Rothko sfiora 100 milioni, Brancusi li centra, Pollock vola a 181 milioni

Mark Rothko continua a dividere pubblico e critica tra esperienza spirituale e inquietudine esistenziale. Dalle mostre ai record d’asta, il maestro dell’Espressionismo astratto resta uno dei simboli più potenti del rapporto tra arte, emozione e valore economico.
Mark Rothko, Agnes Gund seduta davanti a un grande dipinto astratto con fascia rossa e campiture scure.

‘Io penso che il colore, aiutato dalla luce, entri in relazione con l’anima e comporti conseguenze emotive inattese’: è questa la poetica ‘dell’artista del momento’, protagonista di una mostra a Palazzo Strozzi a Firenze e campione nelle vendite alle ultime aste di Sotheby’s e Christie’s, dove sono stati sfiorati i 100 milioni di dollari. Fino al 23 agosto ci si può mettere in gioco accettando la sfida dell’Espressionista astratto americano: esperienza mistica o nichilista, l’opera di Mark Rothko non lascia indifferenti, ‘risucchiando lo spettatore nella tela’, assorbito dal colore.

Le sue opere sono facilmente riconoscibili, concepite come grandi rettangoli fluttuanti e sfumati, nati sovrapponendo strati e strati di velature trasparenti (da 10 a 20 e oltre). L’anima dello spettatore accede così ad un portale dell’Essere, richiamato da profonde emozioni. Un tuffo esistenziale in una dimensione in cui il tempo si ferma e si dilata: magia del Color Field Painting, la pittura a campi di colore ottenuta attraverso una tecnica complessa, a base di oli molto diluiti con trementina, mescolati a colle animali, resine o uovo.

Spiritualità, trascendenza o nichilismo: contemplare l’opera significa entrare nella tela

Rossi cupi e profondi, viola e aranci incandescenti, neri tenebrosi diventano il campo di battaglia di una tensione emotiva non sempre facile da sostenere: inquietudine, solitudine, dubbio, drammatica fragilità emergono da un silenzio reso tragico dalla lotta interiore, elevando lo sguardo verso la luce della trascendenza.

Le dimensioni monumentali e la composizione semplice, priva di figure o simboli, contribuiscono a creare un senso di mistero.

Uno stile opposto rispetto all’altro rappresentante celebre dell’Espressionismo astratto americano, diventato famoso per l’Action painting, ovvero la ‘pittura d’azione’: Jackson Pollock. Il colore viene versato, gocciolato (dripping) o lanciato direttamente sulla tela: il dipinto diventa un tutt’uno con il gesto fisico, espressione dell’energia spontanea e vitale dell’artista, che ‘entra’ nella tela camminandoci intorno e lasciando tracce reali della sua vita concreta (sigarette, bottoni, monete, chiodi puntine… finiti accidentalmente nel quadro).

Uno dei suoi ultimi ‘drip’, Numer 7A – 19848 è stato battuto da Christie’s per oltre 181 milioni di dollari, tre volte il massimo per l’artista. Number 7A rappresenta il momento cruciale in cui Pollock stende la tela sul pavimento della casa di East Hampton.

Rothko: con Christie’s sfiora i 100 milioni di dollari, da Sotheby’s arriva a 85,8

La tela Two Greens and Red Stripe del 1964, acquistata direttamente da Rothko dalla mecenate e presidente emerita del Museum of Modern Art di New York Agnes Gund, è stata battuta da Christie’s per 85 milioni di dollari, raggiungendo i 98,4 milioni con commissioni incluse. L’asta è partita da un’offerta iniziale di 60 milioni di dollari con una dozzina di rilanci da parte di collezionisti.

Campiture profonde di verde e indaco attraversate da una fascia rosso-arancio per un’altezza di oltre 2 metri: l’opera evoca un’atmosfera meditativa che contrasta con la luminosa Orange, Red, Yellow venduta nel 2012 per 86,9 milioni di dollari.

Pochi giorni prima Sotheby’s ha raggiunto un’altra vetta: Browns and Blacks in Reds del 1957, proveniente dalla collezione del mercante d’arte Robert Mnuchin, è stata aggiudicata per 85,8 milioni di dollari.

Lichtenstein brilla a 46 milioni con Anxious Girl e batte il double Elvis di Warhol

Vendita da record anche per il rappresentante della Pop Art Roy Lichtenstein: 46 milioni di dollari per ‘Anxious Girl’ del 1964. Supera così il re del Pop Andy Warhol che si ferma a 23 milioni (27 con le commissioni) per il ‘Double Elvis’ del 1963.

Tra i record del momento non si può dimenticare Constantin Brancusi. Stimata 100 milioni di dollari, la Danaide ha centrato l’obiettivo con un aumento del 50% rispetto al massimo dell’artista. Nicole Kidman ha contribuito a lanciare l’opera girando uno spot sulla musica di Golden Years di David Bowie ispirata ad un video anni ’30 filmato Man Ray. La sua musa Lee Miller interagiva estasiata con un’opera di Brancusi: un’idea geniale ispirata a personaggi stellari che hanno creato la folle aspettativa sull’opera. Parte di un gruppo di ‘teste essenziali’, è stata messa in vendita dalla vedova del magnate dell’editoria S.I. Newhouse assieme ad altri 15 pezzi. Nell’arco di 40 minuti sono stati venduti per un totale di oltre 630 milioni di dollari.
In tutto la serata di Christie’s del 18 maggio 2026 ha portato a scambi per 1,1 miliardi di dollari in tre ore, una delle migliori sessioni nei 259 anni della storia della casa d’aste.

Poco compreso in vita, Rothko muore solo, malato, depresso: si suicida nel 1970

Nato a Dvinsk nel 1903, nella vecchia Unione Sovietica, Markus Yakovlevich Rothkowitz arriva a New York da ragazzino. Quarto figlio di una famiglia ebrea cresce solo ed emarginato: fatica ad integrarsi. Lo salva l’arte: impara a dipingere da un allievo di Marc Chagall.

Nel 1945 la profetica Peggy Guggenheim gli organizza una mostra alla galleria Art of This Century di New York. Rimane tuttavia poco conosciuto fino agli anni ’60, e muore suicida nel 1970 a causa di una grave depressione aggravata dalla separazione dalla moglie e problemi di salute, tra cui un aneurisma.

La sua consacrazione internazionale arriva postuma.

Guarda una rassegna fotografica della mostra di Firenze QUI

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