Il percorso continua
Dalla Grecia, lungo le vie del mondo
Dopo Socrate, Platone e Aristotele, il percorso sui grandi pensatori prosegue seguendo le idee mentre escono dalla filosofia e incontrano il mondo concreto degli scambi, della ricchezza e del potere. Con Marco Polo, lo sguardo si sposta sulle grandi reti commerciali dell’Eurasia e sull’intelligenza economica di chi imparò a osservarle attraversandole.
‘Signori imperatori, re, duchi e marchesi, conti, cavalieri e borghesi, e voi tutti che volete sapere delle diverse generazioni delle genti e delle diversità delle regioni del mondo, prendete questo libro e fatelo leggere, e qui troverete tutte le grandissime maraviglie…’ Incipit de Il Milione
Cosa possiamo imparare oggi da Il Milione di Marco Polo? Scritto oltre 700 anni fa risulta impreciso rispetto alle conoscenze moderne: la descrizione di alcune cartine geografiche, il calcolo delle distanze o l’interpretazione dei fenomeni naturali sono spesso errati. L’esploratore veneziano racconta ad un certo punto di essersi imbattuto in quelli che credeva i mitici unicorni, rimanendone particolarmente deluso: in realtà erano i rinoceronti di Giava (o di Sumatra).
L’opera viene dettata nel 1298 a Rustichello da Pisa mentre Marco è prigioniero nelle carceri di Genova dopo la battaglia di Curzola. Racconta i suoi 20 anni in Oriente, scritti in lingua franco-veneta.
Viaggiatore. Mercante.
Marco Polo osserva l’Oriente con gli occhi di un mercante veneziano.
Nel Milione non ci sono soltanto popoli, città e meraviglie. Marco Polo registra valute, cambi, tasse, monopoli e merci: dietro il racconto del viaggio emerge una straordinaria osservazione dell’economia eurasiatica del XIII secolo.
Oltre la curiosità storica: la nascita della cartamoneta fiduciaria ricavata dal gelso
Il Milione può stupire per la ricchezza di contenuti che vanno ben oltre la semplice curiosità storica. Il testo rappresenta uno dei primi e più completi dossier di economia applicata e un significativo punto di vista sulla globalizzazione medievale attraverso l’apertura dei mercati lungo la Via della Seta.
Il Chao, la cartamoneta mongola descritta da Marco Polo, è un passaggio chiave della storia umana, studiato per capire la psicologia legata al valore del denaro e i meccanismi di signoraggio, ovvero il diritto di battere moneta.
Poiché la carta ricavata dal gelso non vale l’oro, gli economisti odierni studiano come Kublai Khan sia riuscito a imporre un valore nominale slegato dal valore intrinseco. I tagli andavano dal corrispettivo di un piccolo tornese fino a 10 bisanti d’oro.
Marco Polo evidenzia il ruolo dello Stato e della violenza legittima come strumento per ‘creare dal nulla’ la fiducia in una valuta in tutto l’Impero: è prevista infatti la pena di morte per chi rifiuta la carta. Descrive con stupore come il Gran Khan riesca a ‘fabbricare’ la ricchezza e come i commercianti scambino la carta alla zecca reale con oro e argento veri. Il Milione fotografa un sistema che secoli dopo crollerà a causa dell’iperinflazione da eccesso di stampa: un caso di scuola per la macroeconomia moderna.
Un dossier geopolitico – economico scritto da un pragmatico mercante veneziano
Il Milione non è soltanto un capolavoro della letteratura di viaggio: è un vero e proprio dossier informativo e geopolitico-economico. Scritto con la mentalità pragmatica del mercante veneziano, il libro è colmo di dati tecnici relativi a valute, rotte commerciali, tasse, monopoli e merci pregiate del Duecento.
Uno dei dati economici più straordinari riguarda la mappa dell’Asia in base alle risorse economiche e industriali di ogni singola provincia. Descrive la produzione di seta e di ‘iassi’ (drappi d’oro e di seta) a Yazd e in altre regioni della Persia. Rileva il monopolio statale delle miniere dei famosi rubini balasci nel Badakhshan, dove l’estrazione privata non autorizzata viene punita con la morte per evitare la svalutazione della gemma. Registra inoltre l’estrazione di lapislazzuli, oro e argento.
Documenta capillarmente i mercati di pepe, zenzero, cannella e lo smercio di eccellenti cavalli e falconi da esportazione.
Il funzionamento delle dogane mongole: tariffe, gabelle e decime. L’Impero del sale
Marco Polo lavora come amministratore per conto di Kublai Khan: descrive dettagliatamente il funzionamento delle dogane mongole. Registra che il Khan trattiene una gabella pari al 10% (la decima) sul valore di quasi tutte le merci importate o in transito.
In diverse aree della Cina come a Changlu il sale è la principale fonte di entrate fiscali per lo Stato, spina dorsale delle finanze imperiali. Viene prodotto in grandi quantità ed é pesantemente tassato.
E’ interessante il profitto giostrato sui tassi di cambio, attentamente studiati dallo sguardo acuto di Marco. Ci racconta come sia possibile produrre molta ricchezza sfruttando il rapporto di conversione tra l’oro e l’argento. Oggi i mercati lo chiamano Gold-Silver Ratio, allora il meccanismo favorevole si basava sulla distanza tra le province dell’Impero e la concentrazione delle risorse nelle diverse aree. Emerge dalle cronache la forte variazione geografica del valore dell’argento rispetto all’oro: più ci si addentra verso regioni isolate o vicine alle miniere di estrazione, più l’oro perde valore relativo rispetto all’argento.
Lo studio pioneristico dei cambi: 5 once d’argento per 1 d’oro. A Venezia il rapporto è 1:10
Nelle aree centrali dell’Impero controllate da Kublai Khan, l’oro e l’argento sono metalli nobili strettamente regolamentati. Chi li porta alla zecca imperiale per scambiarli con la cartamoneta riceve un controvalore fisso. Il rapporto standard fluttua generalmente tra 1:5 e 1:6: bastano 5 o 6 once d’argento per acquistarne una d’oro.
Per un mercante occidentale questo dato è sbalorditivo: nella Venezia o nell’Europa dell’epoca il rapporto è storicamente fissato attorno a 1:10 o 1:12. In Oriente l’oro è, in proporzione, molto più ‘economico’ che in Occidente.
Quanto argento serviva per un’oncia d’oro?
Nei territori descritti da Marco Polo il rapporto tra i due metalli cambia sensibilmente da una regione all’altra. È la distanza fra questi valori a rendere visibile l’opportunità di arbitraggio.
medievali
Nel caso estremo riportato nell’articolo, lo stesso oro richiede circa 5 once d’argento a Zardandan contro 10–12 nell’Europa dell’epoca. Per il mercante che può spostare metallo fra mercati lontani, la differenza geografica del rapporto di cambio diventa una potenziale fonte di profitto.
Nel capitolo dedicato alla provincia di Caragian, odierno Yunnan, nel sud-ovest della Cina, annota un cambiamento interessante. Nella prima parte della provincia l’oro si scambia con l’argento con un rapporto di 1 a 8. Verso l’interno e i confini, nella zona di Zardandan, nota come la regione dei ‘Denti d’Oro’, il rapporto scende a 1 a 5.
In mancanza di miniere, l’argento doveva essere importato; l’oro, al contrario, si trovava in abbondanza, rendendolo meno prezioso rispetto agli standard di Pechino.
In altre regioni del Sud-est asiatico o della Cina meridionale dove l’oro abbonda e non è comune la moneta d’argento, segnala anomalie ancora più strabilianti. In alcune aree del Caragian per i piccoli scambi quotidiani si usano le porcellane, ovvero le conchiglie cauri. L’argento viene tesaurizzato e scambiato a tassi variabili per i grandi pagamenti internazionali, toccando punte di 1 a 10 nelle zone di intenso scambio con l’India.
L’Oriente per l’Occidente è un mistero: un trattato scritto per ‘fare fortuna’ in Cina
Le informazioni contenute in questo trattato sono preziose perché un mercante medievale che parte da Venezia può comprare argento in Europa, viaggiare lungo la Via della Seta e scambiarlo nel Catai, dove lo stesso argento vale proporzionalmente il doppio. Una gigantesca opportunità di arbitraggio finanziario che ha fatto la fortuna dei commercianti più audaci dell’epoca. Nel Medioevo l’Oriente e la Cina, pur occupando metà del mondo conosciuto, sono sostanzialmente un mistero.
Kublai Khan: il Gran Khan che ha cambiato la Cina
Kublai Khan (1215 – 1294) è un condottiero mongolo nipote del celebre Gengis Khan, diventato famoso per aver fondato la dinastia Yuan in Cina ed essere stato il primo imperatore non cinese a governare sull’intero Paese.
Sotto il suo regno, l’Impero Mongolo raggiunge la massima estensione, frammentandosi in diverse entità politiche autonome di cui Kublai mantiene il titolo di Gran Khan.
I suoi predecessori hanno saccheggiato il Paese ma lui è deciso a governarlo adottandone parzialmente la cultura. Nel 1271 proclama la nascita della dinastia Yuan e nel 1279, sconfiggendo definitivamente la dinastia Song del Sud, unifica la Cina sotto il suo controllo. Sposta la capitale a Dadu, odierna Pechino.
Favorisce la convivenza tra la sua religione, il Buddhismo, e le altre presenti sul territorio come Taoismo, Islam e Cristianesimo nestoriano.
Diffida dell’aristocrazia cinese locale e ricorre a funzionari stranieri (persiani, europei, tibetani) per governare il Paese. Promuove l’uso della cartamoneta su scala nazionale, proteggendo la Via della Seta e ampliando il Gran Canale per facilitare i commerci.
Marco Polo vive alla sua corte per circa 17 anni. Lo descrive come un sovrano saggio, immensamente ricco e curioso nei confronti del mondo esterno.
L’Impero mongolo: il più grande della storia umana
Nel 1200 nasce e si espande l’Impero mongolo: nel corso del secolo arriva a coprire oltre 24 milioni di Km quadrati, unificando sotto un unico dominio un territorio che va dalla Cina all’Europa orientale. Si tratta del più grande Impero della storia umana.
Prima della conquista mongola la Cina della dinastia Song era l’area più avanzata del pianeta. Contava una popolazione di circa 100 milioni di abitanti quando l’intera Europa ne contava circa la metà. Città come Hangzhou erano le più grandi e tecnologicamente evolute del mondo. Grazie alla Pax mongolica le rotte commerciali via terra tra Oriente ed Occidente vengono messe in sicurezza: questo permette a viaggiatori come Marco Polo di raggiungere l’Estremo Oriente e di poterlo raccontare.
Apparato documentale
Fonti e riferimenti
Edizioni critiche e studi utilizzati per documentare la tradizione del Milione e il quadro monetario, fiscale e commerciale della Cina Yuan.
- Edizione criticaScheda accademica
Barbieri, Alvaro. 1998. Marco Polo, Milione. Redazione latina del manoscritto Z.
Testimone fondamentale della tradizione poliana e riferimento filologico per la ricostruzione del testo. - Edizione criticaScheda accademica
Barbieri, Alvaro, e Alvise Andreose. 1999. Marco Polo. Il “Milione” veneto. Ms. CM 211 della Biblioteca Civica di Padova.
Edizione della redazione veneta con studio della tradizione, della lingua e della trasmissione del testo. - Studio storico-economicoEditore
Vogel, Hans Ulrich. 2012. Marco Polo Was in China: New Evidence from Currencies, Salts and Revenues. Leiden: Brill.
Fonte specialistica centrale per cartamoneta Yuan, cauri, produzione e fiscalità del sale, entrate pubbliche e sistemi monetari descritti da Marco Polo. - Storia economicaDOI
Pomeranz, Kenneth. 2000. The Great Divergence: China, Europe, and the Making of the Modern World Economy. Princeton: Princeton University Press.
Riferimento per il confronto di lungo periodo fra Cina ed Europa, popolazione, mercati, risorse e successiva divergenza economica. - Riferimento biografico e filologicoConsulta la fonte
Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani. Rustichello da Pisa.
Riferimento per la collaborazione con Marco Polo, la composizione genovese del 1298 e la complessa tradizione linguistica e manoscritta del Milione.
Nel dossier
Quando il valore comincia a viaggiare
Marco Polo osserva monete, metalli, cambi e cartamoneta dall’interno di una rete commerciale eurasiatica. Altri percorsi di GrifoNews mostrano come lo stesso problema — trasferire e riconoscere valore a distanza — abbia prodotto soluzioni differenti.
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Prospettiva complementare · Mondo islamico Il sakk islamico e l’origine contesa della parola “assegno”
Sulla stessa rete di commerci a lunga distanza emerge una soluzione diversa: trasferire il valore attraverso documenti e rapporti fiduciari, evitando di spostare fisicamente oro e argento.
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Contesto · Europa medievale Perché diciamo “banca”? La storia di un tavolo che ha cambiato la finanza
Spiega l’altro lato del problema osservato da Marco Polo: monete differenti, rapporti di cambio, informazione e fiducia trasformano progressivamente il cambiavalute in intermediario finanziario.
I grandi pensatori
Il percorso
- 01 Capitolo
Grecia classica
Socrate, Platone e Aristotele
Ricchezza, proprietà e denaro entrano nel campo della filosofia: non soltanto strumenti economici, ma questioni che interrogano virtù, giustizia e organizzazione della società.
- 02 CapitoloStai leggendo
XIII secolo · Eurasia
Marco Polo e Il Milione
Moneta, cambi, oro, argento e commerci osservati lungo la Via della Seta: il viaggio diventa anche uno straordinario esercizio di osservazione economica.





