le novità della manovra.

La manovra 2026 arriva con una notizia che suona come un disco rotto: l’età pensionabile aumenta. Di nuovo. Ma questa volta il governo ha scelto di andarci con i piedi di piombo: non tre mesi in un colpo solo, come prevederebbe l’automatismo legato alla speranza di vita, bensì uno alla volta. Un mese nel 2027, gli altri due nel 2028. Una dilazione che ha il sapore di una concessione elettorale, ma che nei fatti sposta di poco la sostanza: lavoreremo più a lungo.

Va detto che nella bozza del disegno di legge di Bilancio mancano del tutto le conferme che molti si aspettavano. Quota 103 e Opzione donna, le due vie d’uscita anticipata dal lavoro tanto discusse negli ultimi anni, non compaiono. Significa che dal primo gennaio 2026 queste porte si chiuderanno, salvo sorprese dell’ultimo momento in Parlamento.

L’aumento dell’età pensionabile: un mese alla volta

Dal primo gennaio 2027, per andare in pensione di vecchiaia serviranno 67 anni e un mese, contro i 67 attuali. L’anno successivo, dal 2028, si arriverà a 67 anni e tre mesi. L’adeguamento alla speranza di vita resta, ma viene spalmato in due tranche. Insieme all’età sale anche il requisito contributivo per la pensione anticipata: da 42 anni e 10 mesi (41 e 10 per le donne) si passerà a 42 e 11 nel 2027, per poi toccare 43 anni e un mese nel 2028. Sempre con un anno di sconto per le lavoratrici.

In pratica: chi oggi ha 66 anni e sperava di uscire tra dodici mesi dovrà aspettare ancora qualche settimana. Non è la fine del mondo, certo. Ma è l’ennesimo spostamento in avanti di un traguardo che per molti appare sempre più lontano.

Chi è escluso dall’aumento: lavori usuranti e gravosi

Non tutti però dovranno sottostare a questo allungamento. Sono esclusi i lavoratori che svolgono mansioni considerate usuranti o gravose. Si parla di circa il 2% delle pensioni liquidate ogni anno dall’Inps: una fetta piccola, ma significativa.

La lista è lunga e variegata: operai in galleria, cava o miniera, chi lavora agli altoforni o nelle celle frigorifere, turnisti notturni, addetti alle catene di montaggio, gruisti, personale dei pronto soccorso, edili, maestre d’asilo. Mestieri che il legislatore riconosce come particolarmente logoranti, per i quali l’età pensionabile resta ferma ai requisiti attuali.

Quota 103 e Opzione donna: addio senza preavviso

Qui arriva la doccia fredda. Nella bozza della manovra non c’è traccia di una proroga per Quota 103, che permetteva di lasciare il lavoro a 62 anni con 41 di contributi, né per Opzione donna, riservata alle lavoratrici con 61 anni e 35 di versamenti. Entrambe le misure scadono il 31 dicembre 2025.

Va ricordato che negli ultimi due anni queste uscite anticipate erano già state svuotate: requisiti più stringenti, platee ristrette, paletti su paletti. Ora però spariscono del tutto. Chi contava di sfruttarle nel 2026 dovrà rivedere i piani. O rassegnarsi ad aspettare la pensione ordinaria.

Ape sociale e bonus Giorgetti: le conferme

Non tutto viene meno. L’Ape sociale viene prorogata anche per il 2026: disoccupati, invalidi, caregiver e lavoratori con mansioni gravose potranno ancora ricevere un assegno ponte fino a 1.500 euro al mese a partire da 63 anni e 5 mesi, con 30, 32 o 36 anni di contributi a seconda dei casi. Una rete di sicurezza che resta in piedi.

Confermato anche il cosiddetto bonus Giorgetti, pensato per chi matura i requisiti della pensione anticipata ma decide di restare al lavoro. In questo caso, il lavoratore può chiedere che il contributo previdenziale a suo carico (9,19% della retribuzione lorda) venga versato direttamente in busta paga, netto e senza tasse. Un incentivo non da poco, che può tradursi in qualche centinaio di euro al mese in più.

Gli aumenti sulle pensioni: pochi spiccioli, ma ci sono

La manovra prevede un aumento di 20 euro al mese per gli over 70 con redditi bassissimi, quelli che percepiscono le maggiorazioni sociali. Parliamo di circa 1,2 milioni di pensionati su 16 milioni totali. I 20 euro comprendono anche gli 8 euro di incremento stabiliti l’anno scorso, quindi l’aumento netto sarà di 12 euro. Non sono soldi che cambiano la vita, va detto chiaramente.

Questi 20 euro sono esentasse per chi ha redditi fino a 8.500 euro annui. Oltre quella soglia, scatta l’aliquota Irpef del 23%. Inoltre, i tetti per accedere alle maggiorazioni sociali salgono di 260 euro: nel 2026 arriveranno a 9.981,92 euro per i single e 16.984,89 per i coniugati. Cifre che allargano di poco la platea degli aventi diritto.

Quanto alle pensioni minime, anche qui l’incremento sarà modesto: da 616,67 euro si passerà a circa 621 euro al mese, grazie all’adeguamento al costo della vita e all’aumento straordinario dell’1,3% della scorsa manovra. Cinque euro in più. Meglio di niente, forse.

Domande frequenti sui requisiti pensione 2027

Da quando entrano in vigore i nuovi requisiti per la pensione?
I nuovi requisiti entreranno in vigore dal primo gennaio 2027 per il primo aumento (un mese in più) e dal primo gennaio 2028 per il secondo incremento (altri due mesi). L’adeguamento è stato suddiviso in due fasi anziché applicarlo tutto in una volta.

Chi può ancora andare in pensione senza l’aumento dell’età?
Possono andare in pensione con i requisiti attuali i lavoratori che svolgono attività usuranti o gravose, come operai in galleria, addetti agli altoforni, turnisti notturni, personale sanitario del pronto soccorso, edili e insegnanti della scuola dell’infanzia. Queste categorie rappresentano circa il 2% delle pensioni annue liquidate dall’Inps.


Vuoi sapere se rientri tra i lavoratori esclusi dall’aumento o se puoi accedere all’Ape sociale? Verifica la tua posizione contributiva sul portale Inps o rivolgiti a un patronato per una consulenza personalizzata sui tuoi requisiti pensionistici.

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