Nerone, l’imperatore artista: potere, moneta e megalomania nella Roma del I secolo

Imperatore, attore, citaredo e artefice di una profonda riforma monetaria: il ritratto di Nerone attraversa teatro, monete, propaganda e il progetto monumentale della Domus Aurea.
Busto romano, monete imperiali e rovine monumentali illuminate dalla luce calda del tramonto

«Qualis artifex pereo!»

«Quale artista muore con me!»

Nerone pronuncia questa celebre frase prima di suicidarsi nel 68 d.C., convinto che il mondo perda un talento artistico ineguagliabile.

Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico, conosciuto come ‘il temibile’ Nerone ama la musica, il teatro e la poesia: il V Imperatore romano si considera prima di tutto un artista. Al vertice del potere dal 54 al 68 d.C. conquista la fama di tiranno sanguinario ma, a onor del vero, declama versi con grande enfasi e suona la cetra con grazia.

Gli piace cantare, recitare tragedie e gareggiare nelle corse dei carri. Considera l’arte una vocazione seria al pari di una campagna militare. Si esibisce di fronte ai sudditi ed è tanto sicuro del proprio talento da prendere parte ai Giochi Olimpici in Grecia. Qui viene declamato vincitore grazie il verdetto di ‘giudici indulgenti’. Cade infatti dal cocchio trainato da 10 cavalli, violando la tradizione che ne prevede al massimo 4 e si ritira persino ma… avrebbe vinto se avesse completato la gara’ dunque merita l’alloro.

Svetonio nel De vita Caesarum (Libro VI) racconta come consideri l’arte la sua vera passione: ‘Durante le gare di canto, prima di iniziare, rivolgeva parole ossequiose alla platea e poi manteneva un contegno di ansioso rispetto verso i giudici di gara’. Negli Annales, Tacito descrive l’esordio pubblico a Napoli nel 64 d.c.: ‘Entrato in città voleva esibirsi in pubblico e ordinò che fosse convocato il popolo napoletano. Cantò accompagnandosi con la cetra, obbedendo ai capricci del suo gusto’.

Dopo il moderato Seneca viene giudicato ‘megalomane’, ‘pazzo’, ‘anticristo’ e ‘nemico pubblico’

Nerone diventa Imperatore a soli 16 anni, guidato dalla madre Agrippina e dal filosofo Seneca. Il primo ‘quinquennio felice’ termina con un dramma efferato.

Nel 59 d.C. tenta di uccidere la madre facendola salire su una nave predisposta ad affondare. Agrippina riesce a nuotare fino alla riva ma i sicari inviati dal prefetto della flotta Aniceto la raggiungono per ucciderla tragicamente in casa sua. E’ diventata troppo ingombrante e si oppone alla decisione del figlio di ripudiare la moglie Ottavia.

Dopo il ritiro a vita privata di Seneca, il cosiddetto secessus del 62 d.C., tutto precipita. Senza il freno morale del maestro conquista rapidamente gli epiteti di ‘despota megalomane’, ‘imperatore pazzo’, infine ‘paranoico’ e ‘nemico pubblico’ di Roma.

Messi da parte i consiglieri moderati emerge la figura di Sofonio Tigellino, nuovo e spietato comandante della Guardia Pretoriana. Gli oppositori politici vengono sistematicamente eliminati, così come chiunque minacci il suo potere. Rinuncia alla diplomazia con il Senato e nello stesso anno (il 62 d.c.) ripudia e fa uccidere la moglie Ottavia per sposare Poppea.

Questo ritratto crudele e paranoico ci arriva soprattutto da storici ‘ostili’ alla sua politica come Svetonio, Tacito e Dione Cassio: la rilettura moderna pare ridimensionare la propaganda negativa interpretando alcune decisioni in chiave filo-popolare. Rimangono però fatti sconcertanti difficili da sminuire: per esempio nel 65 d.C. Seneca, accusato di prendere parte alla congiura dei Pisoni, riceve da Nerone l’ordine di suicidarsi.

Nella tradizione letteraria cristiana primitiva viene addirittura identificato come la prima incarnazione dell’Anticristo o della ‘Bestia’ dell’Apocalisse per le feroci persecuzioni.

Il sogno artistico e architettonico: il progetto di Neropoli e la statua alta 30 m

Dopo il grande incendio del 64 d.C., confisca e utilizza un’immensa area di almeno 80 ettari di terreno nel cuore di Roma per costruire una leggendaria e sfarzosa residenza, la Domus Aurea. Per avere un’idea delle dimensioni 80 ettari corrispondono a circa 800.000 metri quadrati (112 campi da calcio regolamentari).

La smisurata reggia è progettata dagli architetti Severo e Celere e include padiglioni rivestiti d’oro, pareti di madreperla e marmi preziosi, giochi d’acqua, giardini, un lago artificiale e una volta rotante azionata da congegni meccanici con diffusione di profumi. All’ingresso della mitica città – palazzo ‘Neropoli’ si erge una sua statua colossale in bronzo alta più di 30 metri, opera dello scultore Zenodoro.

In un totale delirio di onnipotenza creativo si vede non solo come sovrano ma artista totale, regista del proprio impero. Vuole trasformare l’urbanistica di Roma in una scenografia vivente dominata dal lusso e dalla luce, ispirandosi ai grandi palazzi ellenistici.

Dichiarato dal Senato hostis publicus (nemico pubblico), si suicida conficcandosi un pugnale alla gola con l’aiuto del fidato Epafrodito. La damnatio memoriae cancella quasi del tutto il suo sogno, seppellendo i padiglioni sotto le nuove opere imperiali.

La Domus aurea viene spogliata e interrata: fa da fondamenta ad altri edifici come le Terme di Traiano e viene riscoperta solo nel Rinascimento. Oggi è ancora in parte visitabile. Gli archeologi lavorano costantemente per mettere in sicurezza e restaurare nuove zone della residenza sotterranea.

Una curiosità: il Colosseo viene costruito proprio nel punto in cui si trovava il lago artificiale appartenente ai sontuosi giardini circondati da portici.

La svalutazione del 64 d.c: riforma monetaria drastica per progetti megalomani

Nerone è famosissimo nella storia della numismatica per la riforma monetaria del 64 d.C. E’ costretto ad adottare misure drastiche in campo finanziario per ricostruire Roma e sostenere esorbitanti spese artistiche realizzando i suoi megalomani sogni architettonici. Per far fronte a questi progetti ciclopici riduce il peso dell’aureo e del denario, diminuendo la percentuale di metallo prezioso. Intacca così la ricchezza accumulata da patrizi e senatori: un colpo basso per i grandi patrimoni dell’aristocrazia. La quantità di monete in circolazione aumenta, stimolando improvvisamente l’economia e il commercio nelle classi sociali emergenti. Il favore del popolo aumenta grazie ai grandiosi spettacoli pubblici di cui è protagonista in prima persona.

Si esibisce come citaredo, ovvero suonatore di cetra, accompagnando la voce con lo strumento. Interpreta ruoli di primo piano nelle tragedie classiche indossando maschere con le sembianze di eroi, dei o eroine e persino donne partorienti (come la triste Canace o Edipo cieco). Ama indossare la maschera perché, oltre all’effetto scenico, amplifica la sua voce. E’ affascinato dal ruolo dell’auriga e guida sempre più spesso i carri nei circhi.

Quali monete circolano a Roma ai tempi di Nerone? Aureo, Denario, Sesterzio, Asse…

Durante il regno di Nerone all’interno dell’Impero Romano non circola una sola moneta. Il sistema monetario si basa su diversi metalli come oro, argento, oricalco e rame, secondo la riforma di Augusto.

L’Aureo in oro è la moneta di maggior valore, utilizzata per le grandi transazioni, il commercio internazionale e per pagare gli alti ufficiali.
Il Denario in argento è la moneta per eccellenza e la spina dorsale dell’economia romana. 1 aureo vale 25 denari.
Il Sesterzio è in oricalco, una lega simile all’ottone. I prezzi di beni e proprietà si valutano in Sesterzi. 1 denario vale 4 sesterzi. 1 aureo vale 100 sesterzi.
Il Dupondio e l’Asse (in oricalco e rame) sono monete di minor valore utilizzate per le spese di tutti i giorni come comprare il pane o il vino. Nerone per distinguere facilmente il dupondio dall’asse, con dimensioni simili, si fa ritrarre sul dupondio con una corona radiata anziché d’alloro. Ci vogliono 4 Assi per fare un Sesterzio.

Il sistema monetario di Nerone

Dall’aureo all’asse

Quattro monete, una sola gerarchia di valore: dall’oro delle grandi transazioni allo spicciolo quotidiano.

1 Aureo Oro

Grandi transazioni e pagamenti di alto valore.

25 Denari Argento

Moneta di riferimento dell’economia romana.

100 Sesterzi Oricalco

Unità ricorrente per prezzi, beni e proprietà.

400 Assi Rame

Lo spicciolo delle spese quotidiane.

Equivalenza 1 aureo vale
1 aureo
25 denari
100 sesterzi
400 assi

Rapporti di conto: 1 aureo = 25 denari · 1 denario = 4 sesterzi · 1 sesterzio = 4 assi.

Il Semiasse e il Quadrante in rame sono piccoli spiccioli, frazioni dell’asse.

Cosa si compra con un asse in tasca? 1/4 di vino consumato dalla plebe o 1/2 kg di pane

Con un singolo asse in tasca, camminando tra le botteghe e i mercati della Capitale, si possono comprare pochissimi beni di prima necessità o servizi minimi.
Per esempio: circa mezzo chilo di pane (o mezza libbra romana) oppure poco più di mezzo kg di grano grezzo. 1 modio di grano, circa 6,5 kg, costa in media dai 4 agli 8 sesterzi, ovvero tra i 16 e i 32 assi. Un quarto di vino di bassa qualità (un sextarius), vino comune o da taverna consumato dalla plebe. Circa 2 kg di lupini o una porzione di ceci secchi venduti dagli ambulanti. L’ingresso per un adulto alle terme pubbliche, dove i romani passano il pomeriggio per lavarsi e socializzare.
Una notte in un mezzanino fatiscente o nel retrobottega di una locanda nei quartieri più poveri e malfamati della città come la Suburra.

In breve, un asse è lo spicciolo per eccellenza: basta appena a non saltare il pranzo o a concedersi un bagno caldo alle terme. Fonte: www.romanoimpero.com

Un dupondio da record in oricalco con l’effige di Nerone: 15.000 sterline nel 2016

Un ‘Nerone’ ha raggiunto un record nell’asta di monete e medaglie battuta a Londra da Bertolami Fine Arts nei giorni del referendum Brexit leave or remain (23 giugno 2016). Si tratta di un dupondio in oricalco coniato a Roma nel 64 d.C. eccezionalmente conservato. Lo stile è raffinato, la patina eccellente: a detta di molti ‘il più bello mai posto in commercio’. Partito da una base d’asta di 3.800 sterline è stato aggiudicato a 15.000, il record mondiale per questa tipologia di moneta.

Una delle più affascinanti della storia è l’Aureo di 7,64 grammi (pre riforma) coniato quando ancora Agrippina Minore regge le sorti dell’impero in nome del giovane figlio. Siamo a Roma nel 55 d.c.: al diritto troviamo i busti accollati di Nerone e della madre. Al rovescio è rappresentata una leggendaria quadriga trainata da elefanti, sulla quale sono rappresentati Augusto e Claudio.

Apparato critico · Nerone

Fonti e riferimenti

Fonti antiche, documentazione archeologica e studi numismatici sul rapporto tra Nerone, Domus Aurea e riforma monetaria del 64 d.C.

01

Fonti antiche

Testimonianze letterarie sul ritratto di Nerone.

  1. 01
    Fonte primaria

    Svetonio. De vita Caesarum: Nero, §§ 20, 24, 31 e 49.

    Esibizioni musicali, competizioni greche, Domus Aurea e «Qualis artifex pereo».

  2. 02
    Fonte primaria

    Tacito. Annales, XV.33 e XV.42.

    L’esordio pubblico a Neapolis e la progettazione della nuova residenza imperiale dopo l’incendio.

  3. 03
    Fonte primaria

    Plinio il Vecchio. Naturalis Historia, XXXIII, § 47.

    Testimonianza antica sulla riduzione dello standard ponderale dell’aureo sotto Nerone.

02

Archeologia

Documentazione istituzionale sulla Domus Aurea.

  1. 04
    Fonte istituzionale

    Parco archeologico del Colosseo. Domus Aurea.

    Costruzione dopo il 64 d.C., Severo e Celere, lago artificiale, decorazioni e trasformazioni successive.

03

Numismatica

Peso, titolo, circolazione e interpretazione economica.

  1. 05
    Paper scientifico

    Chiti, Maurizio et al. 2021. “Micro X-ray fluorescence analysis of Roman Imperial coins from Nero.” Journal of Archaeological Science: Reports 37: 102940.

    Analisi di 364 monete neroniane e degli effetti materiali della riforma del 64 d.C.

  2. 06
    Studio accademico

    Lo Cascio, Elio. 1980. “La riforma monetaria di Nerone: l’evidenza dei ripostigli.” MEFRA 92 (1): 445–470.

    Analizza la riforma attraverso la composizione dei ripostigli monetali.

  3. 07
    Studio accademico

    Levi, Mario Attilio. 1980. “Corso dei prezzi e riforma monetaria neroniana.” In Les «dévaluations» à Rome, 173–183.

    Disponibilità di metallo, produzione monetaria e andamento dei prezzi.

  4. 08
    Libro · fonti commentate

    Cooley, M. G. L., ed. e trad. 2023. Tiberius to Nero. 2ª ed. Cambridge University Press.

    Fonti sul periodo giulio-claudio e sezione specifica sulla riforma monetaria del 64 d.C.

04

Archivio d’asta

Verifica del risultato citato nell’articolo.

  1. 09
    Archivio d’asta

    Bertolami Fine Art. 2016. Auction 24, lotto 631: Nerone, dupondio, Roma, ca. 64 d.C.

    Base £3.800; prezzo realizzato £15.000.

Cristina Luciano, autrice di GrifoNews
L’autrice

Cristina Luciano

Autrice · Arte, cultura e storia economica

Cristina Luciano si occupa di arte, cultura e storia, con particolare attenzione alla storia dell’arte italiana, all’antiquariato e ai rapporti tra patrimonio, società ed economia. Ha maturato una lunga esperienza editoriale e opera nel settore dell’antiquariato, affiancando alla conoscenza diretta delle opere una formazione filosofica e un interesse specifico per le arti visive.

Aree di competenza: storia dell’arte, antiquariato, cultura classica, patrimonio storico, arte ed economia.

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